venerdì 2 aprile 2010

giovedì 1 aprile 2010

Le tre parole più strane.


Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.


Wislawa Szymborska, poetassa polacca
Discorso all’ufficio oggetti smarriti, Le tre parole più strane

martedì 30 marzo 2010

Al ladro! Al ladro! 2



Un oggetto, anche se non ottenuto con il furto,
è tuttavia come rubato se non se ne ha bisogno.
Dice Gandhi.

Ma... Ma a me servivano...
Quindi è furto?!
:-S

Rubare è un mestiere impegnativo ci vuole gente seria, mica come voi! Voi, al massimo... potete andare a lavorare!

senza titolo o senza parole?!

sabato 27 marzo 2010

tanto per fare chiarezza, signori ladri.




chi ha detto che mammyx possiede un tesoro
ha acceso le mire di qualche girfalco
tu vagli a spiegare l'errore sonoro -
non erano oggetti: parlava di hulko...


giovedì 25 marzo 2010

Le mamme...

Le mamme stringono le mani dei loro bimbi per un po'...e i loro cuori per sempre... (Patrizia Rondinelli)

pink!



grazie al caso e a @ilcaso

martedì 23 marzo 2010

forse hanno ragione loro....

Cara Milana, come si fa a rallentare il tempo?
Internazionale 791, 16 aprile 2009


Io ci ho provato in tanti modi: scrivendo un diario, guardando la luna tutte le sere, ricordandomi ogni particolare, ogni dettaglio, rallentando il ritmo. Direi che più andiamo veloci noi e più veloce va il tempo. Quindi se ci fermiamo, si ferma anche lui.
Quello che funziona meglio per me è passare un pomeriggio in giardino a non far niente. È il modo ideale per immagazzinare tempo. Ma onestamente non riesco a farlo spesso, giusto qualche giorno d'estate. Anche leggere romanzi, quelli lenti, quelli pesanti d'inizio secolo, favorisce la sensazione che tutto sia fermo.
S'illude chi crede che fare tutto velocemente ti farà trovare del tempo per te. Il tempo è sempre qui, come se aspettasse che ci si accorga di lui. Il tempo c'è sempre, anche più di quanto immaginiamo. Per saperlo cogliere bisogna essere un po' filosofi, cosa non troppo difficile per me, un po' malinconici, cosa che mi capita spesso, e anche un po' persi nel mondo, e questo mi viene assolutamente naturale.
Virginia Woolf scrive della cattiva abitudine umana di sbriciolare il tempo in ore e minuti. Proust ha dedicato tutta la sua opera magna alla "cattura del tempo". Bachelard osserva come il tempo passi più lento per i bambini che giocano in soffitta. Chi sa di mantenere vivo dentro di sé il sentimento del gioco spensierato riuscirà a rallentare il tempo, dice Bachelard. E ha ragione. Provare per credere.

Milana Runjic, scrittrice croata



Ieri ho ricevuto questa mail in risposta a una mia mandata circa una settimana prima:
"Ciao lù*
La vita è un casino - stop.
Qui sempre di corsa, ma non so dove stiamo andando...così di corsa. Bho!
Hanno scelto l'invito ma anche loro non lo trovano più.
Siamo invitati all’inaugurazine, non mi ricordo quando, ma andiamo.
Pasqua è tra due settimane ---> organizzare bischerata in barca con tanti amici.
Parco delle 5 terre
Baci
Sentiamoci
Ps scrivi per avere risposte sull'invito"

Questo invece il messaggio/frase tipo con cui da mesi oramai chiudiamo/apriamo e chiudiamo i tentativi di comunicazione io e una tra le mie più chiare amiche. Oramai ci ridiamo anche, riusciamo a doverla dire più volte lo stesso giorno...
"Adesso non riesco. Sono di corsa. Proviamo a sentirci più tardi? O male che vada magari domani che sono pi libera almeno ci parliamo con un po' più di calma."

Questa invece la lista "principale" (si abbiamo anche una seconda, terza...) delle cose che non sono riuscita a fare, nonostante me lo fossi ripromessa e che rimando giorno dopo giorno:
-scrivere la mail a Rita
-chiamare Paola& Antonio e sapere come sta il "nuovo, piccolo" Michele
-scrivere la dedica a Chela
-comprare il libro che papà mi ha chiesto
-andare a vedere la partita di sabato di Hulko (ha anche vinto)
-aggiungere anche qualche parola alle 'emoticons' con cui replico a buona parte dei messaggi che ricevo, ad Inaki per esempio
-sentire la mia adorata LAPA e capire come se la cava nel nuovo ruolo di mamma
-innaffiare le piante (siamo a due settimane, sono un'assassina)
-rispondere a una mail di una cara ex collega che aspetta lì da oramai settimana (sono un mostro)
-organizzare il pigiama party con le amiche con le amiche
-ah diamine anche Zilio
poi ci sono tutte quelle cose che so già che non farò perche detesto farle e non aver tempo è un'ottima scusa:
pulire il garage, controllare gli estratti conto della banca, mettere ordine tra le vecchie foto (quelle di quando ancora non esisteva il digitale), cucire il bottone di una camicia "caduto" a settembre", organizzare il viaggiopremio per i miei 40 anni,
andare dall'elettrauto (sono senza una luce da due settinmane oramai..)
La lista del "to do" lavorativa l'ho omessa di proposito.

Forse, anzi sicuramente, hanno ragione loro. Anche se, citando un ragazzo molto saggio, "non conosco, e credo, non esista la verità. Mah! Boh! non so......ho scritto di getto... e comunque in alcuni periodi, per avere la certezza del contrario, può essere molto piacevole anche "sailing slow and live fast"





*(ovvero me LaZia)

i refusi non verranno corretti né oggi né mai perchè non ho tempo

lunedì 22 marzo 2010

Sir Charles Spencer Chaplin


Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore. La vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama. Vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.

Charlie Chaplin,(1889 - 1977)
Regista e attore inglese

domenica 21 marzo 2010

Fischiati ad Hulko i primi 2 falli della vita.

Alle 10.30 del mattino di ieri mia mamma entrata in casa mia da soli 4 minuti e 56 secondi mi ha tacciata di acidità. Mi sono dovuta difendere ricordandole che mi aveva appena pianificato l'avvenire, e con me ai miei fratelli, mio figlio, mio padre, la nostra amica LaCompagnadibanco,e non ricordo con certezza ma forse anche ai vicini di casa e che io nello stesso lasso di tempo le avevo forse dato il buongiorno e mugugnato qualche altra sillaba introduttiva e che avrebbe dovuto consentire di riattivare le sinapsi e raccogliere le idee prima di chiedermi conto del futuro di tutti.
Questo è stato l'esordio di sabato a cui sono seguite 3 ore e 30 di trasferta per torneo a 4 di minibasket. Hulko sedeva fra i suoi compagni di squadra mentre io e NonnaRagno sugli spalti in mezzo ad altri parenti accomunati dallo stesso destino divertente e pieno di aspettative.
Oltre 2 ore 'deretano contro deretano' a disquisire del quasi nulla cosmico,
"Agli allenamenti non gliela faccio più indossare la maglietta a mezze maniche sotto la canotta."
"Sì, mamma."
"Comunque anche gli altri si deconcentrano come lui, sono ancora piccoli."
"Sì, mamma."
"Bisogna chiamare l'allergologa."
"Sì, mamma."
"Te l'ho già detto che l'altra nonna che incontro sempre agli allenamenti ha già 70 anni?"
"Sì, mamma."
"Secondo te cosa intendeva tuo fratello quando l'altra sera mi ha detto 'Mamma ti ho vista guidare!'?"
"Non lo so, mamma."
"Tuo padre fa sempre così, è l'eterno indeciso."
"Sì, mamma."
"Non abbiamo portato la macchina fotografica."
"E' vero, mamma."
"Avresti dovuto dirmelo l'avrei chiesta a tuo fratello e se fosse venuta LaZia lei l'avrebbe portata."
"Sì, mamma."
"Sai che anche la mamma del numero 12, (amico di Hulko perché altrettanto bradipo) è separata?"
"No, mamma."
"Questo è il secondo marito e anche sua mamma (la di sopra 70enne) è separata."
Acuisco un po' l'attenzione ma non mi dà tempo,
"Pensavo di preparare la borsa blu da portare in treno."
"Sì, mamma."
"Mancano solo i quaderni dei compiti e qualche gioco, tanto è un diretto non dobbiamo neanche cambiare."
"Sì, mamma."
"Non mi hai detto se va bene la tovaglia che ti ho dato oppure se preferisci quella dai toni più caldi?"
"Va bene quella, mamma."
"Hai chiesto a Hulko se ha voglia di fermarsi a dormire da me giovedì? Tanto per tornare dagli allenamenti posso chiedere la macchina a tuo fratello, dice sempre che posso prenderla se mi occorre, tengo le chiavi in borsa."
"Sì, mamma."
"Martedì lo porto a tagliare i capelli."
"Sì, ...mamma."
"Domani preparo il ragù preferite venire a pranzo o a cena?"
"A pranzo, mamma."
"Li voglio schiarire ancora un po' così ...scarica il rosso ... poi voglio fare i colpi di sole, perché ..."
Nel frattempo i nanetti urlanti e sudati si contendevano la palla e con essa tutto il carico di gloria e io spossata e intontita ho lasciato, per qualche secondo, che un maturo fondo schiena tornito, fasciato da jeans chiari, mi distraesse e rinfrancasse.

venerdì 19 marzo 2010

Festa del papà

"Non mi ha detto come vivere:
ha semplicemente vissuto
e ha lasciato che lo osservassi"

Clarence Budington Kelland



Auguri papà!!!!

nella tua vita...




Nella tua vita arriva una persona e tu senti che è l'altra parte di te, quella che ti mancava. Potrebbe essere giovane, vecchio, potrebbe essere una persona del tuo stesso sesso o di cinquanta colori diversi. È la tua casa. E tu improvvisamente ti senti completa. Intera.
Silvio Muccino, attore

la foto è stata gentilmente "rubata" a Quizz

giovedì 18 marzo 2010

Giornata mondiale della poesia



Domenica 21 marzo 2010 giornata mondiale della poesia promossa dall'Unesco
Omaggio a Dino Campana a Marradi, Firenze

Con la possibilita' di viaggiare sul " treno di poesia" con partenza dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella alle ore 8.40, con arrivo a Marradi-Palazzuolo sul Senioalle ore 10.03, con interazioni poetiche a cura del gruppo pedalate letterarie della biblioteca del palagio di parte guelfa di Firenze, che per l'occasione organizza un vagone con 25 posti bici. Consigliamo di partecipare all' evento con i testi dei canti orfici di del poeta Dino Campana, per le letture ad alta voce, da svolgere durante la giornata mondiale della poesia. Nei vari ristoranti del paese si potra' gustare la cucina Tosco Romagnola. I " treni di poesia" al ritorno dalla stazione di Marradi-Palazzuolo sul Senio sono previsti per le ore 16.57 con arrivo alle ore 18.11 a Firenze Santa Maria Novella, e il successivo alle ore 19 dalla stazione di Biforco frazione di Marradi con arrivo alle ore 20.11 a Firenze Santa Maria Novella.

Per informazioni:

Luca Leoncini +39 3391673774 del gruppo delle pedalate letterarie,
Biblioteca del plalagio di parte Guelfa di Firenze.
lucaleoncini@gmail.com

http://pedalateletterarie.wordpress.com/

Biblioteca del plalagio di parte Guelfa di Firenze
T +39 055 2616029
F+39 055 2616031
www.comune.firenze.it/comune/biblioteche/ppguelfa

www.comune.marradi.fi.it
www.mugellotoscana.it
www.pro-marradi.it
www.dinocampana.it
www.campanadino.it

mercoledì 17 marzo 2010

Freddezza d'animo.

Lozioexpiccolodifamiglia ha degli amici. E' trapelato nell'ambiente che lozioexpiccolodifamiglia abbia delle amicizie. Non se ne sa molto perché lui è estremamente riservato salvo ciò che la risoluta cacciatrice di taglie (imperativa la 44) de LaZia ha portato con sé rientrando dalle battute, foto, mail e numeri di telefono, senza che si sentisse minacciata dal ringhio basso de Lozioeccecc. Questo racconto de Lozioeccecc è però spontaneo e non estorto, un siparietto di Casa OcchiTurchesi fra la sua amica e la figlioletta 7enne.
"Come sarebbe a dire che hai dei compiti da finire?"
"Mamma non mi ricordavo, devo fare italiano."
"Sono le dieci di sera, dovresti dormire a quest'ora. Adesso li facciamo insieme ma non si deve ripetere più."
La bimba la guarda.
"E sei in castigo per una settimana, senza computer, senza televisione e senza maneggio."
Sono occhi negli occhi,
"Mamma ma una settimana sono 7 giorni?"
OcchiTurchesi fatica a mantenere la posizione ma è fondamentale non cedere,
"Sì, 7 giorni"
"Ah beh allora non sono tanti."

domenica 14 marzo 2010

SOLO PER OGGI.

di Papa Giovanni XXIII

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

Solo per oggi, Papa Giovanni XXIII

venerdì 12 marzo 2010

Cip cip lu meu giardinu (1968)




grazie alla mia preziosissima e per fortuna unica ;D lol Amicastalker ritascarpinato e alla sua dolce dedica

giovedì 11 marzo 2010

Se qualcosa può andare storto lo farà.

lunedì 08 marzo.

lunedì 8 marzo messo in agenda nella notte dei tempi.
ovvero a febbraio NonnaRagno e NonnoIlSavio decidono di prendersi un meritato riposo dal nipotesitteraggio e programmano una gita da venerdì 05 marzo a martedì 09 marzo. L'ortodontista di Hulko nel contempo ci dà appuntamento per il pomeriggio di lunedì 08 marzo. Annoto entrambe le variazioni sul tema. In ufficio si susseguono i giorni, si presentano nuovi impegni, si rendono necessari i turni, ci minaccia uno stormo di cavallette e programmano per l'08 marzo il ricovero pre-operatorio del padre della collega. Incamero mentalmente lo slittamento del controllo ortodontico a data da destinarsi e presenzio in ufficio ma a pochi giorni dal fatidico 08 marzo viene posticipato il ricovero. Torna in agenda il mio appuntamento.

lunedì 8 marzo rivisto e corretto. A metà della settimana i giochi sembrano fatti e fra me e me comincio a calcolare i tempi e penso che potrei strategicamente anticipare la timbratura di lunedì mattina alle 8,15 accompagnando Hulko a scuola alle 7.30 per ridurre al minimo le ore di permesso, faccio infatti, ormai si sa, un lavoro di estrema e vitale importanza (tono ironico) e ogni assenza ha grosse conseguenze sull'andamento economico nazionale. Ignoravo però che laMammadiStreghetta di lì a poco mi avrebbe domandato gentilmente di darle un passaggio per andare a fare gli esami del sangue alle 8.30 di lunedì 08 marzo (ma il 09 marzo finisce per caso il calendario Maya!?). Ricambio mentalmente la timbratura d'ingresso in azienda di lunedì e ricalcolo le ore di permesso. I nonni intanto partono e si fa sempre più fievole la possibilità di attuare il piano B.

lunedì 08 marzo un accanimento. Venerdì pomeriggio ricevo la mail del Kapo! che mi offre l'imperdibile opportunità di tenere una presentazione in sue veci lunedì 08 marzo dalle 14,45 alle 15.30. Accetto, inenarrabili infatti le prospettive di crescita professionali che ne possono conseguire (ma che non ne conseguiranno). Calcolo mentalmente i tempi di trasferimento fra la sala riunione e il parcheggio e decido di avere un margine sufficiente per raggiungere il cancello della scuola entro le 16.30.

lunedì 08 marzo peggio di così non può andare. Hulko si ammala nel week end o meglio racconta febbricitante e gongolante di essere stato l'unico a riuscire a schivare i controlli delle insegnanti uscendo in cortile senza giacca ottenendo in premio 'l'accidente' rivoltogli dal resto della classe. Pianifico, ripianifico, cambio prospettive, invoco qualche santo ma alla fine ne cavo poco, questo lunedì 08 marzo in qualche modo s'ha dà fa'.
Hulko finisce a scuola alle 8.25, laMammadiStreghetta e Streghetta (risparmiata dall'obbligo scolastico perché reduce da debilitanti dolori di pancia e affini) scaricate di fronte all'ambultorio alle 8.39 e la sottoscritta, impavida ma già un po' provata, raggiunge la macchinetta del timbro alle 09.00.

lunedì 08 marzo ormai senza controllo. Slitta impunemente l'orario della presentazione, dalle 15.15 alle 16.00. Stremata ricalcolo i tempi e a questo punto anche le forze, il risultato è che ce la posso ancora fare. Telefono a scuola e isterica ma camuffata da perfetta donna-manager & mamma dico che potrei tardare una manciata di minuti e che aspettassero di vedermi apparire almeno all'orizzonte prima di depositare sul marciapiede il nanetto. Mi presento fuori dalla sala riunioni spaccando il minuto ma non è libera, il mio intervento segue quello di una collega che si attarda ma non è colpa sua anche quello prima di lei e quello prima ancora e ... in effetti forse siamo tutti in ritardo sulla vita. Alle 15.28 busso discretamente e con un sorriso irresistibile chiedo gentilmente che mi lascino il posto. Entro alle 15.30 faccio il mio intervento, nel mentre mi telefona laMammadiStreghetta che si offre volontaria ma rifiuto non volendo approfittare del suo buoncuore e della sua pazienza e poi ho calcolato tutto (o quasi). Lascio la mia platea, confusa e felice, alle 15.59 rientro in ufficio, recupero borsa e giacca, lancio un paio di saluti e mi butto in corridoio. Passando di fronte al GrandeKapo! però mi illumino (non si dimentichino le grandi prospettive di carriera), ritorno sui miei passi e investo altri 120 secondi del mio tempo (con ennesimo ricalcolo mentale), illustrando gli esiti dell'incontro appena tenuto e delle mia evidente grande comunicativa. Riprendo la marcia verso il timbro e alle 16.07 metto fine alla giornata lavorativa. Salgo in macchina e arrivo di fronte la scuola alle 16.26 in netto anticipo e questo mi dà il tempo di riflettere sul fatto che posso migliorarmi sui 'ricalcoli'.

(to be continued)

martedì 9 marzo 2010

post interpretativo

9 Marzo, Festa della Donna

...

Buon ascolto :-)



Opera buffa



Passerà il nostro amore,
e poi cento e altri cent’anni,
poi saremo ricongiunti:

commedianti lui e lei,
e del pubblico gli amati,
finiremo sulla scena.

Una farsa con ariette,
qualche ballo, molte risa,
un buon quadro di costume,
molti applausi.

Sarai buffo certamente
sulla scena, un geloso
incravattato.

La mia testa in subbuglio,
il mio cuore e l’orgoglio,
sciocco cuore che è spezzato
e l’orgoglio calpestato.

E così c’incontreremo,
lasceremo, risa in sala,
sette passi, sette leghe
tra di noi c’inventeremo.

E quasi non bastassero
i dolori della vita
- ci uccideremo con le parole.

Poi faremo un bell’inchino
che alla farsa porrà fine.
Tutti a letto se ne andranno
divertiti da morire.

Loro – liete vite avranno,
e l’amore domeranno,
una tigre stesa ai piedi.

Noi – per sempre un po’ così,
con berretti di sonagli,
barbari dai loro trilli
incantati.

Wisława Szymborska
Opera buffa, Appello allo Yeti (1957)


grazie per la foto a Jsome1

lunedì 8 marzo 2010

scusi, in che direzione possiamo guardare? (2)

scusi, in che direzione possiamo guardare?



coi viola, in manifestazione a milano: nonhovalentina sostiene la legalità :)

domenica 7 marzo 2010

Insonnambulità.

Prima che l'influenza lo stroncasse e mettesse fine a quella che lui chiama insonnambulità, abbiamo passato altre allegre serate dove il suo incessante pellegrinaggio fra camera e sala ha superato la mezzanotte. Venerdì sera ho estratto il coniglio dal cappello,
- Sai Hulko quando i bimbi sono piccoli, se non riescono a dormire, si mette nella culla un indumento della mamma, così riconoscono il profumo e si addormentano.
- Mamma mi dai un tuo vestito?
Vado a prendere il top con cui ho dormito la notte prima e glielo metto fra le mani, lui lo avvicina al viso e si gira sul fianco pronto per il sonno.
Torno in sala. Passata una decina di minuti vado a controllare ma lo trovo sveglio. Vedendomi allunga la maglietta,
- Mamma il tuo odore è tossico.
Ma perché a me capita sempre 'l'opzione D' quella non contemplata nei manuali!?

sabato 6 marzo 2010

Incipriarsi il naso. (Parte II)

Credo che mi avrebbe tradita. Sono passate lunghe ore e del 'suo' passaggio non c'è traccia né all'interno del blog né nella mia vita. La pelle traspirando e trasudando nervosa si sarebbe aperta un varco fra il pulviscolo profumato così da presentarsi lucida e chiazzata. Inutile cipria. Inutile attesa.

martedì 2 marzo 2010

La Banda Bassotti.

per caso mentre tu dormi

per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno

Antonio Porta (1935-1989), poeta e scrittore italiano

lunedì 1 marzo 2010

ultime parole famose



"Non vedo l'ora che te ne vada di casa, così finalmente diventerai indipendente." Non ricordo le parole esatte ma il concetto era questo. Sono fuori casa da circa 10 anni oramai ed ecco quello che mi tocca 'portare a casa' almeno una volta alla settimana. Ma cosa sarà mai questa benedetta indipendenza?!

domenica 28 febbraio 2010

La giostra del 2009



Il fiorellino mi mostra un vecchio biglietto di una giostra.

"Che cos'hai in mano?" Le chiedo.

"E' un biglietto delle giostre. Ma adesso non possiamo usarlo." Mi guarda con l'aria un po' triste.

"E cosa ne facciamo di questo biglietto?"

"Lo teniamo?" Dice pensosa.

"Ma è scaduto" dico io "è del 2009. Ora siamo nel 2010. Prima c'era il 2008, poi il 2009, e ora è il 2010."

"Si ma poi torna."

"Cosa?"

"Il 2009. Poi torna. Anche novembre torna."

sabato 27 febbraio 2010

La maturazione del genitore.

Venerdì sera io e Hulko siamo andati a cena con le mie amiche e le loro figlie, 7 donne di tutte le taglie e i colori e 1 maschietto taglia grande. Loro le vedo tutti i giorni da vent'anni a questa parte, con un solo intervallo di qualche anno in cui non abbiamo collaborato con la stessa azienda. Ci siamo conosciute da ragazze quando ancora eravamo noi a dare qualche grattacapo ai nostri genitori. Nel frattempo siamo diventate grandi e mamme. Era da molto che non uscivamo tutti insieme e così mi ero persa la trasformazione in teenager di una di loro e con essa la trasformazione dell'esser genitore della mia amica. Si deve cambiare con loro. Non puoi rapportarti come hai imparato a fare quando sono nati, o li hai incontrati per la prima volta, loro crescono e tu devi crescere con loro. Cambiano. La situazione mi ha lasciato perplessa e un filo preoccupata. Ho visto la sfida e la ribellione negli occhi di entrambe al tavolo. Non ero pronta, io il mio quotidiano ce l'ho ancora con un ottenne, senza uscite da solo, senza cellulare, senza internet e senza i cosmetici.
"Mamma io mi voglio truccare e domani è il mio 13° compleanno, me lo avevi promesso!"
Lei magrissima e imbronciata le lancia un altro sguardo duro e spietato, la madre arrabbiata ma stanca e un filo rassegnata le risponde,
"Ah sì? e vediamo come vorresti truccarti?"
con lo sguardo fa un giro di tavolo e risponde soddisfatta,
"Come lei."
Già come me che ovviamente passando l'ombretto v-i-o-l-a sulle palpebre e il contorno occhi verde bottiglia preparandomi per la serata mai avrei pensato di scatenare un simile putiferio, chiamata in causa mi sono sentita di voler intervenire ma davvero non sono certa di aver minimamente giocato a favore della ragione,
"Ma io mi trucco perché sono 'vecchietta' ormai, un viso giovane è veramente più bello al naturale, è più fresco. Credimi non mi truccavo alla tua età."
In realtà non lo ricordo ma non sono neanche sicura che mi abbia ascoltata fino alla fine. Sono rimasta spesso senza parole durante il resto della cena, catturata da questa relazione e dallo scontro più o meno rumoroso che si stava svolgendo fra le due. Uno spaccato di qualcosa nato chissà dove e chissà quando che sfocerà in qualcosa di altrettanto ignoto nella portata.
Sono sempre più convinta che quando decidi di diventare genitore non lo puoi fare con consapevolezza, è un po' come quando a 5 anni decidi di voler fare l'astronauta, nemmeno immagini che fra le tante cose dovrai rinunciare alla forza di gravità.

venerdì 26 febbraio 2010

cappuccetto rosso



Cappuccetto rosso, vieni, vieni qua
Se ti vede il lupo ti mangerà
Io non ho paura perché devo andare
Dalla mia nonnina che mi aspetta già
Questa focaccia le devo portare
Perché poverina sta tanto male
Cappuccetto rosso vieni, vieni qua
Se ti vede il lupo ti mangerà


L'illustrazione (acrilico su cartone grezzo) è di LICE!
http://lindelebile.blogspot.com/

giovedì 25 febbraio 2010

faccio cose vedo gente, ovvero la mia giornata.

">
Questo 25 febbraio 2010 l'ho trascorso in uno strano ed emozionante via vai tra passato e presente. Ho incontrato, in occasioni e momenti diversi persone, ben quattro persone, che hanno fatto parte della mia vita circa 9 se non 10 anni fa. E quasi tutte e quattro non le vedevo da allora. La vita è strana! (già stata detta questa, immagino...).
Di questi quattro incontri solo uno era voluto, organizzato e anche un po' sudato... ;-) Alla fine siamo riuscite a goderci queste quasi due ore di caffè e parole, ma assicuro non è stato affatto facile prendere appuntamento con la mamma di una dolce e briosa ragazzina, di due energici bambini nonché moglie raggiante e soprattutto donna dinamica e operosa. Non per niente è semplicemente la mia maestra di vita ;)
Poi da lì... boh! Il caso, il girare, le coincidenze... mi hanno fatto incontrare gente, emozioni e tanti ricordi (presa dal trasporto tendo a esagerare, sono una donna senza memoria di conseguenza senza passato, quindi direi che 'ricordi' da solo è più onesto). Potrei raccontare di un viaggio a Parigi, di un lavoro stimolante e di uno che ho tanto detestato, di una giacca rossa e di una ragazza di trent'anni che poco ha a che fare con la donna che sono diventata e di come tutto questo c'entra con le quattro persone che oggi ho incontrato. Ma il passato è solo un momento che fugge via anche quando lo incontri nel presente.

mercoledì 24 febbraio 2010

pausa caffe'

Il cervello lavora meglio con la pausa caffe'
Favorisce il lavoro, lo studio e la memorizzazione
29 gennaio, 20:31

ROMA - Le pause aiutano a lavorare meglio; il break per il caffé, anche solo per pochi minuti, la pausa pranzo, o in generale tutte le piccole pause che si riesce a prendere nel corso dell'attività lavorativa o di studio, favoriscono l'apprendimento e la memorizzazione di ciò che si è appena incamerato nel cervello. Lo dimostra uno studio coordinato da Lila Davachi e condotto da Arielle Tambini, del dipartimento di Psicologia della New York University.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Neuron, svela un altro tassello del misterioso processo con cui formiamo i ricordi. Numerosi lavori scientifici hanno ormai confermato la teoria secondo cui il sonno è il momento in cui il cervello fa ordine e rielabora tutte le informazioni incamerate durante il giorno, consolidando il ricordo di eventi o fatti importanti che resteranno quindi incisi nella memoria, ed eliminando le informazioni superflue, facendo una sorta di 'potatura' delle sinapsi in cui queste informazioni sono state temporaneamente sistemate.

Ma alla luce di questo studio sembra proprio che non solo la lunga pausa notturna ma anche le piccole pause quotidiane, quando cioé si lascia riposare il cervello anche solo per pochi minuti, il tempo di un caffé tra una riunione e l'altra, o tra una lezione e la successiva, vanno a beneficio della sua funzionalità e in particolar modo della memoria.
E' emerso che nel corso della pausa le aree dell'ippocampo e della corteccia si accendono nuovamente anche se con intensità di attivazione variabile da persona a persone e tanto più intensamente queste aree si riattivano durante la pausa, tanto maggiore sarà la performance mnemonica della persona. "Il cervello lavora per la persona mentre quest'ultima si riposa, quindi il riposo è importante per le funzioni cognitive" conclude Davachi; prendersi una pausa caffé dopo una lezione o dopo ore di lavoro può veramente aiutare a fare ordine e ricordare ciò che si è appreso.



Questo l'ho rubato in sala ristoro nella mia azienda, è un sondaggio di gradimento della nuova miscela del distributore automatico, a testimonianza del fatto che durante la pausa caffè "...si lascia riposare il cervello..."

martedì 23 febbraio 2010

Post dieta.


le briciole delle chiacchere nella scollatura prendono velocità in caduta libera fino allo schianto sulla morbida curva del non-punto vita


la foto è di cacciaramarri

lunedì 22 febbraio 2010

A teatro con MammaFiore, MammaFavola




Vorrei danzar con te, la notte e il di così e stringerti a me.
Vorrei cantar con te, vorrei sognar con te perché sei tu l’amor…

Al solito ci siamo lasciate travolgere anche dalla tempesta dei sentimenti.

un messaggio per il futuro



Un nuovo anno è appena cominciato, con il suo carico di speranze e di buoni propositi. Un anno che passerà inesorabile e veloce, senza darci il tempo di fermarci a riflettere. Sul nostro futuro, di mamme, di donne. Sui nostri sogni, da una vacanza al sole a un mondo più vivibile. Sul futuro dei nostri figli, nativi digitali e già esperti di quelle nuove tecnologie che sempre più definiranno il nostro modo di essere e di vivere.

Prendetevi il tempo per “fermare il tempo” e guardare avanti.

Armatevi di videocamera e mandateci il vostro videomessaggio, inserendolo nel canale dedicato: sarà un modo per tracciare un ritratto di quello che le mamme vogliono per il 2010 (e 2011 e 2012 e 2013...) e per partecipare al nostro fantastico concorso. Una giuria, infatti, selezionerà tra tutti i contenuti multimediali e video che perverranno entro il 1 marzo 2010, un primo classificato che vincerà un soggiorno di una settimana per due persone offerto da VeraTour e altri 10 classificati che riceveranno ciascuno uno stupendo zainetto Gioco e Imparo offerti da Didael.
Raccogliete le idee e lanciate il vostro messaggio: avete tempo fino al 1 marzo.

Il regolamento completo del concorso è disponibile qui in formato pdf.



http://blog.mammenellarete.it/slider/un-messaggio-per-il-futuro/
Canale per il concorso: un messaggio per il futuro
www.mammenellarete.it



mammYX al momcamp


Si ringrazia per la foto Emiliano Di Giorgio

domenica 21 febbraio 2010

Volo via




Datemi una bolla.
Datemi pareti sottili e trasparenti, leggerezza di volo, viaggi sul vento.
Fatemi viaggiare insieme ai petali delle margherite e ai pollini starnutini.
Fatemi godere il sole sopra alle nuvole, sopra alla nebbia, sopra alla polvere fango sporcizia.
Fatemi vedere le stelle da vicino, fatemi spaventare i pettirossi, fatemi ridereridereridere.
Fatemi dimenticare tutto.
Datemi brezza fresca e sole caldo.
Fatemi tornare al giardino dell’asilo, bimbi che ridono, 4 anni, bolle che volano.
Lasciatemi andare, così.


Pinkmartina e il suo blog da cui ho rubato! :-D

Questa dolcissima foto è di shamballah

sabato 20 febbraio 2010

Le golose

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un’altra - il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!
o sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C'è quella che s'informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L'una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un'altra - il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un'altra, con bell'arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall'altra parte!

L'una, senz'abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D'Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m'è concesso -
o legge inopportuna! -
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.



Guido Gozzano. Le golose, Poesie sparse.

"Perché io valgo."

Cambiano le mode, cambiano i modi. Una volta ognuno aveva il proprio spazio, adesso c'è la condivisione coatta, l'open space. Niente dita nel naso, niente piedi fuori dalle scarpe, niente segreti per nessuno. La mia postazione è lato corridoio, terza di una fila di tre scrivanie, alle spalle la parete di mobili-raccogli-faldoni polverosi e ingialliti che nessuno è più in grado di dire cosa contengano. Il bello di questi spazi aperti è che hai sempre compagnia anche quando di tuo non l'andresti a cercare il che rende tutto più facile, non sei obbligato a parlare se non ne hai voglia, il tuo interlocutore troverà presto nel tuo vicino di scrivania un ascoltatore più attento e allo stesso tempo hai sempre qualcuno a cui poter rivolgere un sorriso con gli occhi, oltre il divisorio qualora ne sentissi il bisogno.
Ci sono giorni in cui non passa quasi nessuno alle mie spalle e ce ne sono altri in cui c'è persino traffico e devo star attenta a far manovra con la sedia. Ieri è stata una giornata distesa, nonostante la pioggia e il cielo carico di disillusioni per il week end carnevalesco, e di gente ne è passata molta. In tanti mi hanno sprimacciato i capelli, da dietro, rallentando l'incedere, senza fermarsi. In segno di saluto. Di partecipazione. Di intimità. Di buon auspicio. Non saprei forse erano più ricci del solito, più ospitali, più invitanti per un gesto propiziatorio di poco più frivolo dei classici.

venerdì 19 febbraio 2010

...non sempre tutto è come sembra...

“Ti voglio raccontare una storia”, disse Zedka. “Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto.
Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il Re, che possedeva un pozzo privato per sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle.
Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione.
Disperato, il Re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: 'Andiamo alla fonte e beviamo quell’acqua. In tal modo, saremo uguali a loro'. E così fecero: il Re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso.
Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il Re dimostrava tanta saggezza, perché non consentirgli di continuare a governare?
La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini. E così il Re poté governare sino alla fine dei suoi giorni.

‘[...] Sai cosa c'è, al di là dei muri di cinta di Villete?’ – ‘Gente che ha bevuto nel medesimo pozzo’.
Proprio così,’ disse Zedka. ‘Pensano di essere normali, perché tutti fanno le stesse cose [...]’ ".

Paolo Coelho

giovedì 18 febbraio 2010

Incipriarsi il naso.

Da questa sera potrei avere un lettore in più. Magari per un unico accesso al blog. Mi chiedo cosa penserà. Di me. Arriverà a scoprirmi attraverso quello che scrivo. Sarà troppo? Sarà abbastanza? Sono intimidita ma nello stesso tempo eccitata, vorrei cercare nel caos i momenti migliori che ho raccontato e raccoglierli per lui. Un po' come andare a mettersi il vestito migliore per aspettarlo poi elegante e sorridente in salotto.