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domenica 15 novembre 2009

violenza e impegno: il cecio scopre l'ottimismo della volontà.



alla radio una voce dice austera l'abominio
centinaia di milioni le minori che ogni anno
son piegate a dare il corpo alla violenza del dominio
nel silenzio collettivo - o compiaciuto, a maggior danno

sfugge il senso, al cecio, è chiaro: ma solleva un sopracciglio
non sopporta che qualcuno faccia male alle bambine
le difendo io! si scalda (della mamma ha tutto il piglio)
non ci credi? aspetta solo che mi crescan le manine!

cecio, è molto complicato. ma è il momento di affrontare
col mio germe d'idealista i soprusi ed il dolore?
fa spallucce: non mi stanco - sarò forte come il mare.
se bastasse il suo principio a sradicare quest'orrore...


secondo l'Unicef ogni anno 150 milioni di bambine vengono sottoposte ad abusi sessuali, un milione viene avviato alla prostituzione e 100 milioni subiscono la mutilazione forzata dei genitali. facciamo qualcosa?

domenica 2 agosto 2009

due agosto millenovecentoottanta.

lo so che sei nata col satellitare
vediamo se riesco a spiegarti lo stesso
un giorno d'agosto in cui il nostro mare
era quello di oslo - con camper annesso.

io ero curiosa, e lo strillo era in vista
esposto in edicola, su una lavagna
fra molte parole oscure al turista
diceva: eksplosion. e diceva: bologna.

difficile credere, in questa tua bolla
lo scarto di giorni per un quotidiano
la linea a monete - con la manovella!
la voce di nonna da un mondo lontano

la televisione scovata giù al porto
le immagini della suprema indecenza
avulse dall'audio straniero e contorto
il senso tangibile di una distanza

che poi non importa. mi preme il racconto
del volto del nonno, mio padre, smarrito
in un buio già visto, l'ennesimo affronto:
la morte covata da dentro lo stato.

vorrei che anche tu ne facessi memoria.
potrebbe curare, magari, più in là
le offese e gli scempi della nostra storia
nel ballo in costume della verità?

giovedì 30 aprile 2009

Donne Coraggiose.

Questo post non ha un finale.
Non ha un finale perché non so quale sia. Sono pensieri ed emozioni ancora in movimento.
Volere un figlio. Volere un figlio solo a determinate condizioni. Non volere un figlio. Questa è la forza delle donne del tempo che stiamo vivendo. Patrimonio condiviso dalla maggior parte dei paesi ricchi e sviluppati. Tralasciamo realtà e situazioni più estreme dove non c'è possibilità di scegliere o meglio dove la donna non partecipa alla scelta e torniamo a noi.
Non voglio escludere i padri ma sono madre e forse ho una visione genitoriale solo parziale, qualcuno molto attento lamenterà un'inesattezza di termine, non 'parziale' ma 'dimezzata', perché si è genitori al 50%. E' vero. Consentitemi un ma. Non so se rientri in ciò che comunemente viene definito come 'istinto materno' ma la donna arriva ad annullarsi per amore dei propri figli, ed è l'atto più alto che si possa immaginare. Cerca l'intervento della scienza laddove l'iniqua natura non dà i propri frutti. Diviene madre di un figlio che non ha partorito ma che, forse anche per questo, amerà ancora più intensamente. Sceglie di non voler mettere al mondo un figlio perché non avrebbe la forza di vederlo difendere la propria vita da tutto ciò che non si può controllare né vincere. Donne intelligenti e preparate, anche quest'ultime, che riservano tempo e professionalità ad adulti e bambini affinché superino traumi, violenze e malattie. Donne che non possono e non riescono a ignorare il peso della loro consapevolezza.

Ecco cosa ho pensato amico mio mentre, protetti dal cielo stellato di Milano, silenziosa accompagnavo il tuo dolore sospeso .

giovedì 9 aprile 2009

Spaccatura.

Avevi solo 6 anni ma ho dovuto spiegartelo comunque. Eri un Piccolo-grande o forse un Grande-piccolo. “Io e il papà vogliamo fare delle cose diverse. Non possiamo più vivere in casa insieme ma continueremo a volerti bene alla stessa maniera. Saremo sempre la tua mamma e il tuo papà. Ci prenderemo cura di te.” “Ma io con chi sto mamma?” “Sei fortunato perché hai tante persone che ti vogliono bene e tante case. Hai la casa con la mamma, la casa col papà, la casa dei nonni, degli altri nonni, della zia, dello zio.” Chissà cosa avrai pensato, ‘Sì, ma qual è la mia?’ Ho dovuto parlarti e raccontarti poco per volta. Mi si rompeva la voce, sapevo che, se non subito, presto o tardi, me ne avresti chiesto conto. Sentivo di aver fallito nei tuoi confronti in qualche modo. È passato del tempo e siamo andati avanti, spero che un giorno capirai che così come basta un alito di vento per far cominciare una storia d’amore, basta anche solo uno sbuffo, a volte, per farla finire.

mercoledì 8 aprile 2009

la terra trema.

la mamma censura il disastro in tv
che il cecio non sappia l'angoscia, in virtù
di quell'innocenza che senza misura
la morte e il dolore li nega e scongiura
ma il cecio li coglie su qualche giornale
e chiede se il mondo che si apre fa male
osserva con le sopracciglia aggrottate
negli occhi per poco si spegne l'estate
ma basta a insegnare al gran circo morboso
un nuovo riguardo. un po' più silenzioso.