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domenica 20 giugno 2010
Quello che gli invidiosi non dicono, by mammacattiva
Se c'è un buon esercizio per capire i propri limiti è quello di affrontarli, viverli in prima persona e magari prenderli per le corna: per capire se questi limiti sono reali o solo immaginati. E una domanda che spesso mi pongo è "ma io sono una persona invidiosa?" Una di quelle che sentono lo stomaco rattrappirsi quando osservano una persona che ha di più o magari è di più? Trovo umano chiederselo prima ancora di dichiarare con estrema sicurezza "io sono incapace di provare il sentimento dell'invidia". Diciamo che tendo a diffidare di chi dichiara con clamore il proprio "io mai".
Mettermi alla prova significa quindi espormi di fronte a chi apparentemente sembra aver realizzato più desideri dei miei. Mi ci tuffo e mi ascolto.
I risultati sono variabili. Ci sono stati momenti particolarmente fragili in cui ho desiderato intensamente essere nei panni di qualcun altro, tutto fuorché me stessa e più che di invidia parlerei di desiderio di fuga, tale da scegliere di essere un altro invece che scappare in un altro luogo. Quando invece sto bene con me stessa l'esperimento non solo mi fortifica ma mi fa godere del successo dell'altro.
E' il caso ultimo provato con un'amica (così mi piace pensare che sia) e culminato nella lettura di Quello che le mamme non dicono di Chiara C. Santamaria, per la blogosfera Wonderland.
Seguo Chiara da tanto tempo e ho sempre fatto il tifo per lei. Scelsi di leggere e seguire il suo blog Machedavvero per lo stesso motivo per cui nei momenti di "allergia" alla maternità decisi di schivare tutti i forum di mamme, i libri seri di pedagogia e le persone che si prendevano troppo sul serio. Mi bastavo io per quello. Un motivo molto semplice: Wonder mi faceva morire dal ridere. Eppure nel tempo ho scoperto che sa essere anche terribilmente seria: nella pittura di certe situazioni vere e concrete della vita quotidiana di una mamma, nell'esternazione di sentimenti spinosi da riconoscere. E poi ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente, prima che si svelasse con il lancio del suo primo libro e la cosa più sorprendente è stata la dolcezza della sua timidezza, così spiazzante rispetto alla sfrontatezza delle parole scritte. Pensi che abbia una ghost writer, una doppia personalità e invece è solo una delle sue dimensioni. L'unica cosa che non mi ha sorpreso è la sua bellezza, quella te l'aspetti e quella arriva come te la immaginavi.
Il libro lo puoi leggere in tempi brevi ma io l'ho dovuto fare nel mio tempo rubato alle ventiquattro ore troppo piene. E' scritto molto bene. Non butterei una sola riga e raggiunge il suo vero significato alla fine. Alla fine ho capito molte cose di Chiara e anche di me. Ho capito quanto fossimo simili nonostante ci separino diversi anni. Leitmotif della sua storia sembra essere proprio l'età come se quella fosse la colpa, tutta la colpa delle sue vicissitudini. Io invece penso che non sia una questione di età, perché io i miei figli li ho avuti oltre i 35, li ho anche cercati ma ho provato, provo gli stessi scossoni, dubbi e rimpianti. Il libro mi ha riportato a quei giorni, comici e tragici allo stesso tempo, alla mia solitudine, alla mia ricerca dell'istinto materno, al mio costante ripensare a quello che avevo prima: la libertà di essere egoista. Lo dico senza vergogna. Ho riso ma ho anche pianto perché mi ci sono identificata.
Ieri ho rivisto Chiara al Momcamp a Milano dove siamo state tutte prese da brevi contatti e rara intensità, se non alla fine, proprio come nel libro. Quando il sipario doveva scendere abbiamo iniziato a parlare delle cose più importanti e di quelle che ci interessano di più. In quel momento, Chiara mi ha raggiunta, si è seduta accanto a me e con i suoi occhi liquidi mi ha chiesto se si sarebbe dovuta arrendere, se per avere il tempo di stare insieme a Viola avrebbe dovuto rinunciare a rincorrere il suo desiderio di un lavoro appagante, che ti riempie le giornate e ti fa vedere persone stimolanti. Le avrei voluto rispondere e parlare per altre due ore e invece ho accrocchiato due parole in croce, scossa dalla mia incapacità a trovare risposte ai miei stessi dubbi.
Perché rispondere non è per niente semplice, perché non c'è una sola risposta. Perché non c'è una risposta definitiva. Stasera le risponderei di continuare così, di rimettersi in gioco oltre ogni limite perché con sua figlia sta facendo un lavoro grandioso e che realizzare i propri sogni rende felici anche i nostri figli. Che c'è sempre tempo per ridimensionare le cose, per accorgersi che si sta esagerando e per farsi aiutare, a turno, da tutti coloro che hanno responsabilità nella vita della tua famiglia. Sono convinta che non dobbiamo mai arrenderci e dobbiamo imparare ad interpretare i suggerimenti alle prossime mosse.
Postato da mamma cattiva domenica 6 giugno 2010
http://mammacattiva.blogspot.com/2010/06/quello-che-gli-invidiosi-non-dicono.html
https://twitter.com/mamimma
Mettermi alla prova significa quindi espormi di fronte a chi apparentemente sembra aver realizzato più desideri dei miei. Mi ci tuffo e mi ascolto.
I risultati sono variabili. Ci sono stati momenti particolarmente fragili in cui ho desiderato intensamente essere nei panni di qualcun altro, tutto fuorché me stessa e più che di invidia parlerei di desiderio di fuga, tale da scegliere di essere un altro invece che scappare in un altro luogo. Quando invece sto bene con me stessa l'esperimento non solo mi fortifica ma mi fa godere del successo dell'altro.
E' il caso ultimo provato con un'amica (così mi piace pensare che sia) e culminato nella lettura di Quello che le mamme non dicono di Chiara C. Santamaria, per la blogosfera Wonderland.
Seguo Chiara da tanto tempo e ho sempre fatto il tifo per lei. Scelsi di leggere e seguire il suo blog Machedavvero per lo stesso motivo per cui nei momenti di "allergia" alla maternità decisi di schivare tutti i forum di mamme, i libri seri di pedagogia e le persone che si prendevano troppo sul serio. Mi bastavo io per quello. Un motivo molto semplice: Wonder mi faceva morire dal ridere. Eppure nel tempo ho scoperto che sa essere anche terribilmente seria: nella pittura di certe situazioni vere e concrete della vita quotidiana di una mamma, nell'esternazione di sentimenti spinosi da riconoscere. E poi ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente, prima che si svelasse con il lancio del suo primo libro e la cosa più sorprendente è stata la dolcezza della sua timidezza, così spiazzante rispetto alla sfrontatezza delle parole scritte. Pensi che abbia una ghost writer, una doppia personalità e invece è solo una delle sue dimensioni. L'unica cosa che non mi ha sorpreso è la sua bellezza, quella te l'aspetti e quella arriva come te la immaginavi.
Il libro lo puoi leggere in tempi brevi ma io l'ho dovuto fare nel mio tempo rubato alle ventiquattro ore troppo piene. E' scritto molto bene. Non butterei una sola riga e raggiunge il suo vero significato alla fine. Alla fine ho capito molte cose di Chiara e anche di me. Ho capito quanto fossimo simili nonostante ci separino diversi anni. Leitmotif della sua storia sembra essere proprio l'età come se quella fosse la colpa, tutta la colpa delle sue vicissitudini. Io invece penso che non sia una questione di età, perché io i miei figli li ho avuti oltre i 35, li ho anche cercati ma ho provato, provo gli stessi scossoni, dubbi e rimpianti. Il libro mi ha riportato a quei giorni, comici e tragici allo stesso tempo, alla mia solitudine, alla mia ricerca dell'istinto materno, al mio costante ripensare a quello che avevo prima: la libertà di essere egoista. Lo dico senza vergogna. Ho riso ma ho anche pianto perché mi ci sono identificata.
Ieri ho rivisto Chiara al Momcamp a Milano dove siamo state tutte prese da brevi contatti e rara intensità, se non alla fine, proprio come nel libro. Quando il sipario doveva scendere abbiamo iniziato a parlare delle cose più importanti e di quelle che ci interessano di più. In quel momento, Chiara mi ha raggiunta, si è seduta accanto a me e con i suoi occhi liquidi mi ha chiesto se si sarebbe dovuta arrendere, se per avere il tempo di stare insieme a Viola avrebbe dovuto rinunciare a rincorrere il suo desiderio di un lavoro appagante, che ti riempie le giornate e ti fa vedere persone stimolanti. Le avrei voluto rispondere e parlare per altre due ore e invece ho accrocchiato due parole in croce, scossa dalla mia incapacità a trovare risposte ai miei stessi dubbi.
Perché rispondere non è per niente semplice, perché non c'è una sola risposta. Perché non c'è una risposta definitiva. Stasera le risponderei di continuare così, di rimettersi in gioco oltre ogni limite perché con sua figlia sta facendo un lavoro grandioso e che realizzare i propri sogni rende felici anche i nostri figli. Che c'è sempre tempo per ridimensionare le cose, per accorgersi che si sta esagerando e per farsi aiutare, a turno, da tutti coloro che hanno responsabilità nella vita della tua famiglia. Sono convinta che non dobbiamo mai arrenderci e dobbiamo imparare ad interpretare i suggerimenti alle prossime mosse.
Postato da mamma cattiva domenica 6 giugno 2010
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venerdì 12 marzo 2010
Cip cip lu meu giardinu (1968)
grazie alla mia preziosissima e per fortuna unica ;D lol Amicastalker ritascarpinato e alla sua dolce dedica
mercoledì 30 dicembre 2009
duemilanove.
obama al potere. la nuova alchimia
nell'anno mondiale dell'astronomia
la pace del nobel. cautela e speranza
(la sguaina a natale, la belligeranza)
la crisi raccoglie. si salvan le banche
fallisce l'islanda. le borse son stanche
al nulla o al terrore, val bene una guerra
intanto in italia si infuria la terra
promesse strillate, menzogne al candeggio
l'eclissi più lunga. e brucia viareggio
giullari di corte, ministri veline
la costituzione ridotta all’inane
cinguetta l’iran nella sua ribellione
il soffio dei media piegati a persone
son già 40 anni da quando la luna -
la stessa distanza da piazza fontana
world digital library. missione keplero
respiri scagliati al di là dell'oscuro
a titolo alcuno, con vis partigiana
abbiamo chiamato per nome eluana
cop15, il giusto fallito in partenza
si firma in darfur la cessata mattanza
lasciamo al pensiero di un vuoto lontano
updike, lévy strauss, merini e pivano
le schegge dei mesi scolorano a pile
forgiate alla storia da vecchie trafile
versando all’inchiesta sulla verità
lo scotto annuale. dell’ingenuità.
domenica 22 novembre 2009
#pizzatwitmilano 21-11-2009
dove la fantasia sconfina nella realtà
incontri
quelli che come te cercano un sorriso
quelli che volevi conoscere di persona ma che adesso rallenti timida il passo
quelli che il sorriso te lo regalano senza chiedere nulla
quelli che si nascondono dietro una reflex
quelli che si illuminano davanti una reflex
quelli che chiacchierano di tutto
quelli che ascoltano, che non è da tutti
quelli che osservano
quelli che mangiano di gusto
quelli che preferiscono bere
quelli che trovi affascinanti
quelli che hanno una mimica facciale che niente può un avatar in confronto
quelli che non volevano venire ma che poi già pensano alla prossima
quelli che "non avrei mai detto" ma che adesso dirai
quelli che hai guardato in fondo al tavolo tutta sera e solo una volta tornata a casa, battendo la mano sulla fronte, hai finalmente riconosciuto
quelli che 'non tutto il geek viene per nuocere'
quelli che sono nati eleganti
quelli che sono nati divertenti
quelli che sono nati gentili
quelli che sono nati sinceri
quelli che fanno domande improbabili
quelli che "domani lo aggiungo"
quelli che "però gli altri ci sono mancati".
incontri
quelli che come te cercano un sorriso
quelli che volevi conoscere di persona ma che adesso rallenti timida il passo
quelli che il sorriso te lo regalano senza chiedere nulla
quelli che si nascondono dietro una reflex
quelli che si illuminano davanti una reflex
quelli che chiacchierano di tutto
quelli che ascoltano, che non è da tutti
quelli che osservano
quelli che mangiano di gusto
quelli che preferiscono bere
quelli che trovi affascinanti
quelli che hanno una mimica facciale che niente può un avatar in confronto
quelli che non volevano venire ma che poi già pensano alla prossima
quelli che "non avrei mai detto" ma che adesso dirai
quelli che hai guardato in fondo al tavolo tutta sera e solo una volta tornata a casa, battendo la mano sulla fronte, hai finalmente riconosciuto
quelli che 'non tutto il geek viene per nuocere'
quelli che sono nati eleganti
quelli che sono nati divertenti
quelli che sono nati gentili
quelli che sono nati sinceri
quelli che fanno domande improbabili
quelli che "domani lo aggiungo"
quelli che "però gli altri ci sono mancati".
venerdì 20 novembre 2009
#pizzatwit @ Firenze, @ Roma e domani anche @ Milano

logo pizzatwit Firenze, Roma by
http://twitter.com/linux29
logo pizzatwit Milano by
http://twitter.com/_Gel_
per iscrizioni dell'ultima ora...
https://twitter.com/pinkmartina/pizzatwitmilano-21-11
venerdì 2 ottobre 2009
#splendida40enne. Noi ci abbiamo mandato lei!
La nostra meravigliosa inviata al #BLOGFEST.

BLOGFEST 2009
dal 2 al 4 ottobre 2009, Riva Del Garda
Oggi è iniziata la seconda edizione del BlogFest, il Festival italiano dedicato ai blogger, agli appassionati di internet e a quelli che come me, del mondo della rete ci hanno capito ancora poco ma ci sguazzano da mattina a sera con piacere!
8 BarCamp tematici allestiti nelle piazze del centro: ErotiCamp Soft, ErotiCamp Hard, PhotoCamp, MomCamp, To Do Camp, DissaporeCamp, YogaCamp e uno generalista "È morto il Bar Camp?", che fa il punto sullo stato di salute di questi incontri aperti (finalmente ho capito dove sono andata quando ho partecipato al primo MomCamp il lontano... quando è stato?!) E poi se nulla è cambiato c'è la prima Twitterence italiana, una conferenza con interventi contenuti entro il limite di 140 caratteri. E come mi ha insegnato qualcuno i limiti aguzzano l'ingegno... ;-)
Da Milano per oggi è tutto.
Passo e chiudo. A te la linea #splendida40enne.
Sono troppo arcaica :-D LOL

http://www.blogfest.it/
http://barcamp.org/MomCamp-BlogFest
https://twitter.com/paolabonini

BLOGFEST 2009
dal 2 al 4 ottobre 2009, Riva Del Garda
Oggi è iniziata la seconda edizione del BlogFest, il Festival italiano dedicato ai blogger, agli appassionati di internet e a quelli che come me, del mondo della rete ci hanno capito ancora poco ma ci sguazzano da mattina a sera con piacere!
8 BarCamp tematici allestiti nelle piazze del centro: ErotiCamp Soft, ErotiCamp Hard, PhotoCamp, MomCamp, To Do Camp, DissaporeCamp, YogaCamp e uno generalista "È morto il Bar Camp?", che fa il punto sullo stato di salute di questi incontri aperti (finalmente ho capito dove sono andata quando ho partecipato al primo MomCamp il lontano... quando è stato?!) E poi se nulla è cambiato c'è la prima Twitterence italiana, una conferenza con interventi contenuti entro il limite di 140 caratteri. E come mi ha insegnato qualcuno i limiti aguzzano l'ingegno... ;-)
Da Milano per oggi è tutto.
Passo e chiudo. A te la linea #splendida40enne.
Sono troppo arcaica :-D LOL

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martedì 12 maggio 2009
Un anno di cazzeggiosfera 2.0
Tutto è iniziato poco più di un anno fa. Le prime avvisaglie con un "Non sei su Linkedin?? Non puoi". Linkedin, iscritta. Poi per colpa di un amico, gli amici di un momento seppur intenso e indimenticabile della vita quelli che però dopo quando vai a rileggere il significato di 'amicizia' qualcosa non torna, vuoi non iscriverti a Facebook? Facebook, iscritta. Se su Linkedin ho ritrovato la mia storia professionale e le persone che l'hanno accompagnata, su Facebook guidata dal caos ho trovato di tutto.
Una "acca" mancata ha aperto una finestra da cui si vede un mondo che crede ancora nel valore dell'impegno civile e politico e la bacheca di una nuova amica che me lo rammenta spesso. Il mio bizzarro cognome ha permesso di aggiungere all'albero genealogico un brillante e belloccio ;-) cuginetto virtuale, che ringrazio di cuore per le grandi risate e le altrettanto grandi ma amare riflessioni. La giudiziosa Mafalda mi ha fatto incontrare una donna affascinante, che ha sempre continuato a essere e a voler... "vorrei fare tante cose, nel lavoro, in politica ... ballare, ... mille cose ..." da cui traggo continuo insegnamento. Poi c'è un riflessivo cantastorie che di tanto in tanto balza fuori dal suo affollato mondo di cristallo e viene a trovarmi, una fanciulla dal sorriso caldo e dal cuore schietto come la sua terra e anche un amico lontano con cui "rimpiango", con spontanea e genuina simpatia, la bellezza dei lontani anni cinquanta. Ho accuratamente evitato il passato ma lui inevitabilmente ha trovato me. Ok. In realtà l'ho incontrato all'Ikea e non sul web, poco tecnologico direte voi? Forse anche un po' obsoleto aggiungo io. Ma in fondo cosa pretendere dal passato? Se non ha a che vedere con la rete perchè ce lo metti aggiungerete poi?!?! Perchè ho ritrovato la mia compagna di banco nonchè migliore amica nel periodo più criptico della vita: l'adolescenza, quindi cari i miei, ce lo metto lo stesso. Mondi lontani quindi, che solo la rete e Ikea potevano farmi raggiungere, ma anche davvero troppo affascinanti per rinunciarvi. La curiosità, il piacere del gioco, goliardico con gli amici "reali" e un po' magico con gli amici "virtuali", il continuo desiderio di viaggiare e di conoscere, alla fine hanno vinto e con un clamoroso 'ko tecnico' hanno battuto la paura, il timore del nuovo, della misteriosa tecnologia e di tutto ciò che non mi fa sentire a mio agio proprio perchè non del tutto chiaro.
Sarà anche incomprensibile tecnologia di cui abuso, senza saperla usare, ma nel suo piccolo mi sta aiutando a fare molte delle mille cose che vorrei. NonHoValentina compreso! Ah, ve l'ho detto che una delle blogger l'ho rincontrata per caso tra una Billy e un Besta all'Ikea?
...adesso, però, qualcuno mi spiega Twitter?!! :-/
Una "acca" mancata ha aperto una finestra da cui si vede un mondo che crede ancora nel valore dell'impegno civile e politico e la bacheca di una nuova amica che me lo rammenta spesso. Il mio bizzarro cognome ha permesso di aggiungere all'albero genealogico un brillante e belloccio ;-) cuginetto virtuale, che ringrazio di cuore per le grandi risate e le altrettanto grandi ma amare riflessioni. La giudiziosa Mafalda mi ha fatto incontrare una donna affascinante, che ha sempre continuato a essere e a voler... "vorrei fare tante cose, nel lavoro, in politica ... ballare, ... mille cose ..." da cui traggo continuo insegnamento. Poi c'è un riflessivo cantastorie che di tanto in tanto balza fuori dal suo affollato mondo di cristallo e viene a trovarmi, una fanciulla dal sorriso caldo e dal cuore schietto come la sua terra e anche un amico lontano con cui "rimpiango", con spontanea e genuina simpatia, la bellezza dei lontani anni cinquanta. Ho accuratamente evitato il passato ma lui inevitabilmente ha trovato me. Ok. In realtà l'ho incontrato all'Ikea e non sul web, poco tecnologico direte voi? Forse anche un po' obsoleto aggiungo io. Ma in fondo cosa pretendere dal passato? Se non ha a che vedere con la rete perchè ce lo metti aggiungerete poi?!?! Perchè ho ritrovato la mia compagna di banco nonchè migliore amica nel periodo più criptico della vita: l'adolescenza, quindi cari i miei, ce lo metto lo stesso. Mondi lontani quindi, che solo la rete e Ikea potevano farmi raggiungere, ma anche davvero troppo affascinanti per rinunciarvi. La curiosità, il piacere del gioco, goliardico con gli amici "reali" e un po' magico con gli amici "virtuali", il continuo desiderio di viaggiare e di conoscere, alla fine hanno vinto e con un clamoroso 'ko tecnico' hanno battuto la paura, il timore del nuovo, della misteriosa tecnologia e di tutto ciò che non mi fa sentire a mio agio proprio perchè non del tutto chiaro.
Sarà anche incomprensibile tecnologia di cui abuso, senza saperla usare, ma nel suo piccolo mi sta aiutando a fare molte delle mille cose che vorrei. NonHoValentina compreso! Ah, ve l'ho detto che una delle blogger l'ho rincontrata per caso tra una Billy e un Besta all'Ikea?
...adesso, però, qualcuno mi spiega Twitter?!! :-/
giovedì 16 aprile 2009
Verace.

MammYX e ELP in chat notturna leggermente trafelate nel tentativo di padroneggiare il mezzo
ELP:
(...) magari una sera passo a bere un caffe' da te
MAMMYX:
sììì mi farebbe molto piacere
se vuoi possiamo anche alzare il tasso alcolico :)
così magari scriviamo un sacco di nuovi post per il blog
ELP:
sai che io se alzo il tasso alcolico non ho mezze misure
MAMMYX:
sette posti letto, no problem :) (...)
ELP:
sto leggendo una mail di La Zia e LaCompagnaDiBanco che dovrei farmi tradurre da qualcuno perche' parla di badge di flickr e friendfeed di twitter. Ti prego dimmi che anche tu non ci capisci niente, xche' altrimenti vuol dire che ho davvero perso il tram in tutti i sensi!
MAMMYX:
assolutamente sì, arrivo giusto giusto da una sessione di recupero a casa de LaZia, dove io sfogliavo Vanity e lei mi impostava profili a destra e a manca, creava link e via discorrendo. vai pure a nanna serena, quando avrà finito con me si occuperà di te, perchè dice che servono a veicolare il blog
ELP:
allora...se servono a veicolare i blog..........sto gia' meglio
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