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mercoledì 21 maggio 2014
Stella comanda color...
Ho un sogno. Niente di originale né esclusivo. Come questo incipit d’altronde. Vorrei scrivere sapendo che qualcuno mi leggerà, forse anche più d’uno. Ho una consapevolezza che è però il mio peggior limite, sapere di non avere alcun titolo per farlo. Così da anni a più riprese o meglio quando si fa più intensa la voglia di riuscire, di trovare un senso, frequento corsi di scrittura creativa.
Il primo lo ricordo poco, immagini sfocate, tutta la vita ancora davanti, vivido il senso di non appartenenza e falsamente irraggiungibile. Poco appassionante e troppo accademico il corso. Poco convinta e troppo inesperta, io. Il secondo sulle pagine di Internazionale dove ho letto numero dopo numero, trepidante ed emozionata, un centellinato “Un romanzo in un anno” di Louise Doughty e con lei sembrava possibile. Porto ancora con me le sue parole, “Se vuoi scrivere devi accettare che questo farà arrabbiare qualcuno. La famiglia ti reclamerà. La casa ti reclamerà. Gli amici ti reclameranno.” In effetti è difficile. Difficile ignorare tutti e tutto in un atto che almeno all’inizio parrebbe di puro egoismo. Così rimando, sempre.
L’ultimo corso almeno ad oggi è quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni. ‘Scrittura creativa e copywriting pubblicitario’ improntato su più materie ognuna affidata ad un docente diverso. Il coordinatore e guru del copywriting, diventato famoso fra gli anni ottanta e novanta gli anni d’oro della rèclame, mi adorava. La docente di giornalismo, no. A quell’epoca godevo più o meno di un congedo prolungato di maternità nel senso che l’azienda con cui avevo collaborato full time per 13 anni aveva ceduto il ramo d’impresa durante la mia assenza obbligandomi quindi ad un non rientro. Avevo un meraviglioso e placido angioletto biondo di 4 anni di cui prendermi cura e un compagno di vita per lo più assente. C’erano i presupposti perché sentissi il bisogno di ritrovarmi e rigenerarmi e così feci di tutto per iscrivermi. Sono dovuta arrivare a quest’età, 40 anni, per capire che non sono capace di vivere un rapporto di coppia in modo equilibrato. Sacrifico i miei interessi e i miei spazi in virtù dei successi del partner credendo di poter vivere dei suoi soli riflessi. Allora non lo sapevo ancora oppure non ne ero molto cosciente. Così avevo dovuto convincere il mio uomo che quella spesa, una quota importante sul totale delle uscite familiari, mi ‘spettasse’, che avessi diritto a del tempo solo mio in mezzo ad asilo, lavori domestici e collaborazioni professionali varie. Insomma avevo dovuto fare in modo che credesse in me più di quanto non facessi io. Due incontri settimanali per un semestre presso lo IED, Istituto Europeo di Design, Moda, Arti visive e Management. Mi accorsi ben presto che ero la più anziana del gruppo e quella meno introdotta nel settore. Molti studenti e qualche addetto ai lavori, copywriter junior o collaboratori di agenzie di comunicazione. Insomma ero indubbiamente l’unico genitore in sala e sembravo lì più per un capriccio che per passione o come investimento per il futuro. Ricordo però divertita alcuni mugugni e le espressioni sorprese dei compagni di corso davanti agli elogi del suddetto professore in un paio di occasioni. Straordinariamente quando ci chiese di 'Scrivere un dialogo fra due individui all’uscita dal cinema che lasciasse capire che film avessero visto, che relazione ci fosse fra i due e come finisse la serata', risolsi il tutto in sole 6 battute di poche parole ciascuna. Un successone per me stessa che mi misuravo con una quasi certificata logorrea nel quotidiano e verso molti degli altri studenti che avevano ideato pagine e pagine di dialoghi tanto fitti, quanto lenti e scontati. Di contro però quando ci confrontammo con la metrica per una poesia zen, io brancolavo nel buio, senza riuscire a barcamenarmi fra endecasillabi e settenari. Era un po’ come se il docente di copywriting nelle sue ore spronasse la mia parte ludica e anche lievemente frivola mentre la docente di giornalismo richiamasse all’ordine la mia parte responsabile e coscienziosa. Credo che non le piacessi ma paradossalmente credo che non le piacesse ciò che rappresentavo. Forse le ricordavo di appartenere al sesso debole. Forse non mi considerava abbastanza determinata. Forse non vedeva nulla di speciale in me. Ricordo che una sera mi presentai sprovvista del testo che aveva assegnato la lezione precedente scusandomi per non aver avuto il tempo di svolgerlo a causa del ‘bambino, lavoro e tutto il resto’. Mi aveva fulminata con lo sguardo, ferendomi, e davanti il resto dei compagni di corso, tutti giovani, liberi dagli impegni e dalle responsabilità dell’essere genitore mi aveva risposto, occhi negli occhi, “Io sono diventata giornalista pur crescendo mia figlia da sola, ho sempre trovato il tempo per ogni cosa.” Il corso l’ho completato, arricchendomi di volti, nomi, racconti iniziati e mai conclusi, progetti, termini ed emozioni. Mi è rimasto un solo rammarico, di non aver trovato anche il suo consenso ma forse se mi vedesse oggi, nel mio caos mentale e nella mia corsa quotidiana verso una parvenza di normalità, con un figlio che cresco da sola, un lavoro che non mi piace ma che faccio con la stessa passione che riverserei se fosse esattamente ciò che vorrei fare, una casa da mandare avanti e un cassetto sempre aperto in cui butto ciò che trovo nelle tasche, in fondo la borsetta e negli angoli più freschi e luminosi della mente, le piacerei un po’ di più.
(L'ho scritto circa un anno fa per una raccolta privata, su richiesta di un amico, cedendone i ''diritti' ma non il ricordo)
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michelangelo coviello
sabato 26 aprile 2014
Del mettere a (ferro e) fuoco i 12enni.
Risponde al cellulare.
Torna da me, tiene premuto e sottovoce mi chiede "Mà, posso scendere?"
Mi prende alla sprovvista, sono le 20.45, fino a ieri non arrivava nemmeno in fondo alle scale senza di me anche nella piena luce di mezzogiorno.
"Chi è?"
Mi guarda fra lo scocciato e l'annoiato, "Una mia amica."
(Come sarebbe a dire 'una mia amica'?!)
"Va bene, una mezz'oretta e stai nei paraggi."
Liquida l'interlocutore in attesa: "Ok, scendo." Pausa, "Sììì, ho detto che sceeendo."
Si infila le scarpe (senza slacciarle, ndr).
"Scusa Hulko, quale amica?"
"Quella del parcheggio."
E ancora vi domandate come mai cresciamo acide e bisbetiche?!
Torna da me, tiene premuto e sottovoce mi chiede "Mà, posso scendere?"
Mi prende alla sprovvista, sono le 20.45, fino a ieri non arrivava nemmeno in fondo alle scale senza di me anche nella piena luce di mezzogiorno.
"Chi è?"
Mi guarda fra lo scocciato e l'annoiato, "Una mia amica."
(Come sarebbe a dire 'una mia amica'?!)
"Va bene, una mezz'oretta e stai nei paraggi."
Liquida l'interlocutore in attesa: "Ok, scendo." Pausa, "Sììì, ho detto che sceeendo."
Si infila le scarpe (senza slacciarle, ndr).
"Scusa Hulko, quale amica?"
"Quella del parcheggio."
E ancora vi domandate come mai cresciamo acide e bisbetiche?!
martedì 7 maggio 2013
Liberatemi.
Trova un ragazzo che ti chiami bella e non figa,che ti richiami quando gli sbatti il telefono in faccia,che rimane sveglio per guardarti anche mentre dormi,che ti tiene per mano anche difronte agli amici,manda questa catena a tante persone quanti sono i tuoi anni! Se lo fai, alle 24 il tuo vero amore si accorgerà che gli piaci,ti capiterà qualcosa di bello domani...Se rompi la catena sarai maledetta nei problemi di coppia per sempre...
Meglio tentare❤
Ieri mattina alle 7 mentre mi asciugavo i capelli una compagna di classe di Hulko mi ha whatsapp-ato l'anatema che ho ovviamente scordato fino a questo momento.
Le avevo risposto che ci avrei provato ma che lei in cambio dovesse andare a far colazione e prepararsi per la scuola.
Diciamocelo non era fattibile, 11 amici li trovi da 'incatenare' ma a me non sarebbero bastati tutti i contatti in rubrica per colmare il gap.
Ad ogni modo la mezzanotte è passata ed è anzi alle porte la mezzanotte successiva, sono ancora single e fatico oltretutto a comprendere la portata del dramma "sarai maledetta nei problemi di coppia". Sarò maledetta sempre e comunque? Sarò maledetta e piena di problemi? Mi maledirò per essere entrata a far parte di una coppia? Di qualunque cosa si tratti mi servono 41 volontari per non dovermi consumare maledetta nei problemi di coppia fino alla fine dei miei giorni.
Meglio tentare❤
Ieri mattina alle 7 mentre mi asciugavo i capelli una compagna di classe di Hulko mi ha whatsapp-ato l'anatema che ho ovviamente scordato fino a questo momento.
Le avevo risposto che ci avrei provato ma che lei in cambio dovesse andare a far colazione e prepararsi per la scuola.
Diciamocelo non era fattibile, 11 amici li trovi da 'incatenare' ma a me non sarebbero bastati tutti i contatti in rubrica per colmare il gap.
Ad ogni modo la mezzanotte è passata ed è anzi alle porte la mezzanotte successiva, sono ancora single e fatico oltretutto a comprendere la portata del dramma "sarai maledetta nei problemi di coppia". Sarò maledetta sempre e comunque? Sarò maledetta e piena di problemi? Mi maledirò per essere entrata a far parte di una coppia? Di qualunque cosa si tratti mi servono 41 volontari per non dovermi consumare maledetta nei problemi di coppia fino alla fine dei miei giorni.
lunedì 19 novembre 2012
Promesse.
Hulko - Mamma oggi non siamo andati in aula informatica perché Ricky rideva e forse anche altri. Così la maestra di matematica ci ha fatto restare in classe a fare una verifica di punizione.
Mammyx - Diamine Hulko siete terribili, ogni volta che c'è informatica ne combinate una e saltate la lezione. Tu e i tuoi compagni resterete dei caproni.
Hulko - Loro sì, io ho la zia.
Mammyx - Diamine Hulko siete terribili, ogni volta che c'è informatica ne combinate una e saltate la lezione. Tu e i tuoi compagni resterete dei caproni.
Hulko - Loro sì, io ho la zia.
domenica 11 novembre 2012
venerdì 12 ottobre 2012
Dalla parte della ragione.
Non vedevo l'ora di poter scrivere queste righe per trasmettere l'indignazione, l'imbarazzo e il dolore suscitati dall'aver udito di questi fatti di cronaca al giornale radio, Bimbo conteso a Padova "...un bambino di 10 anni è stato trascinato in modo brutale dagli agenti perché affidato al padre e non più alla madre...(omissis)... il piccolo Leonardo si è opposto in modo violento ai tentativi del padre e dei poliziotti di portarlo fuori da scuola. (...) Scattano le prime denunce: la zia materna ed il nonno del bambino sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per le ipotesi di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria."
Questo ragazzino ha la stessa età di Hulko, me lo sono figurata della stessa corporatura ma soprattutto con pari intelligenza, decisione, senso di responsabilità e maturità. Ho pensato a quale sarebbe la sua reazione se tentassero di allontanarlo da me. Ma soprattutto ho immaginato la mia disperazione e quella della mia famiglia. Anche i miei genitori e i miei fratelli sono certa si opporrebbero con tutte le forze incuranti delle conseguenze, come me e insieme a me. L'idea che questo bambino sia stato prelevato contro la sua volontà, forti di una superiorità numerica e fisica davanti ai suoi compagni ma soprattutto ai suoi insegnanti che non hanno potuto difenderlo mi annichilisce. Queste erano le emozioni di qualche ora fa poi però sono andata a leggere la notizia e ho appreso che l'ordinanza del giudice nasceva forse paradossalmente proprio a tutela dell'equilibrio del ragazzino che allontanato dalla madre veniva 'riconsegnato' all'amore dell'altro genitore escluso fino a quel momento dalla sua vita. PAS (Sindrome di Alienazione Genitoriale) Mi sono fermata a riflettere, chiedendomi da che parte stia la ragione e rispondendomi che ovviamente sta nel mezzo esattamente come Leonardo che in realtà viene strattonato perché conteso dai genitori.
Questo ragazzino ha la stessa età di Hulko, me lo sono figurata della stessa corporatura ma soprattutto con pari intelligenza, decisione, senso di responsabilità e maturità. Ho pensato a quale sarebbe la sua reazione se tentassero di allontanarlo da me. Ma soprattutto ho immaginato la mia disperazione e quella della mia famiglia. Anche i miei genitori e i miei fratelli sono certa si opporrebbero con tutte le forze incuranti delle conseguenze, come me e insieme a me. L'idea che questo bambino sia stato prelevato contro la sua volontà, forti di una superiorità numerica e fisica davanti ai suoi compagni ma soprattutto ai suoi insegnanti che non hanno potuto difenderlo mi annichilisce. Queste erano le emozioni di qualche ora fa poi però sono andata a leggere la notizia e ho appreso che l'ordinanza del giudice nasceva forse paradossalmente proprio a tutela dell'equilibrio del ragazzino che allontanato dalla madre veniva 'riconsegnato' all'amore dell'altro genitore escluso fino a quel momento dalla sua vita. PAS (Sindrome di Alienazione Genitoriale) Mi sono fermata a riflettere, chiedendomi da che parte stia la ragione e rispondendomi che ovviamente sta nel mezzo esattamente come Leonardo che in realtà viene strattonato perché conteso dai genitori.
sabato 6 ottobre 2012
fiducia nel prossimo. ma anche in questo.
E' iniziata la nuova stagione di basket. Oggi la prima amichevole. Hulko ancora in piena fase rilassata post vacanziera, l'asma e la digestione in corso è stato da urlo. E' infatti un urlo l'ho cacciato, "Alza quelle bracciaaa!" Hanno perso.
In macchina, rientrando - Mamma la prossima volta puoi stare in silenzio?
Io - Sono stata bravissima, praticamente non ho fiatato. Sono anche uscita per non distrarti.
Hulko - Alla fine hai gridato e comunque ho visto che eri sulla porta insieme ad altri genitori.
Io - Allora mi hai guardato!? Ti avevo detto di ignorarmi. Devi stare concentrato sul gioco. Fa conto che io non esista.
Hulko - Infatti non ti ho guardato. Ho solo dato una sbirciatina per vedere dove fossi.
Nulla si può contro la genetica, io alla campestre delle scuole medie ho perso il bronzo ad un soffio dal traguardo per salutare i miei che facevano il tifo.
martedì 2 ottobre 2012
Festa dei Nonni.
Quando gli altri ti danno contro, il nonno si limita a darti un buffetto sulla testa e dire "sciocchino".
So di averla copiata anche se non ho capito a chi ma non sono riuscita ad andare oltre, la trovo così toccante e poetica.
sabato 28 aprile 2012
(S)Comparire.
Una compagna di classe vanta lo stesso assetto familiare poco ordinario di Hulko ma opposto, vive col babbo. Sono ormai anni che condividiamo lo stesso percorso, feste di compleanno, riunioni di classe, pellegrinaggi per Halloween, sfilate di Carnevale e via discorrendo. Mi sono ritrovata spesso a pensare che per un uomo dev'essere difficile crescere una bambina. Lui probabilmente penserà lo stesso di me. Visti da lontano sembriamo una famiglia unica invece di due.
Da vicino ci spalleggiamo, all'occorrenza.
Oggi avevamo le prove generali del Battesimo propedeutico alla Prima Comunione ormai prossima. Avevo ritenuto di poter esonerare gli zii dal presenziarle ma giunti a destinazione ho accusato il colpo, le altre tre battezzande erano ben provviste, la suddetta con papà e nonni, l'ospite proveniente da altra parrocchia con genitori, zia e catechista, l'ultima seppur in ritardo addirittura con sorellina neonata al seguito. Insomma Hulko cominciava a vacillare. Quando il Don ha convocato madrine alla destra e padrini alla sinistra mi sono subito offerta per la simulazione e il papà diversamente libero ha fatto altrettanto, spontaneamente, solo per colmare l'assenza. Equilibrio ristabilito, almeno per oggi. Almeno per Hulko.
Da vicino ci spalleggiamo, all'occorrenza.
Oggi avevamo le prove generali del Battesimo propedeutico alla Prima Comunione ormai prossima. Avevo ritenuto di poter esonerare gli zii dal presenziarle ma giunti a destinazione ho accusato il colpo, le altre tre battezzande erano ben provviste, la suddetta con papà e nonni, l'ospite proveniente da altra parrocchia con genitori, zia e catechista, l'ultima seppur in ritardo addirittura con sorellina neonata al seguito. Insomma Hulko cominciava a vacillare. Quando il Don ha convocato madrine alla destra e padrini alla sinistra mi sono subito offerta per la simulazione e il papà diversamente libero ha fatto altrettanto, spontaneamente, solo per colmare l'assenza. Equilibrio ristabilito, almeno per oggi. Almeno per Hulko.
mercoledì 21 marzo 2012
ad un soffio dall'incidente diplomatico.
"ciao a tutti i genitori dei 'maschi della 4^B'
spero di non aver dimenticato nessuno, prima di tutto mi scuso se, come credo che sia, abbiamo creato confusione circa un eventuale invito per la festa di Hulko questa domenica.
So che Anna festeggia il compleanno al Luna park e lo aveva già pianificato quindi questa domenica è tutta sua!
Hulko ieri sera mi ha confessato di aver capito che avrebbe festeggiato anche lui domenica così ha invitato tutti i suoi amici ma gli ho spiegato che non è giusto nei confronti di Anna e quindi tutto mortificato mi ha assicurato che li avrebbe avvisati ("spero che non si arrabbino, mamma")
Mi spiace era solo preoccupato di non riuscire a festeggiare i suoi 10anni...detto questo volevo domandarvi se organizzassi una sera a casa nostra, magari un WII PARTY potrei tenerli per cena e anche a dormire? un venerdì o un sabato magari di settimana prossima.
Mi/ci farebbe davvero piacere, fatemi sapere in base anche ai loro impegni scolastici e sportivi
grazie mille, buon pomeriggio"
Mammyx, un po' mamma, un po' ambasciatrice di pace e molto party planner.
martedì 20 marzo 2012
Wikipedia - Aggiungi contenuti: Famiglia allargata e Nucleo familiare ricostituito
Hulko = 1
Scozzas = 2+3figli
Hulko's dad alla 3^ prova = 2+2figli
Nonnisuappuntamento = 2
Ziosesollecitatorisponde = 2
Amicoimmaginario = 1+2figli
Amicivariedeventuali = 2
rifletto sugli accadimenti della vita e scrivo di rimando ai miei fratelli: "...tremate, tremate il 20maggio si avvicina inesorabile...ieri sera NonnoSavio in merito ha detto, cito testualmente -Io non sono abituato alle famiglie allargate.- No comment please."
Hulko mi ha messo all'angolo. Per rispettare il suo Credo, che oggi si traduce in 'Lo fanno tutti i miei compagni quindi credo anch'io sia giusto fare la Comunione', mi ritrovo a dover organizzare e sostenere una bizzarra domenica di quasi estate, con il mio ex al guinzaglio dell'ultima moglie e un figlio per gamba, gli ex suoceri globe trotter rimpatriati per l'occasione, l'ex cognato anch'egli ad un nuovo tentativo di coppia,e poi per fortuna tutta una serie di facce amiche a farmi da ammortizzatore. Ho anche lanciato un S.O.S. in rete 'Cerco fidanzato mercenario per riequilibrare nucleo familiare scomposto nel pranzo-ricorrenza. Prego accreditarsi. Saldo prima di ubriacarmi.' ma a nulla è valso, purtroppo. Toccherà fingere il mal di pancia e chiedere l'esonero.
Scozzas = 2+3figli
Hulko's dad alla 3^ prova = 2+2figli
Nonnisuappuntamento = 2
Ziosesollecitatorisponde = 2
Amicoimmaginario = 1+2figli
Amicivariedeventuali = 2
rifletto sugli accadimenti della vita e scrivo di rimando ai miei fratelli: "...tremate, tremate il 20maggio si avvicina inesorabile...ieri sera NonnoSavio in merito ha detto, cito testualmente -Io non sono abituato alle famiglie allargate.- No comment please."
Hulko mi ha messo all'angolo. Per rispettare il suo Credo, che oggi si traduce in 'Lo fanno tutti i miei compagni quindi credo anch'io sia giusto fare la Comunione', mi ritrovo a dover organizzare e sostenere una bizzarra domenica di quasi estate, con il mio ex al guinzaglio dell'ultima moglie e un figlio per gamba, gli ex suoceri globe trotter rimpatriati per l'occasione, l'ex cognato anch'egli ad un nuovo tentativo di coppia,e poi per fortuna tutta una serie di facce amiche a farmi da ammortizzatore. Ho anche lanciato un S.O.S. in rete 'Cerco fidanzato mercenario per riequilibrare nucleo familiare scomposto nel pranzo-ricorrenza. Prego accreditarsi. Saldo prima di ubriacarmi.' ma a nulla è valso, purtroppo. Toccherà fingere il mal di pancia e chiedere l'esonero.
sabato 17 marzo 2012
Il senso di Hulko per lo humour.
Quando sbrigo le faccende di casa difficilmente riesco a prescindere dall'essere di cattivo umore e questa mattina non sono stata da meno.
Di ritorno dalla cameretta raggiungo Hulko segregato al tavolo della cucina intento ad assemblare un orologio su cartoncino come richiesto dalla maestra.
Io: Hulko te l'ho già detto se vuoi andare a letto con le calze le cambi prima di coricarti non tieni indosso quelle con cui hai appena finito di pulire i pavimenti di casa.
E ancora,
Io: Quel letto sembra più una branda da campeggio.
Silenzio, non mi dà corda. Io sto passando la scopa. Lui ostinato non replica. Attendo ancora un attimo e lo riprendo,
Io: Sì, mamma.
Io: Ho sentito, mamma.
Io: Va bene, mamma...
Io: Potresti anche rispondermi!
Lui: Sto cercando una forbice, mamma.
Di ritorno dalla cameretta raggiungo Hulko segregato al tavolo della cucina intento ad assemblare un orologio su cartoncino come richiesto dalla maestra.
Io: Hulko te l'ho già detto se vuoi andare a letto con le calze le cambi prima di coricarti non tieni indosso quelle con cui hai appena finito di pulire i pavimenti di casa.
E ancora,
Io: Quel letto sembra più una branda da campeggio.
Silenzio, non mi dà corda. Io sto passando la scopa. Lui ostinato non replica. Attendo ancora un attimo e lo riprendo,
Io: Sì, mamma.
Io: Ho sentito, mamma.
Io: Va bene, mamma...
Io: Potresti anche rispondermi!
Lui: Sto cercando una forbice, mamma.
lunedì 20 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
prove di running.
Non saprei ricordare dove il tutto abbia avuto inizio, risale certo a mesi fa e i provvedimenti erano già nell'aria ma quando ieri ha giocato la prima partita di ritorno la situazione è precipitata. Mi ero ripromessa di non lasciarmi coinvolgere troppo così sono stata seduta compita e silenziosa davanti le sue gesta in campo. All'uscita però due parole gliele ho dette seppur col cuore sanguinante ma certa che anche questo faccia di me un genitore attento, capace non saprei ma attento sì.
- Hulko se vuoi continuare a giocare a basket devi essere il migliore in qualcosa. O salti o corri o fai i canestri, altrimenti la squadra farà a meno di te.
- Ma..ma mamma.
Il tono lamentoso, distrutto dal tradimento materno.
- I bambini della tua età sono dei grilli, tu sembri piuttosto un ippopotamo.
- ...aranta.
- Cos'hai detto?
- Gli ippopotami fanno anche 40 km/h.
Stamattina dopo un interminabile giro di messaggi e telefonate per accordarsi su quale fosse l'abbigliamento adatto per fare running in questa stagione che fosse anche conforme agli ultimi dettami della moda, escludendo il k-way fucsia che non si intonava con l'umore di nessuno, ci siamo incontrati con LaZia.
La formazione è andata presto delineandosi e così è rimasta per 3/4 del tempo. Io in testa, LaZia seconda e in chiusura Hulko. Non si pensi però che l'ordine equivalesse al grado atletico quanto piuttosto al grado di concentrazione. La sottoscritta fissa alla meta, LaZia concentrata nell'atto di concentrarsi affinché non perdesse la concentrazione, frutto di tanti anni di esercizio, ultimo Hulko che un po' per l'età, un po' per la naturale inclinazione alla scoperta e un po' per pigrizia aveva sempre qualcosa che lo distraeva e distoglieva dal percorso principale, non ultima una nutria morta rimasta intrappolata nel ghiaccio.
Intravedo un certo margine di miglioramento tanto nel programma quanto nei risultati.
venerdì 23 dicembre 2011
Classici...strafalcioni.
- Mamma tu lo sai perchè Eolo dei 7 nani si chiama così?
- No.
- Talmente starnuta forte che fa vento.
- Già.
- No.
- Talmente starnuta forte che fa vento.
- Già.
domenica 18 dicembre 2011
Effetto Natale.
giovedì 15 dicembre 2011
MasterChef e dintorni.
Entro in casa, accendo il riscaldamento, appoggio le borse, tolgo le scarpe, lavo le mani, affetto la cipolla e la metto a soffriggere. Hulko entra in casa, accende l'albero di Natale, trascina lo zaino, lancia le scarpe, lava le mani e si mette ad intrecciare scoobydoo. Aggiungo il riso e lo faccio dorare poi mi guardo attorno, gli altri fuochi sono liberi. Ho dimenticato di mettere a bollire l'acqua per il brodo. Allontano la padella dal fuoco perchè non bruci mentre cerco di porre rimedio alla mancanza. Mi abbasso per recuperare il tegame e sento un tonfo. La padella è capovolta a terra e un tappetino di riso unto ricopre il pavimento. Disturbo Hulko affinchè mi recuperi della carta casa mentre io ripeto le operazioni di apertura: cipolla-olio-riso-vino bianco (in realtà Zibibbo perchè è già aperto ma viene bene lo stesso, nda). Rinvengo un pentolino troppo piccolo per il brodo allora lo scambio con quello in lavastoviglie (in realtà usato la sera prima per le uova sode ma viene bene lo stesso perchè il guscio è insapore, nda). Raccolgo il riso da terra ma resta una gradevolissima patina d'olio che intratterrà me e il fido mociovileda dopo cena. A metà cottura prendo il parmigiano e mi accorgo che la grattugia elettrica è in sciopero perchè scarica. Sono spossata dall'unica ora di cucina in più di 72 ore ma il bello deve ancora venire.
- Le otto, mamma!? ma non è ancora pronto?
- Davvero Hulko io già non sono sicura di trovare la mia dimensione ai fornelli, inoltre ricordo nitidamente i tuoi racconti di ritorno dai soggiorni spagnoli "...e poi mangiamo tardissimo mamma, mai prima delle nove!" e infine stasera ho declinato un piacevolissimo invito a cena per venire a cucinare questo biiiiip di riso quindi aspetti.
Ecco avrei voluto rispondere così, invece ho preso un lungo respiro e ho detto
- Ancora un minuto di pazienza, passerotto.
- Le otto, mamma!? ma non è ancora pronto?
- Davvero Hulko io già non sono sicura di trovare la mia dimensione ai fornelli, inoltre ricordo nitidamente i tuoi racconti di ritorno dai soggiorni spagnoli "...e poi mangiamo tardissimo mamma, mai prima delle nove!" e infine stasera ho declinato un piacevolissimo invito a cena per venire a cucinare questo biiiiip di riso quindi aspetti.
Ecco avrei voluto rispondere così, invece ho preso un lungo respiro e ho detto
- Ancora un minuto di pazienza, passerotto.
domenica 27 novembre 2011
storia (di) Vera.
Quando hai un piccolo principe come accompagnatore ti tocca guidare e pagare la cena ma puoi star certa che non mancherà di darti il bacio della buona notte, sorridendo.
mercoledì 12 ottobre 2011
Mammyx, NonnaRagno & Hulko.
NonnaRagno mi chiama in ufficio per impartire gli ultimi ordini,
- Hai preso il certificato e la tessera sanitaria?
- Sì, mamma.
- Allora ci vediamo a casa così mangi qualcosa e andiamo.
- Mamma non serve.
- E' presto, fai in tempo, dovrai pur mangiare qualcosa.
- Va bene mamma.
Li raggiungo a casa, mangio per non scontentare nè stomaco nè madre e ci mettiamo in macchina alla volta dell'ospedale. Hulko deve fare un controllo medico, la formazione è già testata. Arriviamo al parcheggio stracolmo, un ragazzo di colore mi indica un posto, non esattamente a norma, ma è di certo ciò che più gli somigli e mi 'assiste' durante le manovre. NonnaRagno posseduta dalla solita impazienza verso la vita scende dalla vettura e dà il suo contributo per migliorare il parcheggio. Io spengo il motore, respiro profondamente e scendo. Il ragazzo a cui stavo 'pagando la consulenza', osserva prima me poi guarda NonnaRagno e quindi candido mi pugnala
- Siete uguali.
Sorrido e mi dirigo all'ingresso, NonnaRagno sta marciando verso la portineria, attende 4 secondi netti che qualcuno venga a darle udienza poi scocciata dalla vana attesa riprende la marcia. La seguo a ruota in ascensore e premo il 4° piano.
- Come fai a sapere che dobbiamo andare al 4° lì non lo dice.
- Come no? c'è scritto 'Accettazione ambulatoriale 4°piano'
- Ah, sono senza occhiali.
E via così.
- Hai preso il certificato e la tessera sanitaria?
- Sì, mamma.
- Allora ci vediamo a casa così mangi qualcosa e andiamo.
- Mamma non serve.
- E' presto, fai in tempo, dovrai pur mangiare qualcosa.
- Va bene mamma.
Li raggiungo a casa, mangio per non scontentare nè stomaco nè madre e ci mettiamo in macchina alla volta dell'ospedale. Hulko deve fare un controllo medico, la formazione è già testata. Arriviamo al parcheggio stracolmo, un ragazzo di colore mi indica un posto, non esattamente a norma, ma è di certo ciò che più gli somigli e mi 'assiste' durante le manovre. NonnaRagno posseduta dalla solita impazienza verso la vita scende dalla vettura e dà il suo contributo per migliorare il parcheggio. Io spengo il motore, respiro profondamente e scendo. Il ragazzo a cui stavo 'pagando la consulenza', osserva prima me poi guarda NonnaRagno e quindi candido mi pugnala
- Siete uguali.
Sorrido e mi dirigo all'ingresso, NonnaRagno sta marciando verso la portineria, attende 4 secondi netti che qualcuno venga a darle udienza poi scocciata dalla vana attesa riprende la marcia. La seguo a ruota in ascensore e premo il 4° piano.
- Come fai a sapere che dobbiamo andare al 4° lì non lo dice.
- Come no? c'è scritto 'Accettazione ambulatoriale 4°piano'
- Ah, sono senza occhiali.
E via così.
venerdì 9 settembre 2011
Stilettata.
Quando sabato scorso sono stata raggiunta dalla telefonata della responsabile dell'istituto di credito che mi informava che il bancomat era stato bloccato per la procedura antifrode a seguito di una denuncia di chissàchi e chissàdove, e che prima di una settimana non avrei avuto quello sostitutivo ho pensato che ciò mi avrebbe creato dei problemi ma onestamente non avevo incluso anche Hulko fra questi. Per giorni ho custodito gelosamente e fatto affidamento sugli ultimi € 13,69 perchè ovviamente avevo rimandato il prelievo fino a quando poi è stato troppo tardi e mi sono ritrovata con questi magri fondi da centellinare. Ma davanti a ogni conto, strisciata, fattura o scontrino che fosse ho sfoderato la fidata carta di credito. Questa sera però al momento di pagare la spesa (1 torta PandiStelle + 1 torta al Limone + 1 copertina arancione + 5 quadernoni a righe + 1/2 litro di latte) la carta mi ha abbandonata.
"Carta non abilitata". Si avvicina l'assistente e mi consiglia di riprovare. Hulko ammutolisce e trattiene il fiato.
"Carta non abilitata."
Hulko schizza in aria e saltella sulle punte "Nooo mamma e ora che facciamo?!"
"Ehi ma che fai!? non ti preoccupare non è successo nulla di grave, adesso riproviamo."
"Ma e se non funziona?"
Stento a credere che stia succedendo di nuovo e per una situazione anche meno grave delle precedenti.
"Hulko mi avevi promesso che non ti saresti più spaventato per episodi come questo."
"Ma mamma..."
"Te l'ho già spiegato, ogni giorno della vita è diverso dagli altri e va affrontato. Non importa, se non dovesse funzionare lasciamo la spesa alla signora e torniamo a casa."
L'assistente mi dice a fior di labbra, "Lo so, fanno così vanno in agitazione, anche il mio."
Bontà divina la transazione viene autorizzata, io raccolgo le borse, firmo la ricevuta, ringrazio la commessa e con Hulko mesto al seguito vado verso il parcheggio.
Anche questa volta nell'intimità della macchina e protetti dal buio affrontiamo il discorso,
"Perchè continui ad andare così in ansia?"
"Ma mamma e se non avessimo potuto pagare la spesa?!"
"Ne avremmo fatto a meno, direi che non era indispensabile."
Cerco di sdrammatizzare ma lui non sembra sollevato.
"Ma ti succede anche con il papà o lui ti dà più fiducia?"
"No, con lui mi diverto di più e non ci penso."
(buio)
"Carta non abilitata". Si avvicina l'assistente e mi consiglia di riprovare. Hulko ammutolisce e trattiene il fiato.
"Carta non abilitata."
Hulko schizza in aria e saltella sulle punte "Nooo mamma e ora che facciamo?!"
"Ehi ma che fai!? non ti preoccupare non è successo nulla di grave, adesso riproviamo."
"Ma e se non funziona?"
Stento a credere che stia succedendo di nuovo e per una situazione anche meno grave delle precedenti.
"Hulko mi avevi promesso che non ti saresti più spaventato per episodi come questo."
"Ma mamma..."
"Te l'ho già spiegato, ogni giorno della vita è diverso dagli altri e va affrontato. Non importa, se non dovesse funzionare lasciamo la spesa alla signora e torniamo a casa."
L'assistente mi dice a fior di labbra, "Lo so, fanno così vanno in agitazione, anche il mio."
Bontà divina la transazione viene autorizzata, io raccolgo le borse, firmo la ricevuta, ringrazio la commessa e con Hulko mesto al seguito vado verso il parcheggio.
Anche questa volta nell'intimità della macchina e protetti dal buio affrontiamo il discorso,
"Perchè continui ad andare così in ansia?"
"Ma mamma e se non avessimo potuto pagare la spesa?!"
"Ne avremmo fatto a meno, direi che non era indispensabile."
Cerco di sdrammatizzare ma lui non sembra sollevato.
"Ma ti succede anche con il papà o lui ti dà più fiducia?"
"No, con lui mi diverto di più e non ci penso."
(buio)
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