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sabato 20 aprile 2013

Buon Anniversario NHV!

Quattro anni dal primo post. Qualcosa di più da quando prendeva forma l'idea. In mezzo fiumi di parole, immagini, pensieri, lacrime e sorrisi. Ci sono post che ho scritto piangendo. Molti altri invece mi hanno divertita. Un blog è quanto di più vicino ci sia ad un diario ma ancor più somiglia ad una telefonata con l'amica del cuore. Quanto tempo passato a picchiettare sui tasti, gli occhi strizzati e il formicolio alle natiche. Quante soddisfazioni. Quante nuove amicizie. Virtuali per lo più ma per l'intensità dei commenti ricevuti ho finito con il figurarne i volti. Ci ha raccolti intorno al tavolo, pardon allo schermo. Colorati, improvvisati e tenaci blogger. Ma si sa  è necessario essere anche un buon lettore per essere una buona penna e leggere richiede pari dedizione dello scrivere, disegnare, colorare e fotografare. Così per ogni buco nel nostro blog c'è una pagina letta in più nel blog di qualcun altro.
La stessa goliardia di una serata fra amici. Resterà il nostro blog e continuerà a vivere fintanto che ci permetterà di evadere. Insieme o in solitaria. 

lunedì 3 ottobre 2011

La vita comincia a 40

Non capisco tutta questa ansia di fare le cose prima dei quarant'anni. Ovviamente non mi riferisco a nessuno in particolare ma... dico solo che ci sono numerosi esempi di donne e uomini che iniziano una nuova vita o raggiungono il successo dopo il fatidico quattro zero.

Il colonnello Sanders si inventa la ricetta del Kentucky Fried Chicken dopo che ha compiuto cinquant'anni, per esempio.

E se non ci vuole molto ardimento a cucinare polli fritti a quell'età, cosa mi dite di Melchora Aquino, che partecipa alla rivoluzione nelle Filippine alla fine del 1800, quando ha già 80 anni?

In Italia, un'altra rivoluzionaria, Lina Merlin, perde il suo lavoro di insegnante a 39 anni perché anti-fascista. Siamo solo nel 1926. Anni dopo, quando avrà più di cinquanta anni, parteciperà alla Resistenza insieme ai Partigiani, per poi diventare, dopo la Liberazione, una delle senatrici più note della storia italiana.

Grace Hopper, dopo una breve carriera universitaria, decide di arruolarsi in Marina all'età di 37 anni, e dopo la guerra si unisce al team che realizza il primo computer commerciale della storia, quando lei ha 43 anni.

Gli scrittori poi sono la quintessenza del "late boomer". La carta richiede lentezza e riflessione, si sa.

Henry Miller e Raymond Chandler pubblicano i loro primi libri dopo i 40 anni, mentre
Charles Bukowski e Richard Adams scoprono la loro vena artistica solo dopo i 50.

Il nostro Andrea Camilleri pubblica il suo primo romanzo a 53 anni, e rimugina sulla sua creatura più famosa, il commissario Montalbano fino quasi ai 70, quando ne pubblica la prima avventura.

Italo Svevo scrive "La Coscienza di Zeno" intorno ai 60 anni, e anche se non è il suo primo romanzo, è il testo che gli da notorietà.

Laura Ingalls (vi ricordate il telefilm negli anni '70!?) comincia a collaborare su alcune riviste intorno ai quarant'anni, ma il primo dei romanzi della serie che la renderà celebre, la Piccola Casa nella Prateria, viene pubblicato quando lei ha già passato i 60.

A ben vedere l'agenda dei quarantenni è fitta di obiettivi da raggiungere, fino a ben oltre l'età della pensione. Ci sono un mucchio di cose da fare... e a quarant'anni c'è tutta una vita davanti!

domenica 10 luglio 2011

Pom Poko


Una storia che ha dato vita a tante altri film di animazione in passato, la resistenza di un gruppo di animali all'espansione urbana, qui si arricchisce dei colori e delle leggende della tradizione giapponese, e di un gruppo di adorabili, buffi, tenaci, dolcissimi cani-procioni, i Tanuki. A tratti epico, molto spesso comicissimo, in qualche punto decisamente commovente, un film prodotto dallo studio Ghibli del famosissimo Miyazaki, e diretto da Isao Takahata.

Guarda un breve estratto dal film.

Se volete acquistarlo, il film è stato doppiato e distribuito in Italia da Lucky Red.

sabato 25 giugno 2011

Una filastocca

Una filastocca

Papà puliziotto o Papà ingeniere non importa basta che sia nel mio cuore

sabato 11 giugno 2011

Programmi per il weekend?

...sicuramente si trova anche il tempo per andare al mare... :-)

mercoledì 26 gennaio 2011

Il sole, le nuvole, la pioggia e i fiori.

Un giorno ho guardato il cielo e ho detto «che bello oggi c'è il sole» il papà interviene e dice: «è vero è propio vero» dopo sono arrivate delle nuvole grige e si è messo a piovere ma io e papà eravamo fuori. E io ho detto «che brutto è arrivata la pioggia!» e dopo papà ha detto «però la pioggia fa bene ai fiori».

giovedì 4 novembre 2010

A scuola ogni giorno si imparano tante cose nuove...


[Tratto dal libro "A scuola si diventa grandi" per gentile concessione ...]

A scuola ogni giorno si imparano tante cose nuove. Oggi per esempio abbiamo imparato a volare.
La maestra ci ha spiegato che bisogna unire i piedi, tenere la schiena ben dritta, agitare un po' le braccia, poi guardare in su... e il gioco è fatto. Dopo 5 minuti eravamo lì che svolazzavamo in circolo sopra i tetti del paese e giocavamo a riconoscere le cose e le persone dall'alto.

- Guarda quella è casa mia!
- Quello è il campo di calcio!
- Il vigile, guarda il vigile urbano!
- Sta multando una macchina!
E scoppiamo a ridere.

La maestra cerca di riportare un po' d'ordine.
- Bambini, andiamo da quella parte, - ci dice - verso la chiesa. Atterriamo tutti sulla torre del campanile!

E così arriviamo in cima alla torre: lì ad aspettarci c'è don Mauro, che ci spiega come funzionano le campane. E mentre spiega, Giovanni, che è il solito monello, sgattaiola via e si nasconde dietro un angolo.
- Don Mauro, ma che suono fanno da quassù le campane? - Chiede Riccardo, un bimbo con gli occhiali e lo sguardo sempre attento.
- Non posso farvele sentire, bambini, perché il suono qui sarebbe troppo forte.
Don Mauro non fa a tempo a finire la frase ed ecco che una campana si mette a battere, e il rimbombo ci assorda tutti. Ci tappiamo le orecchie, ma appena vediamo Giovanni uscire con la faccia sconvolta da dietro la campana, scoppiamo tutti a ridere. La maestra lo prende per un braccio e lo guarda dapprima un po' arrabbiata, poi sorride anche lei, e con una carezza sulla testa gli fa cenno di riunirsi al gruppo.

Salutiamo Don Mauro e torniamo a volare. E' quasi ora di tornare in classe, ma prima passiamo sopra la piazza del paese, e lì c'è una vecchietta che getta qualche chicco di grano ai piccioni.
Il solito Giovanni si stacca dallo stormo, cioè dal gruppo, atterra sulla piazza in mezzo ai piccioni e comincia a far finta di beccare i granelli sparsi per terra. La vecchietta un po' tra lo spavento e un po' arrabbiata gli grida:
- Sciò! Sciò! E' per i piccioni, via! Brutto uccellaccio!
E noi scoppiamo di nuovo a ridere, ma questa volta la maestra è un po' meno bonaria e riprende Giovanni più severamente.
Ci rimette tutti in fila e voliamo di nuovo in classe, dove intanto sta già suonando la campanella, ed è ora di andare a casa.

Come volano le giornate a scuola quando impari tante cose nuove!

lunedì 25 ottobre 2010

martedì 19 ottobre 2010

A crederci un po'

Si parla con Torellino Rosa di Natale. Quest'anno chiede un regalo importante e allora vuole che parliamo subito con Babbo Natale e Gesù Bambino.

Ad un certo punto mi spara: - Papà ma tu ci credi a Gesù?

Io incespico: - Beh, in effetti Gesù è esistito veramente...

Allora mi squadra con un'aria sicura e ribatte: - Beh, io ci credo. A Dio... così così. Un po' ci credo e un po' no. Ma a Gesù si.

- E a Babbo Natale?

- Tantissimo.

martedì 20 luglio 2010

auguri Lilli!



Buon Compleanno Lilli ;-D
Mariposa,
LaCompagnaDiBanco,
Piccola,
Mammyx,
Cromosuomo,
LaZia

domenica 24 gennaio 2010

il mio vicino Totoro

Abbiamo guardato 'Il mio vicino Totoro', un capolavoro di arte e di dolcezza.
Torellino sghignazza a ripetizione, soprattutto le piacciono le scene quando le due sorelline inseguono i "nerini del buio" nella casa ancora vuota.

- Papà, voglio vedere i nerini del buio, - mi dice speranzosa.

- Ma qui in casa non ci sono, sono solo nelle case molto vecchie.

- Allora a casa della nonna ci saranno sicuramente?

- Si probabilmente a casa della nonna si

- Allora quando andiamo a casa della nonna li cerchiamo!

sabato 8 agosto 2009

Della serie: non chiedere mai l'età a una donna

Della serie che... se Paola Bonini avesse voluto tenere nascosta la sua età... che so, togliersi qualche annetto, aggiungerli magari, per sembrare più grande...

Bello scherzo che le hai combinato LaZia! :-D

#splendida40enne, cromosuomo

I tuoi primi 39 quarant'anni (che non pensavi di aver già fatto)

40 anni non si compiono mica una sola volta, eh no! 40 anni si compiono almeno 39 volte prima di arrivarci.

Dal primo compleanno - quando ancora abbiamo bisogno di aiuto per spegnere le candeline - al sesto, che ci prepara ad andare a scuola. Dal decimo, che ci spaventa un po per il salto alle medie - su fino al 18esimo, che in fondo è un po sopravvalutato visto che tutte le cose che diventano lecite a quest'età le abbiamo già fatte prima.

Dal 30esimo, che ci sembra che adesso sia ora di diventare adulti ma non abbiamo ancora capito in cosa consiste sto essere adulti, su fino al 39esimo, quando ci giunge come un barlume dal cielo ad annunciarci che ne manca solo uno al fatidico 40. 40 anni compiuti significa quindi averli già fatti almento 39 volte prima, senza contare quelli degli amici e parenti cari.

E perciò per noi che quei 40 anni li abbiamo già compiuti, vissuti, provati già 39 volte, il 40 è proprio il momento di cominciare a tornare un po indietro e fare come i gamberi. In fondo l'età adulta l'abbiamo raggiunta, che cosa volete da noi, ora si può tornare ragazzi, e poi ragazzini, e poi bambini, e poi infine infanti.

Ritorniamo a guardare con beata innocenza quei 20-30enni che sfacchinano su per la salita, con l'aria seria, mentre noi ci godiamo il fresco quassù: senti? C'è una brezzolina leggera, che mette voglia di sognare, e se stappiamo anche quella bottiglia che avevamo conservato per un momento come questo (e se non ci avevamo pensato noi, di sicuro ci han pensato i nostri amici, vero?) i sogni sembrano anche più vicini, che pare di toccarli...

Auguri, paolabonini :)
Cromosuomo

sabato 1 agosto 2009

Un giro di luna...

Ogni volta che Torellino Rosa mi chiede i 50 centesimi per le giostre cerco di fare il duro. Non è giusto le dico, sprecare i soldi in questa maniera. Un giro dura neanche un minuto, e i soldini son buttati via così. Meglio tenerli per qualcosa di meglio, no? Poi lei mi guarda e ci ripenso. Alla mia età 50 centesimi di giostra non danno più gioia, ma a 5 anni... basta anche meno di un minuto per fare spuntare il sorriso sul suo visino dolce, e regalarle un attimo di felicità. E proprio perché quando crescerà, quel giro sulla giostra non le darà più questa gioia, approfittiamone finchè è in tempo, e facciamoglielo godere questo giro sulla luna. Domani neanche si ricorderà di averlo fatto, ma adesso è la cosa più bella e importante del mondo.

mercoledì 29 luglio 2009

Un filo diretto con ...

Di ritorno da una gita con la parrocchia, Torellino Rosa mi regala una collanina.

Nonostante in famiglia siamo tutto sommato abbastanza atei, abbiamo comunque voluto che Torellino Rosa facesse l'ora di religione in classe, e frequentasse l'oratorio nel periodo estivo.

Il regalo, una cosina da niente, è una croce di San Francesco: un filo di stoffa con un piccolo crocefisso a T in legno come pendaglio. I miei occhi brillano mentre mi abbasso, e lei mi infila il gioiellino al collo. La ringrazio e la guardo sorridente.

Poi mi dice:
« Con questa puoi anche parlare con Gesù, sai? Basta che metti le mani così - e congiunge le mani in segno di preghiera - e ti metti in ginocchio così - e si inginocchia - e poi puoi anche chiedere delle cose a Gesù bambino.»

Inginocchiata così, con le mani giunte, mentre cerca di spiegarmi cos'è una preghiera, è un vero spettacolo a vedersi.

« Davvero? - dico io cercando di dissimulare il tono tra il divertito e l'affettuoso - e cosa puoi chiedergli?»
Mi guarda con un'espressione seria seria:
« Puoi fargli solo le domande che lui è pronto a rispondere. Con questa collanina puoi fargliele, se no non ti parla.»

Una specie di linea diretta col cielo, insomma. Anche se bisognerà fare bene attenzione a selezionare le domande giuste!

martedì 21 luglio 2009

Un armadio con dentro una città con la neve

"Torellino Rosa" è una bambina sempre piena di energia, che passa dall'entusiasmo più sfrenato alla rabbia più nera. Ha sempre qualche idea nuova in testa e la persegue in maniera appassionata. Come un torello, appunto, ma sempre vestito di rosa, come un fiorellino.

Ogni tanto desidera le cose che desiderano tutti i bambini. Ogni tanto desidera le cose che hanno gli altri bambini. Ogni tanto...

Un giorno dopo un pomeriggio a casa di un'amichetta dice:
- "Papà, io voglio la piscina."
- "Perché la piscina Torellino mio?"
- "Perché l'Annalisa ha la piscina, la voglio anch'io."
- "E dove la mettiamo? Non c'è spazio in casa..."
L'appartamento è piuttosto spazioso ma sfido a farci entrare una piscina.
- "La mettiamo in strada".
Siamo al 2° piano, sarebbe carino anche per i vicini sistemare una piscina in strada, così che tutti possano farci un tuffo prima di andare al lavoro, o la sera quando rientrano. Torellino Rosa è una bambina generosa, in ogni caso.

Un altro giorno va a fare una gita con la classe.
- "Papà io voglio un cavallo".
Ahia. Non mi ricordavo che la gita comprendesse una visita al maneggio.
- "Torellino mio dolce, non possiamo tenere un cavallo in casa".
- "Ma io lo voglio."
Forse dovrei fare un po di spazio in salotto...

Un pomeriggio di pioggia Torellino Rosa guarda un film in DVD.
- "Papà anch'io voglio un armadio, con dentro una città con la neve..."
Prendo in mano il film, sono 'Le Cronache di Narnia'.

- "Torellino, ma non esiste un armadio così"."
- "Papà, ma io lo voglio, Lucy ce l'ha".
Dovrò parlare con i produttori del film...

Una sera avrei voluto mostrarle il cielo, e le stelle, e la luna... ma mi sono trattenuto. Non avrei avuto il coraggio di dirle un altro no. Aspettiamo la notte di San Lorenzo, e chissà che almeno qualche stella cadente non ci porti fortuna.