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domenica 19 dicembre 2010

L'altra faccia della Domenica.


Telefoniamo a Nonnaragno per chiederle di raggiungerci per le 1120 così da andare insieme a messa, lei obietta decisa che abbiamo sicuramente sbagliato orario perché é impossibile che i nonnini facciano così tardi per il pranzo. La messa infatti è alle 11. Arriviamo e la piccola chiesa di quartiere è stracolma. Ci tocca di addossarci alle pareti e le colonne ci celano l'altare. Hulko timido avanza lungo la navata ma non è abbastanza coraggioso da raggiungere gli amici vicino al Don. Si ferma a pochi passi da loro, il Gesù Bambino stretto nella mano destra. Gli altri giacciono invece sull'altare, allineati, rosei, tutti differenti. L'omelia procede. I bambini impazienti. I ragazzi si sorridono, fanno strani saluti con le mani, qualcuno abbassa lo sguardo. Le nonnine dai capelli turchini o argentati, forse sono fatine in pensione, si reggono l'un l'altra di ritorno dalla Comunione. E' quasi finita vengono chiamati tutti sull'altare per la benedizione di ciascun Gesù Bambino, Hulko finalmente si unisce agli altri. Dopo poco ci raggiunge, ha uno sguardo un po' stranito apre la mano ritirandosi tutto nelle spalle, come fanno le tartarughe, "E' caduto Gesù Bambino." NonnaRagno da ex infermiera controlla subito la ferita "Beh basta colorarlo un po' qui sulla testa." A me scappa un "Ma prima o dopo che lo facessi benedire?"

lunedì 18 ottobre 2010

In immersione nell'acquasantiera.

Hulko è in piena crisi d'identità. Vuole assolutamente battezzarsi e il foglio di via si ritira dopo il Catechismo. Ho preso posto alla riunione domenicale mescolandomi al resto del popolo credente, i genitori dei ragazzini di 3^elementare. Assatanati di religione o cercatori di un baby parking feriale? Il Don appena arrivato da una parrocchia dell'hinterland milanese si presenta al nuovo gregge, è affabile. Dice di essere meno bello, meno giovane e di avere meno capelli del suo predecessore. Non ho visto Uccelli di Rovo e forse questo mi evita di divagare e farmi raggiungere da un fulmine già al primo incontro. Compilo un foglio in cui tocca subito mettere in piazza le vicissitudini familiari, la lettera scarlatta è in agguato, niente matrimonio, niente battesimo, niente messa, poche preghiere e poche certezze. Sarà un cammino lungo sempre che non inciampi ai blocchi di partenza.