
E' il nostro terzo giorno di mare di pochi in più totali, abbiamo preferito il pranzo al sacco a quello in albergo e ci stiamo godendo la spiaggia in solitudine o se non proprio nella più completa e totale solitudine almeno in un frangente di bassissima densità di popolazione per metro quadrato. Hulko all'ombra gioca alla Nintendo mentre io sono spalmata sulla sdraio al sole, supina con gli occhi chiusi.
- "Mamma?"
- "Uhm?"
- "Scusa ti sei accorta che sei senza costume?"
- "Sì, tanto non c'è nessuno."
- "Perchè l'hai tolto?"
- "Perchè non mi piace quando l'abbronzatura non è uniforme."
- "E a me non piace quando qualcuno si toglie quel pezzo di costume."
Mi sono girata a pancia in giù e i giorni successivi abbiamo pranzato in albergo.
Fatico ad accettarlo:
la parola "sdraio" viene considerata, scorrettamente, femminile. L'errore ha avuto probabilmente origine nell'Italia centro-meridionale e si è diffuso anche in altre parti della penisola. "Sdraio" è invece una parola rigorosamente maschile, che al singolare fa "lo sdraio", al plurale "gli sdrai" (fonte: "I grandi dizionari Garzanti - ITALIANO - ed. 2009").
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