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mercoledì 24 novembre 2010
martedì 9 novembre 2010
Lava e Seta Bianca

Questa storia inizia un pò per caso, la ragazza col fiorre nei capelli e le conchiglie al collo stava giocando a farsi smuovere le vesti dal vento che arrivava dal mare. Quando il vento si placò, le sue rise si spensero e inciampò nel buco vero quel mondo strano che la igoiò. La ragazza sapeva che quel momento sarebbe arrivato, lo vedeva ogni giorno e lo sognava ogni notte.In quel mondo c'era una valle dove, ai suoi lati, salivano dolci le colline di pietra scura, lavica e sotto la crosta dura si nascondeva il mistero della creazione della terra e della vita.
venerdì 5 novembre 2010
mercoledì 11 agosto 2010
Amiche da (a)mare e solite chiacchiere da ombrellone
Sport
Amicamora: "L'anno scorso non sono andata in palestra per i soldi. Quest'anno perché non avevo voglia. L'anno prossimo spero di non andare di sempre perché non ho voglia!"
Alimentazione
Mordendo il famigerato Maxibon Cookie, AmicaCastana: "una caloria is meglio che 389!"
Meteo
Al tramonto: "comunque questa è la luce più bella".
Turismo
Facendo un disegno sulla sabbia. AmicaMora "Se questa è la liguria. Mi spieghi dove siamo esattamente? No perché io di geografia non me ne intendo."
Salute
Ore 23.00 cena a base di vino e pesce. Ore 01.30 dopo cena al pronto soccorso: Dottore (tra l'altro un bell'uomo leggermente brizzolato e abbronzato) "no signora non c'entra niente con la sua cistite. Ha semplicemente esagerato con le cozze. Se vuole le facciamo una flebo di plasil" AmicaBionda "Va bene. Ma invece per la mia cistite?" Dottore "Deve semplicemente fare la cura antibiotica che come mi ha detto le hanno già prescritto" AmicaBionda "Ma se prendo gli antibiotici non posso espormi al sole..." Dottore "Se pensa sia prioritaria l'estetica e non la salute..." (il suo sguardo ha concluso il discorso)
Politica
AmicaMora"Dai anche quella volta che Ha fatto che ha fatto cucù alla Merkel" AmicaCastana "ah! La Merkel quella di colore che lavora con Obama" AmicaBionda "ma no quella è l'ex capo della diplomazia americana, Condoleezza Rice" Amicacastana "ho capito, adesso ho capito la Merkel è quella con gli abitini sbracciati" Amicamora e AmicaBionda, sbigottite, in coro "quella è Michelle Obama, la moglie del presidente americano!"
Amicamora: "L'anno scorso non sono andata in palestra per i soldi. Quest'anno perché non avevo voglia. L'anno prossimo spero di non andare di sempre perché non ho voglia!"
Alimentazione
Mordendo il famigerato Maxibon Cookie, AmicaCastana: "una caloria is meglio che 389!"
Meteo
Al tramonto: "comunque questa è la luce più bella".
Turismo
Facendo un disegno sulla sabbia. AmicaMora "Se questa è la liguria. Mi spieghi dove siamo esattamente? No perché io di geografia non me ne intendo."
Salute
Ore 23.00 cena a base di vino e pesce. Ore 01.30 dopo cena al pronto soccorso: Dottore (tra l'altro un bell'uomo leggermente brizzolato e abbronzato) "no signora non c'entra niente con la sua cistite. Ha semplicemente esagerato con le cozze. Se vuole le facciamo una flebo di plasil" AmicaBionda "Va bene. Ma invece per la mia cistite?" Dottore "Deve semplicemente fare la cura antibiotica che come mi ha detto le hanno già prescritto" AmicaBionda "Ma se prendo gli antibiotici non posso espormi al sole..." Dottore "Se pensa sia prioritaria l'estetica e non la salute..." (il suo sguardo ha concluso il discorso)
Politica
AmicaMora"Dai anche quella volta che Ha fatto che ha fatto cucù alla Merkel" AmicaCastana "ah! La Merkel quella di colore che lavora con Obama" AmicaBionda "ma no quella è l'ex capo della diplomazia americana, Condoleezza Rice" Amicacastana "ho capito, adesso ho capito la Merkel è quella con gli abitini sbracciati" Amicamora e AmicaBionda, sbigottite, in coro "quella è Michelle Obama, la moglie del presidente americano!"
martedì 13 luglio 2010
Febbre del mare
Devo tornare sul mare, solitario sotto il cielo,
e chiedo solo un'alta nave e una stella per guidarla,
colpi di timone, canti del vento,
sbuffi della vela bianca,
e bigia foschìa sul volto del mare
e un bigio romper dell'alba.
Devo tornare sul mare, ché la chiamata
della marea irruente è una chiara
selvaggia chiamata imperiosa;
e io chiedo soltanto un giorno di vento
con volanti nuvole bianche,
pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.
Devo tornare sul mare, alla vita
di zingaro vagabondo; alla via
delle balene e degli uccelli marini,
dove il vento è una lama tagliente;
e io chiedo solo un'allegra canzone
da un compagno ridente e un buon sonno
e un bel sogno
quando la lunga giocata è finita.
Febbre del mare, John Masefield, 1902
e chiedo solo un'alta nave e una stella per guidarla,
colpi di timone, canti del vento,
sbuffi della vela bianca,
e bigia foschìa sul volto del mare
e un bigio romper dell'alba.
Devo tornare sul mare, ché la chiamata
della marea irruente è una chiara
selvaggia chiamata imperiosa;
e io chiedo soltanto un giorno di vento
con volanti nuvole bianche,
pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.
Devo tornare sul mare, alla vita
di zingaro vagabondo; alla via
delle balene e degli uccelli marini,
dove il vento è una lama tagliente;
e io chiedo solo un'allegra canzone
da un compagno ridente e un buon sonno
e un bel sogno
quando la lunga giocata è finita.
Febbre del mare, John Masefield, 1902
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the favola's boat
venerdì 2 luglio 2010
lunedì 28 giugno 2010
il capo tribù
Viaggiamo sotto un'acqua torrenziale e scendendo per far rifornimento le mitiche allstar tentano di farmi fare un nuovo scivolone su macchia d'olio, resto in piedi con provvidenziale colpo di reni ma soprattutto aggrappandomi senza grazia alcuna alla portiera. Approdiamo al mitico 'Camping Paradiso' (...) in mezzo ad un pioggerellina lieve mentre scorrono gli ultimi frammenti di primavera.
Stavamo ancora scaricando biancheria, borsoni e provviste sufficienti per arrivare comodamente all'autunno quando lo scorgiamo in mezzo a piccole mani sporche di colla e colori, è un uomo affascinante, misterioso, vissuto. Dai tratti del viso sono portata a crederlo un discendente diretto dei pellirosse d'America. Naso lungo che piega verso il labbro, carnagione scura, capelli lunghi legati in una coda di cavallo. Io e LaZia nei giorni seguenti ci siamo divertite a fantasticare sul suo passato, colpa probabilmente dell'ozio coatto dovuto al cattivo tempo.
Hulko non manca ad un appuntamento, la mattina in laboratorio, il pomeriggio in spiaggia e la sera la babydance. Dove c'è lui ci sono i bambini, Hulko nel suo pallore inglese e il suo nuovo inseparabile amico-cioccolatino-fondente (originario del Camerun), compresi. Giochi costruiti con materiali di recupero e soprattutto senza né scheda, né display, né joystick annessi. Solo origami, bandiere, collane nastri e corone.
Il mattino alle 9.30 gli altoparlanti diffondono la sua voce "...e questo pomeriggio faremo volare gli aquiloni in spiaggia."
Come si fa a non volergli almeno un po' di bene?
Stavamo ancora scaricando biancheria, borsoni e provviste sufficienti per arrivare comodamente all'autunno quando lo scorgiamo in mezzo a piccole mani sporche di colla e colori, è un uomo affascinante, misterioso, vissuto. Dai tratti del viso sono portata a crederlo un discendente diretto dei pellirosse d'America. Naso lungo che piega verso il labbro, carnagione scura, capelli lunghi legati in una coda di cavallo. Io e LaZia nei giorni seguenti ci siamo divertite a fantasticare sul suo passato, colpa probabilmente dell'ozio coatto dovuto al cattivo tempo.
Hulko non manca ad un appuntamento, la mattina in laboratorio, il pomeriggio in spiaggia e la sera la babydance. Dove c'è lui ci sono i bambini, Hulko nel suo pallore inglese e il suo nuovo inseparabile amico-cioccolatino-fondente (originario del Camerun), compresi. Giochi costruiti con materiali di recupero e soprattutto senza né scheda, né display, né joystick annessi. Solo origami, bandiere, collane nastri e corone.
Il mattino alle 9.30 gli altoparlanti diffondono la sua voce "...e questo pomeriggio faremo volare gli aquiloni in spiaggia."
Come si fa a non volergli almeno un po' di bene?
lunedì 24 maggio 2010
sabato 16 gennaio 2010
vento in poppa sister!

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain
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lunedì 7 settembre 2009
Il decalogo / El decálogo
Sabato 5 settembre. Ultimi bagni della stagione da godersi e una vera lezione di vita da imparare. Hulko, tu adesso non ti rendi conto e fai finta di ignorarci giocando con la tua Nintendo, ma stai attento e senti bene, che le amiche di tua madre, oltre a strafighe (come senza dubbi avrai già aprezzato nonostante la tua giovane età) sono le regine della cattiveria e stano per dirti delle cose che tua madre non osarebbe mai dirti e che faranno diventare la tua vita molto più divertente. Soltanto devi seguire una decina di regole semplicissime. Eccole qua:
PRIMA REGOLA: Se vuoi una cosa e non hai soldi per comprarla, vai avanti, prendila. Insomma, scroccare ma non solo.
SECONDA REGOLA: Oddia a tutti e fai dispetti al mondo. Così diventerai uno davvero cattivo, proprio come noi due.
TERZA REGOLA: Fai le puzzete e i ruti, specie in occassioni in cui puoi vergognare tua madre. E quando noti gli sguardi della gente per capire da dove viene quella puzza, tu devi soltanto dire "E' stata mamma!" o ancora meglio "Ancora mamma? Uffa, che puzza..."
QUARTA REGOLA: Nel tuo ottavo compleanno ubriacati e racconta in scuola che mamma ti ha fatto bere (e tanto, anche superalcoolici) la sera prima.
QUINTA REGOLA: Dire buggie sempre, anche quando non è necessario.
SESTA REGOLA: Mai mai fare i compiti. Prima è meglio farsi ammazzare. Un uomo d'onore non fa i compiti. E poi, farsi bocciare fa figo.
Con la coda dell'occhio intravedo che un pensiero passa per la testa di Mammyx: "Io LaZia la uccido. Sette anni di educazione buttati via in due ore perché ha voluto portare queste due pazze con noi al mare. Io la uccido..." Ma continuiamo...
SETTIMA REGOLA: Non ubbidire mai. Sei sufficientemente intelligente come per non farti dire da nessuno quello che devi fare.
OTTAVA REGOLA: Arriva il momento di fare un salto: nel tuo nono compleanno devi andare a fare bungee jumping. Vedrai come è contenta mamma. E se non è contenta peggio per lei...
NONA REGOLA: In spiaggia (e questo lo puoi mettere in pratica oggi) urlare quanto puoi e di più e tirare sabbia a tutti quelli che prendono el sole. E poi, in applicazione della QUINTA REGOLA, chiedi scusa e ripette appesantito quanto ti dispiace quello che hai fatto, per poi rifarlo 5 minuti dopo urlando ancora di più...
DECIMA REGOLA: dare fastidio a tutti con domande inorportune, fastidiose e ripetute in continuazione. Della serie, che quando dopo due ore di macchina per farci una giornata al mare troviamo sei chilometri di coda quando stiamo quasi arrivando, ci sta proprio chiedere al meno dieci volte: "mamma, ma quando arriviamo?"
PRIMA REGOLA: Se vuoi una cosa e non hai soldi per comprarla, vai avanti, prendila. Insomma, scroccare ma non solo.
SECONDA REGOLA: Oddia a tutti e fai dispetti al mondo. Così diventerai uno davvero cattivo, proprio come noi due.
TERZA REGOLA: Fai le puzzete e i ruti, specie in occassioni in cui puoi vergognare tua madre. E quando noti gli sguardi della gente per capire da dove viene quella puzza, tu devi soltanto dire "E' stata mamma!" o ancora meglio "Ancora mamma? Uffa, che puzza..."
QUARTA REGOLA: Nel tuo ottavo compleanno ubriacati e racconta in scuola che mamma ti ha fatto bere (e tanto, anche superalcoolici) la sera prima.
QUINTA REGOLA: Dire buggie sempre, anche quando non è necessario.
SESTA REGOLA: Mai mai fare i compiti. Prima è meglio farsi ammazzare. Un uomo d'onore non fa i compiti. E poi, farsi bocciare fa figo.
Con la coda dell'occhio intravedo che un pensiero passa per la testa di Mammyx: "Io LaZia la uccido. Sette anni di educazione buttati via in due ore perché ha voluto portare queste due pazze con noi al mare. Io la uccido..." Ma continuiamo...
SETTIMA REGOLA: Non ubbidire mai. Sei sufficientemente intelligente come per non farti dire da nessuno quello che devi fare.
OTTAVA REGOLA: Arriva il momento di fare un salto: nel tuo nono compleanno devi andare a fare bungee jumping. Vedrai come è contenta mamma. E se non è contenta peggio per lei...
NONA REGOLA: In spiaggia (e questo lo puoi mettere in pratica oggi) urlare quanto puoi e di più e tirare sabbia a tutti quelli che prendono el sole. E poi, in applicazione della QUINTA REGOLA, chiedi scusa e ripette appesantito quanto ti dispiace quello che hai fatto, per poi rifarlo 5 minuti dopo urlando ancora di più...
DECIMA REGOLA: dare fastidio a tutti con domande inorportune, fastidiose e ripetute in continuazione. Della serie, che quando dopo due ore di macchina per farci una giornata al mare troviamo sei chilometri di coda quando stiamo quasi arrivando, ci sta proprio chiedere al meno dieci volte: "mamma, ma quando arriviamo?"
* * * * *
Sábado 5 de septiembre. La oportunidad de disfrutar de los últimos chapuzones de la estación y una lección de vida por aprender. Hulko, ahora no te das cuenta y finges ignorarnos jugando con la Nintendo, pero está atento y escucha bien, que las dos amigas de tu madre, además de ser dos pivones (como evidentemente habrás notado ya, a pesar de tu corta edad) son las reinas de la maldad y te van a contar cosas que tu madre no te diría jamás y que van a convertir tu vida en algo divertidísimo. Basta con que sigas una decena de reglas sencillísimas. Ahí van:
PRIMERA REGLA: Si quieres algo y no tienes dinero para comprarlo, ni te lo pienses, cógelo. En resumen, gorronear per no solo.
SEGUNDA REGLA: Odia a todos y muestra tu desprecio frente al mundo. Así te convertirás en uno malo de verdad, como nosotras dos.
TERCERA REGLA: Tírate pedos y erupta, sobre todo en ocasiones en que puedas avergonzar a tu madre. Y cuando veas que la gente intenta descubrir de dónde viene esa peste sólo tienes que decir "¡Ha sido mamá!" o mejor aún "¿Otra vez mamá? Jo qué peste..."
CUARTA REGLA: Por tu octavo cumpleaños emborráchate y cuenta en la escuela que mamá te ha hecho beber (tanto) la noche anterior.
QUINTA REGLA: Miente siempre, aunque no sea necesario.
SEXTA REGLA: Nunca Jamás hacer los deberes. Antes muerto. Un hombre de honor no hace los deberes. Además, catear mola.
Con el rabillo del ojo puedo ver que un pensamiento pasa por la cabeza de Mammyx: "A LaZia me la cargo. Siete años de educación a la basura en dos horas porque se le ha ocurrido la idea de traerse a la playa a este par de locas de atar. Yo la mato". Pero continuemos...
SÉPTIMA REGLA: No obedecer jamás. Eres lo suficientemente listo como para que no te digan lo que tienes que hacer.
OCTAVA REGLA: Llega el momento de dar un salto: por tu noveno cumpleaños te toca hacer bungee jumping. Verás que contenta se pone mamá. Y si no se pone contenta, peor para ella...
NOVENA REGLA: En la playa (y esto lo puedes poner en practica inmediatamente) grita cuanto puedas y tira arena a los que toman el sol. Después, en aplicación de la QUINTA REGLA, pide perdón y dí cuánto lo sientes, para después volver a hacerlo 5 minutos después...
DÉCIMA REGLA: Molesta a todos con preguntas inoportunas, molestas y repetidas hasta la saciedad. Como por ejemplo, si después de dos horas de coche para pasar un día en la playa nos encontramos con una caravana de seis kilómetros cuando estamos a punto de llegar... entonces pega todo que preguntes como mínimo diez veces: "¿mamá, cuándo llegamos?"
Un mare in centrifuga - Hulko in spiaggia con le zie
Yuppie ma come sono felice! Ma come mi sono divertito al mare con la mia mamma e le sue amiche. Ma come sono simpatiche! Intelligenti! Glamour! E soprattutto due gran fighe! Brava mamma, circondati sempre di amiche così! Certo...LaZia potevamo anche lasciarla a casa ma per questa volta ti perdono!
Ho apprezzato tutto di questa splendida giornata, ogni dettaglio mi resterà impresso nella memoria per sempre. Quando la mamma il giorno prima mi ha detto, domani andiamo al mare con LaZia e le nostre amiche, io mi aspettavo il peggio. Eppure il peggio...sarebbe stato meglio! :S
Ehmm diciamo che è stata una giornata molto istruttiva, le zie...quante ne sanno! L'incub... ehhhmmm l'avventura è iniziata già in macchina.
A parte che, cara mamma (e questa me la paghi)...mi hai messo in mezzo a quelle due psicopatiche. E tu sei rimasta davanti con LaZia! Ma si fa?
Per tutta la durata del viaggio ho dovuto far finta di ascoltare le sciocchezze che si raccontavano. Ho tentato invano di isolarmi con il mio giochino spaziale dei Simpson ma quelle arpie ehmmm...simpaticone...non facevano altro che interrompermi cercando in ogni modo di attirare la mia attenzione. Ho persino fatto finta di ridere e di divertirmi mentre loro si inventavano un decalogo delle regole da seguire. Erano davvero patetiche ma mi dispiaceva troppo infierire perchè loro credevano di essere divertenti e quindi ogni tanto alzavo lo sguardo dal Nintendo e impegnavo le mie poche energie rimaste a sfoggiare il migliore dei sorrisi. E "quelle" parlavano parlavano parlavano. Uff...
E' stata proprio dura. Altro che volontariato! Non mi venite più a chiedere di fare del bene che solo con la giornata di sabato sto a posto per tutta la vita!
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Dopo l'incubo del viaggio e del traffico (anche il traffico, certo, l'agonia doveva durare più del dovuto), siamo arrivati a Celle, ridente località di mare della costa ligure: spiaggia deserta, sabbia bianca e mare limpido. C'eravamo solo noi in pratica!
Appena arrivati in spiaggia, ho deciso di suicidarmi, pur di non essere costretto a subire la tortura del viaggio di ritorno.
Il mare era un pò mosso, quindi alla prima onda mi sono lanciato di testa...ma niente da fare. Anche il mare era contro di me. Neanche lui mi voleva. Mi sono tuffato nelle onde migliaia di volte, il mare mi centrifugava e poi mi risputava dietro, come uno strofinaccio masticato da un cane.

Allora ho pensato, se non muoio io, faccio fuori loro. La prima doveva essere mia madre che mi aveva messo in questa situazione. La mia cara mamma che appena arrivata in spiaggia ha esordito dicendo "Non posso fare il bagno perchè ho le lenti a contatto!" AH SI? Bene!
Ho fatto finta di annegare, lei si è distratta per cercare di recuperarmi e proprio in quell'attimo è sopraggiunta l'ONDANOMALA!
L'onda più grande che io abbia mai visto. In quel momento il mare ha deciso di diventare mio amico ed io l'ho amato come noi mai. Si è risucchiato la mamma! L'ha centrifugata per bene, l'ha assaggiata ma poi...con mio grande rammarico, ha deciso di sputarla via. Aveva il costume in gola e i capelli cotonati...ma ERA ANCORA VIVA!
Ho provato a fare lo stesso anche con Piccola (una delle due psicopatiche). Stessa tattica. Tanto le donne a quell'età sono stupide, non avrebbe mai capito. Ma...purtroppo stessa dinamica, il mare l'ha vomitata. Lei è uscita dall'acqua con un capello da Beatles, il costume in testa ma in più aveva escoriazioni su tutto il corpo. Perdindirindina...c'ero quasi!
LaZia ha fatto anche lei qualche piccolo capitombolo ma lei è più furba. Per non parlare di Mariposa, a quella non la freghi!
Sconfitto triste e sconsolato, mi sono fatto comprare pizze e patatine per cercare di allietarmi il viaggio di ritorno (per quanto fosse possibile!). Le disadattate erano stanche e un pò silenziose, tutto sembrava andare per il verso giusto finchè...una scarica di adrenalina non le ha invase e hanno iniziato a cantare a squarciagola tutte insieme "Non voglio mica la lunaaaaaaaaaaaaaaa"
Già...proprio così. Non voglio mica la luna! Se lo racconto in giro non ci crede nessuno. Ma quanto mi sono sentito sfigato!
Comunque la conclusone a cui sono giunto a fine giornata è che contro le regine del male non c'è niente da fare.
Vostro Hulko
Ho apprezzato tutto di questa splendida giornata, ogni dettaglio mi resterà impresso nella memoria per sempre. Quando la mamma il giorno prima mi ha detto, domani andiamo al mare con LaZia e le nostre amiche, io mi aspettavo il peggio. Eppure il peggio...sarebbe stato meglio! :S
Ehmm diciamo che è stata una giornata molto istruttiva, le zie...quante ne sanno! L'incub... ehhhmmm l'avventura è iniziata già in macchina.
A parte che, cara mamma (e questa me la paghi)...mi hai messo in mezzo a quelle due psicopatiche. E tu sei rimasta davanti con LaZia! Ma si fa?
Per tutta la durata del viaggio ho dovuto far finta di ascoltare le sciocchezze che si raccontavano. Ho tentato invano di isolarmi con il mio giochino spaziale dei Simpson ma quelle arpie ehmmm...simpaticone...non facevano altro che interrompermi cercando in ogni modo di attirare la mia attenzione. Ho persino fatto finta di ridere e di divertirmi mentre loro si inventavano un decalogo delle regole da seguire. Erano davvero patetiche ma mi dispiaceva troppo infierire perchè loro credevano di essere divertenti e quindi ogni tanto alzavo lo sguardo dal Nintendo e impegnavo le mie poche energie rimaste a sfoggiare il migliore dei sorrisi. E "quelle" parlavano parlavano parlavano. Uff...
E' stata proprio dura. Altro che volontariato! Non mi venite più a chiedere di fare del bene che solo con la giornata di sabato sto a posto per tutta la vita!
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Dopo l'incubo del viaggio e del traffico (anche il traffico, certo, l'agonia doveva durare più del dovuto), siamo arrivati a Celle, ridente località di mare della costa ligure: spiaggia deserta, sabbia bianca e mare limpido. C'eravamo solo noi in pratica!
Appena arrivati in spiaggia, ho deciso di suicidarmi, pur di non essere costretto a subire la tortura del viaggio di ritorno.
Il mare era un pò mosso, quindi alla prima onda mi sono lanciato di testa...ma niente da fare. Anche il mare era contro di me. Neanche lui mi voleva. Mi sono tuffato nelle onde migliaia di volte, il mare mi centrifugava e poi mi risputava dietro, come uno strofinaccio masticato da un cane.

Allora ho pensato, se non muoio io, faccio fuori loro. La prima doveva essere mia madre che mi aveva messo in questa situazione. La mia cara mamma che appena arrivata in spiaggia ha esordito dicendo "Non posso fare il bagno perchè ho le lenti a contatto!" AH SI? Bene!
Ho fatto finta di annegare, lei si è distratta per cercare di recuperarmi e proprio in quell'attimo è sopraggiunta l'ONDANOMALA!
L'onda più grande che io abbia mai visto. In quel momento il mare ha deciso di diventare mio amico ed io l'ho amato come noi mai. Si è risucchiato la mamma! L'ha centrifugata per bene, l'ha assaggiata ma poi...con mio grande rammarico, ha deciso di sputarla via. Aveva il costume in gola e i capelli cotonati...ma ERA ANCORA VIVA!
Ho provato a fare lo stesso anche con Piccola (una delle due psicopatiche). Stessa tattica. Tanto le donne a quell'età sono stupide, non avrebbe mai capito. Ma...purtroppo stessa dinamica, il mare l'ha vomitata. Lei è uscita dall'acqua con un capello da Beatles, il costume in testa ma in più aveva escoriazioni su tutto il corpo. Perdindirindina...c'ero quasi!
LaZia ha fatto anche lei qualche piccolo capitombolo ma lei è più furba. Per non parlare di Mariposa, a quella non la freghi!
Sconfitto triste e sconsolato, mi sono fatto comprare pizze e patatine per cercare di allietarmi il viaggio di ritorno (per quanto fosse possibile!). Le disadattate erano stanche e un pò silenziose, tutto sembrava andare per il verso giusto finchè...una scarica di adrenalina non le ha invase e hanno iniziato a cantare a squarciagola tutte insieme "Non voglio mica la lunaaaaaaaaaaaaaaa"
Già...proprio così. Non voglio mica la luna! Se lo racconto in giro non ci crede nessuno. Ma quanto mi sono sentito sfigato!
Comunque la conclusone a cui sono giunto a fine giornata è che contro le regine del male non c'è niente da fare.
Vostro Hulko
lunedì 17 agosto 2009
Lista delle cose DA PORTARE in barca - Lista delle cose DA NON PORTARE in barca
Lista delle cose da portare in barca
3/5 costumi
2/3 parei
telo mare + asciugamano
accappatoio (meglio del tipo ultraleggero)
ciabattine
scarpe comode (infradito, ballerine, sneaker...)
2 felpe (una più leggera una più pesante)
2 maglie M/lunga
1/2 paia di pantaloni leggeri
bermuda
jeans
2/3 vestitini
biancheria
canottiere e top
bandana e/o fascia capelli
k-way
sacco a pelo
astuccio impermeabile
ipod
cellulare
carica batterie
libri
occhiali da sole
medicine
occhialini e maschera, pinne e boccaglio
beauty case (comodo)
crema solare, accelleratore e doposole
La lista delle cose da non portare in barca
scarpe con il tacco
valigia rigida o troppo ingombrante
troppi vestiti
troppi libri
domenica 16 agosto 2009
Cambio di rotta.
Andiamo con ordine. Sono sempre stata, almeno fino a qualche anno fa, molto precisa, metodica e diligente, sia dentro che fuori. Non saprei dire bene né come né quando tutto questo sia venuto meno ma sono consapevole del fatto che sia successo. Sono in ritardo su tutti gli appuntamenti, da quelli di lavoro a quelli dall'estetista. Dimentico questioni importanti, dalle utenze da pagare ai compleanni. Decido mentalmente di fare qualcosa, mando lo stimolo al corpo e in una manciata di secondi mi ritrovo smarrita per casa senza più ricordare quale fosse la meta. So che potrebbe essere dovuto al fatto che sono cresciute in modo esponenziale (chissà poi cosa vorrà dire, non sono mai troppo serena quando cerco di giostrarmi con la matematica) le mie responsabilità ma resto comunque basita.
Luglio ha da poche ore lasciato il posto ad agosto ed io ancora non ho deciso come impiegare le mie ferie o meglio non ho ancora deciso come poter impiegare le mie ferie a costo zero quando mi giunge la telefonata de LaZia che mi manda in fibrillazione -MammYX lo so che stai lavorando e sarebbe meglio ti chiamassi più tardi, lo so che non ti garba troppo l'idea, lo so che sono già 5 anni che tento inutilmente di convincerti, lo so che avresti voluto fare dell'altro ma ci sono ancora un paio di posti in barca per le isole pontine ad un prezzoamico... - In barca? Con te? 1 settimana di bagno-tabù? Alle isole pontine? Va bene vengo. -Hai detto sì? Scusa non ho sentito bene, hai detto sì? Ok sabato si parte. - Sabato?! -Ti mando la 'Lista delle cose da portare'. Davanti a me solo qualche serata per compiere tutte le operazioni preliminari. Partiamo dalla ceretta, sono annual-ceretta-dipendente, ne faccio di media 1 ogni 3/4 settimane, qual è il mese in cui ometto di prenotarla? Agosto appunto, proprio Il Mese delle Cerette, acquisto quindi anche una confezione da 500ml di crema depilatoria insieme all'amuchina da viaggio e al dentifricio. In pausa pranzo scendo al supermercato, e di questo me ne vergogno, a comprare i libri per la vacanza, il meno peggio fra i titoli presenti. La seconda sera vado appositamente da Muji a comprare le mollettine che non trovo acquisto quindi un fermacapelli improbabile che non userò, una bustina trasparente e impermeabile (presente in lista) e il beautycase che si appende, ideale per la barca. La terza sera invece è riservata all'accappatoio in microfibra, che trattiene poco l'acqua e al sacco a pelo (presenti in lista). Per l'ultima sera quella di venerdì restano infine solo l'assemblaggio e lo stoccaggio delle merci ma qualcosa è andato storto. Primo e unico treno disponibile, partenza da Milano Centrale ore 6.30am, patteggio con LaZia per l'orario più corretto per il ritrovo, io ansiosa per scelta sono per l'anticipo, lei adrenalinica dalla nascita per l'azzardo. Raggiungiamo un accordo, alle ore 5.15am passo a prenderla. Il taxi per la seconda parte del tragitto è stato prenotato. Opto per un 'dritto' ovvero inutile andare a letto, tiro direttamente l'alba. Quindi raccolgo un po' le idee, un po' di vestiti, un po' di 'cose utili', partecipo ad un paio di forum on line e si fanno le 3.00am e lì, proprio lì mi ricordo che devo ancora depilarmi. Alle 4.15am do la sveglia a LaZia che invece come me ha deciso di aspettare in piedi l'alba ma che tanto per movimentare un po' la scena deve ancora iniziare a fare la valigia a cui seguirà ovvio anche la doccia. Insomma siamo in ritardo entrambe, io comincio a buttare la roba in valigia che scopro non essere abbastanza grande per contenere tutto, ne aggiungo quindi una seconda che maledirò per i successivi 7 giorni. Recupero molto ma non tutto l'occorrente. E' dannatamente tardi, non trovo al primo colpo i costumi, prendo i 3 che trovo galleggianti in superficie nel cassetto della biancheria e me li farò bastare. Non ho il tempo di racimolare i prodotti da toilette, così scaravento in borsa i vari mini beauty case lasciando vacante la quasi totalità degli scomparti del nuovo mega beauty che butto in borsa con tanto di cartellino del prezzo a penzoloni. Faccio mente locale delle diverse medicine di cui sarebbe conveniente dotarsi ma a distanza di poche ore mi ritroverò provvista esclusivamente di 5 compresse di Moment. Aggiungo 6 paia di lenti a contatto e chiudo i bagagli. Un appuntamento è un appuntamento, salto in macchina e arrivo sotto casa de LaZia sudata, spettinata ma in perfettissimo orario e attendo...e attendo...arriva un SMS "Scusa non trovo il k-way, adesso scendo"...attendo ancora...l'orologio segna le 5.32am...
Luglio ha da poche ore lasciato il posto ad agosto ed io ancora non ho deciso come impiegare le mie ferie o meglio non ho ancora deciso come poter impiegare le mie ferie a costo zero quando mi giunge la telefonata de LaZia che mi manda in fibrillazione -MammYX lo so che stai lavorando e sarebbe meglio ti chiamassi più tardi, lo so che non ti garba troppo l'idea, lo so che sono già 5 anni che tento inutilmente di convincerti, lo so che avresti voluto fare dell'altro ma ci sono ancora un paio di posti in barca per le isole pontine ad un prezzoamico... - In barca? Con te? 1 settimana di bagno-tabù? Alle isole pontine? Va bene vengo. -Hai detto sì? Scusa non ho sentito bene, hai detto sì? Ok sabato si parte. - Sabato?! -Ti mando la 'Lista delle cose da portare'. Davanti a me solo qualche serata per compiere tutte le operazioni preliminari. Partiamo dalla ceretta, sono annual-ceretta-dipendente, ne faccio di media 1 ogni 3/4 settimane, qual è il mese in cui ometto di prenotarla? Agosto appunto, proprio Il Mese delle Cerette, acquisto quindi anche una confezione da 500ml di crema depilatoria insieme all'amuchina da viaggio e al dentifricio. In pausa pranzo scendo al supermercato, e di questo me ne vergogno, a comprare i libri per la vacanza, il meno peggio fra i titoli presenti. La seconda sera vado appositamente da Muji a comprare le mollettine che non trovo acquisto quindi un fermacapelli improbabile che non userò, una bustina trasparente e impermeabile (presente in lista) e il beautycase che si appende, ideale per la barca. La terza sera invece è riservata all'accappatoio in microfibra, che trattiene poco l'acqua e al sacco a pelo (presenti in lista). Per l'ultima sera quella di venerdì restano infine solo l'assemblaggio e lo stoccaggio delle merci ma qualcosa è andato storto. Primo e unico treno disponibile, partenza da Milano Centrale ore 6.30am, patteggio con LaZia per l'orario più corretto per il ritrovo, io ansiosa per scelta sono per l'anticipo, lei adrenalinica dalla nascita per l'azzardo. Raggiungiamo un accordo, alle ore 5.15am passo a prenderla. Il taxi per la seconda parte del tragitto è stato prenotato. Opto per un 'dritto' ovvero inutile andare a letto, tiro direttamente l'alba. Quindi raccolgo un po' le idee, un po' di vestiti, un po' di 'cose utili', partecipo ad un paio di forum on line e si fanno le 3.00am e lì, proprio lì mi ricordo che devo ancora depilarmi. Alle 4.15am do la sveglia a LaZia che invece come me ha deciso di aspettare in piedi l'alba ma che tanto per movimentare un po' la scena deve ancora iniziare a fare la valigia a cui seguirà ovvio anche la doccia. Insomma siamo in ritardo entrambe, io comincio a buttare la roba in valigia che scopro non essere abbastanza grande per contenere tutto, ne aggiungo quindi una seconda che maledirò per i successivi 7 giorni. Recupero molto ma non tutto l'occorrente. E' dannatamente tardi, non trovo al primo colpo i costumi, prendo i 3 che trovo galleggianti in superficie nel cassetto della biancheria e me li farò bastare. Non ho il tempo di racimolare i prodotti da toilette, così scaravento in borsa i vari mini beauty case lasciando vacante la quasi totalità degli scomparti del nuovo mega beauty che butto in borsa con tanto di cartellino del prezzo a penzoloni. Faccio mente locale delle diverse medicine di cui sarebbe conveniente dotarsi ma a distanza di poche ore mi ritroverò provvista esclusivamente di 5 compresse di Moment. Aggiungo 6 paia di lenti a contatto e chiudo i bagagli. Un appuntamento è un appuntamento, salto in macchina e arrivo sotto casa de LaZia sudata, spettinata ma in perfettissimo orario e attendo...e attendo...arriva un SMS "Scusa non trovo il k-way, adesso scendo"...attendo ancora...l'orologio segna le 5.32am...
venerdì 7 agosto 2009
venerdì 17 luglio 2009
All'ultima spiaggia ma grazie a Lorenza con l'ombrellone in prima fila.
"Tra MomCamp, matrimoni e l'ultima spiaggia (alla quale non farò mai l'abitudine)" Postato lunedì 15 giugno 2009, da Lorenza su http://milanoelorenza.blogspot.com/
PREAMBOLO MAMMESCO
Venerdì sera mammina cara salutava i suoi bimbi e l'ingegnere, in partenza per la Liguria, e chiudendo la porta si chiedeva se avrebbe resistito a stare due notti senza di loro. E si chiedeva come faceva, gli anni scorsi, a lasciare i bimbi per settimane intere dai nonni. Ma tra lavori da finire e magliette da stirare, la nostalgia del distacco è durata ben poco.
TRA MOMCAMP...
Sabato mattina mammina è andata al MomCamp e, come sempre, le è piaciuto molto. Oltre alle mamme blogger che già conosce e ama, ha conosciuto il gruppo di Non ho Valentina, che l'ha divertita e un po' commossa (il perché si capisce all'ultima spiaggia), Paola Sucato che l'ha incantata con la sua presentazione, Maria e Mariagrazia di Working Mothers Italy che l'hanno conquistata. E, per la prima volta dopo qualche tempo, gli ingranaggi del suo cervello hanno ricominciato a funzionare.
... MATRIMONI...
Merito anche delle tre vecchie amiche che mammina ha incontrato al matrimonio di sabato pomeriggio: sebbene mammina si fosse messa in gran spolvero con tanto di tacco e fosse andata al matrimonio priva di accompagnatore, nessun baldo giovine si è avvicinato al gruppetto delle quattro che chiacchieravano fitto fitto. Tra le altre cose, dello shock di sentirsi chiamare "Signora".
Ma vabbe', ormai dobbiamo farcene una ragione: anche per Papi, d'altronde, saremmo già anziane.
E d'altronde mammina, col tacco, non si è concessa neanche alle danze.
L'ingegnere può dormire sonni tranquilli, diciamo.
... E L'ULTIMA SPIAGGIA
Domenica mattina mammina ha preso il taxi, direzione Stazione Centrale: il treno per la Liguria partiva alle 9.05.
"Weekend lungo o viaggio di lavoro?" le chiede il tassista.
"Settimana al mare con bambini e nonni. Quasi peggio che andare a lavorare", ha risposto lei, rettificando poi subito, per rispetto a chi lavora, e a chi un lavoro non ce l'ha.
E così mammina è arrivata in Riviera.
Ora, mammina, prima di conoscere l'ingegnere, non aveva idea di cosa fosse un Bagno.
E per Bagno non intende,
stanza con vasca da bagno e servizi igienici; la vasca da bagno
stessa e, per eufem., locale con i soli servizi igienici andare al bagno,
(eufem.) soddisfare i propri bisogni fisiologici bagno pubblico, locale dove è
possibile fare un bagno a pagamento, oppure solo lavarsi e usare il
gabinetto
bensì
entra in nomi propri di località termali o stabilimenti
balneari: Bagni di Lucca
Lei andava in spiagge dove l'ombrellone te lo dovevi portare, e non dove il bagnino ti chiede se preferisci il lettino a riva o vicino all'ombrellone. Dove nessuno si sentiva obbligato ad essere un socialait, come si dice da queste parti (che mammina, a 40° C e con la massima a 80, dopo aver girato come una scema per mezz'ora a cercare posteggio, ha ben poco di che essere social), e dove nessuno replicava i modelli milanesi di socializzazione. Dove nessuno notava l'aumento della pancia, della cellulite, delle vene varicose e di tutte quelle cose di cui, a 20 anni, mammina era ben lungi dal preoccuparsi, semplicemente perché nessuno la conosceva prima, e nessuno l'avrebbe rivista l'anno dopo, traendone le debite conseguenze. Dove non era la fidanzata/la moglie/la nuora/la mamma di: semplicemente, non era. Il che, le dava una gran libertà di essere.
Mentre mammina pensava tutte queste cose, è arrivata ai Bagni. Ha tirato fuori la sua Eco-bag del MomCamp, ha indossato la magliettina di Non ho Valentina (grazie, ragazze!!), si è fatta forza, e ha inaugurato la stagione estiva alla sua ultima spiaggia. Ma nessuno, purtroppo, le ha chiesto: "MomCamp?!? Sei stata al MomCamp?!?". Sarebbe stato un inizio di stagione alternativo, una cosa che, all'ultima spiaggia, non si può proprio chiedere.
http://milanoelorenza.blogspot.com/2009/06/tra-momcamp-matrimoni-e-lultima.html
PREAMBOLO MAMMESCO
Venerdì sera mammina cara salutava i suoi bimbi e l'ingegnere, in partenza per la Liguria, e chiudendo la porta si chiedeva se avrebbe resistito a stare due notti senza di loro. E si chiedeva come faceva, gli anni scorsi, a lasciare i bimbi per settimane intere dai nonni. Ma tra lavori da finire e magliette da stirare, la nostalgia del distacco è durata ben poco.
TRA MOMCAMP...
Sabato mattina mammina è andata al MomCamp e, come sempre, le è piaciuto molto. Oltre alle mamme blogger che già conosce e ama, ha conosciuto il gruppo di Non ho Valentina, che l'ha divertita e un po' commossa (il perché si capisce all'ultima spiaggia), Paola Sucato che l'ha incantata con la sua presentazione, Maria e Mariagrazia di Working Mothers Italy che l'hanno conquistata. E, per la prima volta dopo qualche tempo, gli ingranaggi del suo cervello hanno ricominciato a funzionare.
... MATRIMONI...
Merito anche delle tre vecchie amiche che mammina ha incontrato al matrimonio di sabato pomeriggio: sebbene mammina si fosse messa in gran spolvero con tanto di tacco e fosse andata al matrimonio priva di accompagnatore, nessun baldo giovine si è avvicinato al gruppetto delle quattro che chiacchieravano fitto fitto. Tra le altre cose, dello shock di sentirsi chiamare "Signora".
Ma vabbe', ormai dobbiamo farcene una ragione: anche per Papi, d'altronde, saremmo già anziane.
E d'altronde mammina, col tacco, non si è concessa neanche alle danze.
L'ingegnere può dormire sonni tranquilli, diciamo.
... E L'ULTIMA SPIAGGIA
Domenica mattina mammina ha preso il taxi, direzione Stazione Centrale: il treno per la Liguria partiva alle 9.05.
"Weekend lungo o viaggio di lavoro?" le chiede il tassista.
"Settimana al mare con bambini e nonni. Quasi peggio che andare a lavorare", ha risposto lei, rettificando poi subito, per rispetto a chi lavora, e a chi un lavoro non ce l'ha.
E così mammina è arrivata in Riviera.
Ora, mammina, prima di conoscere l'ingegnere, non aveva idea di cosa fosse un Bagno.
E per Bagno non intende,
stanza con vasca da bagno e servizi igienici; la vasca da bagno
stessa e, per eufem., locale con i soli servizi igienici andare al bagno,
(eufem.) soddisfare i propri bisogni fisiologici bagno pubblico, locale dove è
possibile fare un bagno a pagamento, oppure solo lavarsi e usare il
gabinetto
bensì
entra in nomi propri di località termali o stabilimenti
balneari: Bagni di Lucca
Lei andava in spiagge dove l'ombrellone te lo dovevi portare, e non dove il bagnino ti chiede se preferisci il lettino a riva o vicino all'ombrellone. Dove nessuno si sentiva obbligato ad essere un socialait, come si dice da queste parti (che mammina, a 40° C e con la massima a 80, dopo aver girato come una scema per mezz'ora a cercare posteggio, ha ben poco di che essere social), e dove nessuno replicava i modelli milanesi di socializzazione. Dove nessuno notava l'aumento della pancia, della cellulite, delle vene varicose e di tutte quelle cose di cui, a 20 anni, mammina era ben lungi dal preoccuparsi, semplicemente perché nessuno la conosceva prima, e nessuno l'avrebbe rivista l'anno dopo, traendone le debite conseguenze. Dove non era la fidanzata/la moglie/la nuora/la mamma di: semplicemente, non era. Il che, le dava una gran libertà di essere.
Mentre mammina pensava tutte queste cose, è arrivata ai Bagni. Ha tirato fuori la sua Eco-bag del MomCamp, ha indossato la magliettina di Non ho Valentina (grazie, ragazze!!), si è fatta forza, e ha inaugurato la stagione estiva alla sua ultima spiaggia. Ma nessuno, purtroppo, le ha chiesto: "MomCamp?!? Sei stata al MomCamp?!?". Sarebbe stato un inizio di stagione alternativo, una cosa che, all'ultima spiaggia, non si può proprio chiedere.
http://milanoelorenza.blogspot.com/2009/06/tra-momcamp-matrimoni-e-lultima.html
lunedì 6 luglio 2009
mamma
Siamo accaldati. Sediamo sulla panchina a bordo vita.
Abbiamo già passeggiato in pineta, siamo andati al parchetto, giocato a calcio balilla, mangiato il ghiacciolo, sfidati a Tris. Lui si volta verso di me, si avvicina e piano accosta le sue labbra al mio braccio, a volte va così, si ritrae sorridendomi con gli occhi mentre mi dice - Mamma, sai di acqua di mare.
Abbiamo già passeggiato in pineta, siamo andati al parchetto, giocato a calcio balilla, mangiato il ghiacciolo, sfidati a Tris. Lui si volta verso di me, si avvicina e piano accosta le sue labbra al mio braccio, a volte va così, si ritrae sorridendomi con gli occhi mentre mi dice - Mamma, sai di acqua di mare.
venerdì 26 giugno 2009
Ci vorrebbe il mare...
Ci vorrebbe Sestri, un paese da favola!

“Che fiabesca serata trascorsi a Sestri Levante! La locanda era vicinissima al mare e una forte risacca la lambiva; nel cielo le nuvole erano di fuoco e sui monti si alternavano i colori più vivi. Gli alberi stessi erano come gigantesche canestre di frutta, colme di grappoli ricchissimi portati dalle viti."
(Hans Christian Andersen, 1833)
venerdì 19 giugno 2009
Il naufragar m'è dolce in questo mare
navigavo al largo. mare grosso. ho preso un'onda, alta. poi un'altra e un'altra ancora. il mio scafo solcava sicuro le acque che credeva conosciute. l'hanno inondato invece. sopraffatto. poi abbandonato, ritirandosi. quindi la calma rientrando verso l'approdo ancora lontano.
mi sono persa nelle parole, anzi nelle immagini di http://milanoelorenza.blogspot.com/ e ho subito pensato che dovrebbe prima di tutto cambiare nome, lorenzaeglialtri, lorenzaelavita, lorenzae...qualunquepostosconfinato ma lorenzaemilano no, troppo poco. avrei voluto commentare ogni suo post, intensi e coinvolgenti, ma ho preferito uscire in silenzio (o quasi...non ho resistito!) portando con me quel lieve mulinello creato nell'acqua dalla corrente-lorenza.
mi sono persa nelle parole, anzi nelle immagini di http://milanoelorenza.blogspot.com/ e ho subito pensato che dovrebbe prima di tutto cambiare nome, lorenzaeglialtri, lorenzaelavita, lorenzae...qualunquepostosconfinato ma lorenzaemilano no, troppo poco. avrei voluto commentare ogni suo post, intensi e coinvolgenti, ma ho preferito uscire in silenzio (o quasi...non ho resistito!) portando con me quel lieve mulinello creato nell'acqua dalla corrente-lorenza.
martedì 19 maggio 2009
Rewind.
Giornata calda di fine primavera ti lasci ingolosire dal colore ambrato della pelle delle tue amiche e ti convinci a seguirle per una gita al mare con la fievole speranza di uniformarsi ai più e di poter tornare indietro di qualche anno (‘dieci anni’ sono più o meno di ‘qualche’?) per godersi la 'vita di spiaggia'. Stai così civettando col bagnino, avendo da poco riconquistato la 42 e riuscendo immediatamente a riallinearti ai canoni, … ma in un attimo sprofondi nel baratro, ti si è avvicinato con gli occhi pieni e in un soffio ti arriva all’orecchio un “mi sono fatto la cacca addosso”. "Piacerò lo stesso al bagnino?" non ce la fai a non chiedertelo prima di agguantarlo, raggiungere la borsa sotto l’ombrellone decidere di buttare le mutande senza tentare un disdicevole lavaggio a mano e tentando invece, di ricomporre lui senza urtare la sua sensibilità e la tua.
domenica 17 maggio 2009
Diritto di voto.
Hai rinunciato al passeggino perché il nano ha deciso di vivere liberamente la sua condizione di ‘corporatura robusta’ e sembra rischi di restarci intrappolato. La borsa invece risponde ancora alle stesse necessità, quindi presenta peso specifico e massa corporea identici ad allora. Tu pure. 5 chili ‘per non dimenticare’. Gli stessi 5 chili di allora da sfoggiare con eleganza. Primo giorno di mare, dopo essersi lasciati alle spalle due giorni di viaggio e quasi 2000 chilometri. Il nano raggiunge l’acqua ostentando massima indipendenza. Io raggiungo il nano. Mi guarda. “Io non voglio stare al mare mamma”. Adorabile.
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