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mercoledì 25 aprile 2012

Rinuncio al titolo.


Non ho più voglia di occuparmi degli altri.

La mia ultima forse unica relazione di lunga durata, temporale non affettiva, rientra a tutti gli effetti nel vintage eppure se passo gli incontri, le telefonate, le chat e le cene degli ultimi anni fra le maglie del setaccio non resta che una manciata di uomini bisognosi. Di compagnia. Di affetto. Di passione. Di trasgressione. Di colmare vuoti differenti. Uomini pronti ad attingere e mai a dare, neanche quando avrebbero potuto solo restituire.
Ognuno di loro è stato ascoltato e sostenuto, appagato nell'ego.

Quello del "Sono stata bene con te." che ha trattenuto il respiro per paura che potessi chiedere un impegno prolungato nel tempo, da intendersi anche solo per un secondo appuntamento.

Quello del "Sei affascinante anche con qualche anno in più." che non ha ritenuto potessi averne bisogno anch'io.

Quello del "Sei giovane ma è stato bello lo stesso." sia mai che restasse segnato.

Quello che mi ha detto "Ti avessi conosciuta prima mi sarei innamorato." che contava probabilmente di potersi riscattare post reincarnazione.

Quello del "Ti ho ferita in passato, non ci parliamo da un anno ma ti mando per mail gli ultimi aggiornamenti personali perché non possono che interessarti." fa nulla non chiedesse di me.

Quello che mi ha salutata dopo il primo incontro con un "Meriti di più."

Quello metà uomo e metà avatar, convinto di dover rispondere delle proprie scelte al solo Morpheus.
« Matrix è ovunque. (...) È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »

Non ho più tempo per loro.
Non ho più voglia di fare la brava ragazza.

martedì 7 luglio 2009

MammYX al MomCamp!



grazie a Mamme nella Rete :)

lunedì 27 aprile 2009

Nascondino.

Ehilà dove siete? Dai ragazzi non è divertente. Ho contato e ricontato ma dai nascondigli non fa capolino nessuno. Eppure non passa giorno senza che mi senta ripetere, sia dagli interlocutori ‘più-sperimentati’ che da quelli ‘occasionali’, spesso nemmeno interpellati, “Ma hai idea di quanti siete!?”. Ignorando il prurito alle mani e infilandomi un fazzoletto in bocca (di stoffa perché quelli di carta alla lunga impastano) per non cedere alla provocazione dell’appartenere alla ‘specie in via d’evoluzione’, la riflessione è comunque doverosa. Devo socializzare? Devo socializzare. Partiamo dal presupposto che non sono l’unico genitore single, anzi. Anzi. Sì voglio approfondire questo ‘anzi’. Anzi-tutto dove siete voialtri? Ogni chiacchiera da quella in spiaggia, a quella davanti al distributore di caffè, a quella a cena a casa di amici, per pura solidarietà, per sentirsi a posto con la coscienza, in mancanza di altri argomenti, ti viene detto, “Anche Tizia è da sola con una bimba”, “Caio ha due figli e fa benissimo da solo” “ Anche mia cugina…” “...ma va, anche tuo nipote?” “E la figlia del panettiere?” “…e il mio compagno di ballo…” “Il fratello di Sempronio…” e via così verso l’imbrunire della vita. Ve lo chiedo con estrema cortesia ancora una volta, qualcuno mi dice anche dove sono? Dove vivono? Cosa dicono? Cosa fanno? Cosa mangiano? …da non tralasciare, sarà mica poca cosa scambiarsi qualche ricettina a basso impegno ma ad alto gradimento per quelli ‘sotto al metro’?
Comincio a credere che esista un mondo parallelo, una realtà virtuale, MammYX (caspita me lo rivendo, uomini e donne genitori, i cromosoma Y e X che fanno da ‘mamma’ ai loro figlioletti) se solo riuscissi a trovare la porta. Ci passerò attraverso una USB? E se fosse una passaporta Potteriana? Ok mi sono persa.

martedì 21 aprile 2009

Hombres o Ombre?

Io ne voglio uno tutto per me. Dedicato.
sono stufa di essere circondata da uomini che temono di essere notati, ritrovati o molto più semplicemente 'scoperti' dalle ex, dalle reginette in carica o dalla propria coscienza (rarissimi casi quest'ultimi). E per cortesia che si vari un po' il canovaccio. Apriamo con qualcosa di nuovo, "Sai io e mia moglie siamo un po' in crisi" si è già sentita, e poi certo che lo so come va il mondo non arrivo da un'altra galassia. Poniamo anche il caso che io non lo sappia, prima risolvi la crisi con tua moglie, e poi, e dico poi, mi chiami.
Secondo scambio di battute "Non sono come gli altri (sicuro?), non sto cercando una distrazione, sei diversa, mi piaci, potrei anche innamorarmi", insomma un crescendo fino ad arrivare all'apice, a distanza di forse 72 ore tutto compreso, "Lasciamo stare. In questo momento della mia vita ho bisogno di essere sereno, di divertirmi (figurati io!) e visto che dici che non ho neanche i requisiti minimi (mai detto, anche perchè credo tu non mi abbia fatto prendere parte al monologo) è inutile accanirsi". Avanti un altro.

domenica 12 aprile 2009

Ce l'hai.

Va bene facciamo così, alla maniera dei boy scout, altrimenti non ne veniamo più fuori (…dalla realtà virtuale intendo!) io mi fermo qui e aspetto che veniate voi da me. Intanto faccio una pensata su cosa dire quando ci incontriamo…perché esistete vero?! Non so forse rimanderei, almeno inizialmente, i rendiconto personali. Quelli sugli assetti familiari, equilibrati nei loro squilibri, sulle date impietose sui documenti di identità, sui sogni nei cassetti mai riaperti, insomma io ad ognuno di voi, prima di ogni altra cosa chiederei: “In percentuale quanto tempo della tua giornata spendi facendo solo il genitore? Pensando solo da genitore?” No davvero devo capire. Si può decidere quanto tempo essere genitore e quanto tempo una qualsiasi altra cosa? Che ne so, oggi mi sento un po’ strega. Magari principessa. Cavaliere? Allora drago, posso drago?

lunedì 6 aprile 2009

Casting.

Eccomi qui. Di nuovo donna. Di nuovo single. Ancora convinta che da qualche parte ci sia l’uomo giusto per me. E questa positività è ammirevole, giusto? Cosa è cambiato nel frattempo? La fisica non è più dalla mia. Ci insegna Galileo che i corpi vengono attirati verso la terra. Rispettosi del classico principio cadono, quindi, i capelli. Cadono i seni. E cadono pure le braccia davanti a tale disfatta. Si è aggiunto il grigio ai miei colori. E porto sempre con me un trolley di 7 anni, Hulko.
Riconosco che i presupposti non siano poi così allettanti ma più che tingermi, indossare il push-up e precettare LaZia per il baby sitteraggio, che posso fare? Comincia la caccia. Pardon la ricerca. Considerazione iniziale anche per un intelletto medio come il mio: possono gli stessi amici, gli amici degli amici, gli amici dei parenti, gli ex compagni di corso, di palestra, ecc., diventare interessanti e quindi affascinanti a comando? Già come temevo. E così nasce il problema. Ci sono tanti pesci nell’oceano ma io sto in montagna. Scatta la trasferta all inclusive: gita al mare con corso di subacquea.
Nuoti a stento e il costume non ti sta più come una volta. Non desisti e un istruttore carino, ovvio a pagamento, ti illumina sull’esistenza di erogatore, ossigeno e mascherina. E come ogni principiante, seppur già maturo, ti domandi come possano delle poco maneggevoli bombole e una mascherina tutta sputacchiata, affiancarti in una missione già di per sé tanto ardua. Ti passano un manuale da cui attingere le nozioni di base. Cosa fare davanti ad uno squalo: darsela a gambe o dargli una gamba? Non si legge bene perché quasi sempre si tratta di fotocopie, i testi originali non si sa nemmeno più dove siano, chi li custodisca. Neanche i più esperti si sentono di poter abbandonare la teoria per la pratica. E così tu leggi le fotocopie delle fotocopie, ipotizzi i pezzi mancanti, ti arrabatti con gli appunti di altri. Insomma prendi i tuoi rischi. Ma sott’acqua in mezzo ai pesci non si scherza. Ogni razza va affrontata nel modo giusto. C’è quella che si lascia abbindolare dai colori del tuo costume. C’è quella che capta i tuoi suoni. Quella che vive la notte. Quella che pulisce dove gli altri sporcano. Quella con gli aculei. Quella che mangia plancton e quella che mangia pesce. Sei abituata alle dinamiche del tuo acquarietto domestico e ora l’oceano sconfinato, popoloso e senza regole non può che intimidirti. Ma sia il tempo che Galileo ti remano contro. Devi tuffarti.