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sabato 3 settembre 2011

Consigli per il nuovo anno scolastico

Consigli per il nuovo anno scolastico
Estate. Anzi, fine estate. Pochi giorni e torniamo tutti sui banchi di
scuola, chi da una parte, chi dall'altra. Ed allora ecco una piccola
lista di suggerimenti per chi insegna, senza pretese o altro; sono
solo tecniche sperimentate sul campo per migliorare il dialogo
educativo.

1. Al rientro delle vacanze per prima cosa controllare i compiti delle
vacanze, inventandosene di non dati, facendo una scenata furiosa a
tutta la classe per la loro negligenza nel non averli fatti (per
forza, sono inventati li per li) e sottolineando il fatto che si parte
con il piede sbagliato. Distribuire due a caso o in ordine di
antipatia.

2. All'ingresso in classe entrare sbattendo la porta e buttando la
borsa sulla cattedra (mai il viceversa), anche se siete di ottimo
umore. Passare poi i primi cinque minuti scuotendo la testa con fare
disperato e guardando un punto all'infinito. Poi fare come se nulla
fosse.

3. Mantenere un certo livello di apprensione entrando in classe e
dichiarando "oggi spiego". Aspettare circa 10 secondi, il tempo per i
sospiri di sollievo, e poi chiedere se ci sono volontari per
l'interrogazione, scorrendo nel contempo lo sguardo sul registro come
alla ricerca di qualcuno da interrogare. Non dare tempo di realizzare
(questo e' un punto focale) e far disporre i banchi come per una
verifica scritta. Passati altri 10 secondi e consolidato il panico nei
loro volti, iniziare a spiegare come annunciato all'inizio. Ripetere
piu' volte al giorno, se necessario.

4. Entrare in classe con aria tetra e senza dir nulla tirare fuori un
libro in pessime condizioni e declamare con voce stentorea una poesia
dal libro in questione. Deve essere qualcosa di veramente triste e
melanconico, tipo una qualsiasi poesia sulla morte o sul vuoto o sulla
cecita' di Borges (per esempio Elogio dell'ombra). Aspettare circa 10
secondi che il suono della voce si smorzi e le facce dei ragazzi siano
raggelate in uno sguardo di disagio e tristezza e poi iniziare a
ridacchiare in modo scomposto (alla Spongebob per intendersi)
esclamando "che cagata!"

5. Fischiettare motivetti allegri durante qualsiasi operazione
didattica che susciti apprensione (test, verifiche, interrogazioni).
Se a disposizione un bastone (va bene anche un ombrello) rotearlo in
modo plateale o farlo stare in bilico sulla punta del piede, sempre in
suddetti momenti di apprensione.

6. Durante le verifiche scritte passeggiare amabilmente tra i banchi,
sbirciare da sopra le spalle e ridacchiare sommessamente. Allo sguardo
interrogativo e giustamente preoccupato dell'allievo o dell'allieva
rispondere con un'alzata di spalle ed una frase del tipo "no no, non
dico nulla, se sei sicuro vai pure avanti per quella strada". Sempre
soffocando una risatina, possibilmente. Ovviamente il tutto senza aver
minimamente letto una riga della verifica dello studente.

7. Per i prof di matematica utilizzare spesso la dimostrazione per
intimidazione esordendo con "e' banale dimostrare che .. ". Con questa
semplice frase e' possibile sdoganare le piu' incredibili panzane
matematiche senza che nessuno si azzardi a contraddirvi. Provare anche
con affermazioni palesemente false ("E' banale dimostrare che ciascun
numero pari e' anche dispari"), inframmezzando di tanto in tanto anche
con affermazioni vere per non sminuire questo potente mezzo di
dimostrazione.

8. Fornire i voti utilizzando una simbologia totalmente inventata.
Tipo "esperia" per il 9, "cagotto" per il 3 e cosi' via.

9. Di tanto in tanto passare dall'italiano all'alfabeto farfallino,
specialmente se in una fase delicata della lezione.

10. Avvertire gli studenti che il giorno dopo ci saranno
interrogazioni usando, come criterio, una sequenza dal nome evocativo,
ma totalmente inventato. Tipo "Ragazzi, preparatevi che domani
interrogo. Seguiro' la sequenza di Pasher per decidere chi
interrogare. Buona giornata"

11. Per i prof. di matematica, terminare ogni dimostrazione alla
lavagna con un suono onomatopeico, tipo "tada'".

12. Sempre per i prof di matematica effettuare alcune dimostrazioni, a
caso, dal basso verso l'alto e da destra verso sinistra. Alle domande
perplesse rispondere che si sta usando la notazione inversa ungherese
e che chi non sa cosa sia sarebbe il caso che lo scoprisse.

13. Almeno una volta a quadrimestre entrare dalla finestra anziche'
dalla porta, specie se si sta al secondo o terzo piano.

14. Ad inizio anno tirare a sorte i cognomi e riassegnarli
casualmente. Segnarsi la nuova assegnazione dei cognomi che poi se no
e' un casino.

15 Se possibile cambiare il proprio appellativo una volta a settimana,
comunicandolo di lunedi. "Bene ragazzi, questa settimana per voi saro'
Mr.Xerox". Infliggere esemplari punizioni a chi usa appellativi non
conformi a quello da voi comunicato.

16. Far scrivere sul libretto personale scempiaggini di ogni tipo, in
modo che a casa non si capisca piu' cosa sia vero o cosa sia falso.
Cose tipo "Lo studente e' pregato di presentarsi martedi mattina in
tenuta antisommossa".

17. Sostituire, dove presente, la foto del Presidente della Repubblica
con quella di Homer Simpson e poi dare la colpa ai ragazzi piantando
un casino.

18. Pretendere che i ragazzi si alzino in piedi ad un vostro gesto
prestabilito (possibilmente cambiato di settimana in settimana, vedi
punto 15). Chi, all'esecuzione del gesto, non si alza in piedi,
ricevera' una nota. Usare gesti poco percepibili, tipo tre colpi di
tosse in sequenza, una dilatazione asimmetrica delle narici,
pronunciare la parola "seduti" (quest'ultima e' terribile).

il prof bicromatico

martedì 5 gennaio 2010

Le rubai un calzino...


La befana vien di notte ..
.. con le scarpe tutte rotte! Cosi' mi raccontava mia madre, quando
ero piccolo .. e regolarmente il 6 mattina correndo in cucina trovavo
una calza con dentro di tutto. Ho sempre amato la befana e me la sono
sempre immaginata come una bellissima donna, dallo sguardo triste ma
dolce, che nonostante le cattiverie della gente, le dicerie e le
infamanti bugie su di lei, continua da anni a portare dolci a tutti
(anche il carbone per i cattivi, in realta' e' dolce, ci avete mai
pensato?).

Poi passano gli anni, l'eta' adulta cancella alcuni sorrisi, le cose
si dimenticano in fretta. Non so come mai, un anno, quando ero
studente di dottorato a Trento (quindi piu' di 10 anni fa), un anno
all'apparenza come tutti gli altri, un anno che la mia morosa era in
visita da me durante il periodo postnatalizio, quell'anno mi tornarono
in mente quei sorrisi. Le rubai un calzino la sera del 5 gennaio, lo
riempii di dolci di ogni tipo e le feci trovare il tutto la mattina
dopo appeso alla cappa sopra i fornelli. Lei non capi' mai come fossi
riuscito a fare tutto di nascosto (vivevo in un monolocale, non c'era
una vera e propria cucina, ma un angolo cottura). Il sorriso che mi ha
fatto quella mattina e' ancora qui, stretto come tanti altri sorrisi
dietro i miei occhi, perche' era il sorriso che facevo io a mia madre,
il sorriso di tutti quelli che una mattina della loro esistenza si
svegliano senza aspettarsi granche' e trovano invece una calza appesa
malamente sopra la cappa dei fornelli della vita.

Da allora non ho piu' smesso, ogni anno faccio la stessa cosa ..
certo, non c'e' quasi mai la stessa sorpresa, ma un anno e' lungo, la
mia ragazza di allora e' ancora qui a regalarmi i suoi sorrisi, adesso
e' mia moglie e da qualche anno si sono aggiunte le risate stupite di
Francesco. Quei tre calzini, precariamente appesi sopra i fornelli,
sono qui a ricordarci che la cosa piu' bella al mondo e' la sorpresa,
non le certezze.


Questo post è di Riccardo Giannitrapani - Il prof bicromatico
http://odraccir.posterous.com/la-befana-vien-di-notte
che ringraziamo di averci ospitati per qualche attimo nel caldo monolocale in mezzo a fornelli, calzini e sorrisi.