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mercoledì 29 aprile 2009

Palcoscenico.

PapàSauro sostiene che Hulko abbia i bronchi deboli perché non ha pianto abbastanza da piccolo. In effetti sono state veramente poche le volte in cui lo ha fatto e probabilmente è anche per questo che vederlo piangere mi impressiona sempre un po'.
Hulko ha all'incirca tre anni e sta frequentando il fantomatico asilo nido-privato-high profile. L'anno accademico...troppo? ok l'anno asilodemico volge al termine. La direttrice-despota coinvolge la comunità dei genitori nel progetto finale, una festa con un nostro spettacolo interpretato a favore dei bambini. "Come dice scusi?" "Sì, è una sorta di regalo che fate ai vostri figli". (Credo che lei sia cinvinta che possa essere un regalo gradito perché non mi ha ancora vista ballare né tantomeno sentita cantare). Si aprono le selezioni. Ci si incontra per preparare la scenografia e per fare le prove. Gli altri genitori sono entusiasti, io sembro in lista per il patibolo. Riesco a spuntare un ruolo di non-protagonista, o meglio riesco a defilarmi, lascio così il corpo di ballo per dedicarmi ad un siparietto in assolo, senza costume, né trucco e soprattutto 'muto'. Arriva il grande giorno, dietro le quinte c'è molta eccitazione. Si va in scena. E' il mio momento. Munita di un enorme cartello raffigurante il sole, introduco un cambio di ambientazione. Non ricordo molto altro se non che il piccolo Hulko vedendomi comparire, e forse poi sparire? (non l'ho mai capito), abbia cominciato a piangere e che abbia continuato a singhiozzare per l'intera durata dello spettacolo, rincuorato distrattamente da altri genitori improvvisati fotografi, cameraman e addetti al catering. Non sarebbe stato meglio chiudere con la più sperimentata e tradizional-popolare-godereccia festa di fine anno?

venerdì 24 aprile 2009

Tonno

"Oggi all'asilo ho mangiato il tonno."
"Il tonno in scatola?"
"Ma no fuori dalla scatola!"

domenica 19 aprile 2009

Primi passi.

Asilo nido. Asilo nido a pagamento per intenderci. In Italia non sono particolarmente chiari i requisiti di ammissione ai rarissimi posti pubblici, sai quando entri in graduatoria ma non sai se ne uscirai mai, miglior piazzamento registrato 57° su 30 posti disponibili. E così parti alla volta dell'asilo privato. La rata mensile dell'asilo bi-lingue ti aiuta a decidere che per imparare l'inglese c'è sempre tempo e quindi ti accontenti di sapere che la struttura che hai scelto è quantomeno amministrata da un'americana, fa nulla poi se le educatrici hanno accenti italiani fra i più disparati. Gli spazi all'aperto pubblicizzati sul depliant, che ti avevano portato ad immaginare un parco in cui i bambini potessero scorrazzare liberamente, scoprendo la moltitudine di fiorellini di campo e insetti schifosi, da tentare anche di saggiare aiutati dalle neo attivate papille gustative, si risolvono invece in 3 m2 di passo carrabile trasformato in 'giardino d'inverno'. Lo stesso che ti costringe a passare la giornata tenendo scaramanticamente incrociate 2 dita sotto la scrivania per scongiurare che altri condomini uscendo dai box possano andare lunghi e falciare l'altalena. Il vero elemento imprescindibile che ti fa immediatamente protendere a favore del sodalizio è la sua ubicazione, a meno di 50 mt dal tuo nuovo posto di lavoro. Firmando l'iscrizione, praticamente col sangue perchè nell'eventualità chiedere di recedere dal contratto è un po' come chiedere l'annullamento di matrimonio alla Sacra Rota, pensi di aver fatto davvero la scelta più funzionale. Non immagini neanche lontanamente che stai invece firmando la tua condanna, se non proprio a morte, quanto meno all'isterismo. Scopri infatti, a distanza di pochi giorni, che il tuo amabile frugoletto biondo soffre il mal d'auto e così tutte le santissime mattine non riesci a tagliare il traguardo dei 14km, da parcheggio a parcheggio, senza che il nanetto non restituisca la colazione in forma cagliata, a te e ai sedili della tua auto.