Papà puliziotto o Papà ingeniere non importa basta che sia nel mio cuore
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sabato 25 giugno 2011
venerdì 29 ottobre 2010
giovedì 24 giugno 2010
Candy Candy che sorrisi grandi che fai...
Quanto ho amato questo cartone animanto!
Stasera per scrivere uno dei miei tanti e futili tweet mi sono messa a cercare una sua immagine ... e ne sono rimasta nuovamente affascinata. Il sorriso, quegli infiniti riccioli biondi, gli occhi grandi pieni di sole e di stelle...
Colpita nuovamente al cuore da questo straordinario Manga.
Se non ricordo male, una serie, la terza forse, in italia usci solò come giornalino... non ne persi un numero. Certo la storia, come tutti i cartoni animati di quel periodo, quelli con cui quindi sono cresciuta era dannatamente triste e tragica ma Candy Candy per me è bellezza.
Candy Candy insieme a Elisabetta Viviani e Betty de I Flinstone sono state le mie icone di bellezza (l'adolescenza è un'età difficile... la più difficile aggiungerei). Forse le accomuna la dolcezza. Non so non importa.
Comunque che a distanza di così tanti anni, questa ragazzina sbarazzina, sorridente e fiduciosa ancora mi affascini tanto...
Ma non importa neanche questo.
Quello che conta è che stasera ho deciso cosa voglio fare da grande.
Voglio essere Candy Candy!
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venerdì 18 dicembre 2009
grazie.
spesso la mattina, sulla strada verso il lavoro, incontro una signora che chiede l'elemosina, quando mi vede anche a diverse auto di distanza il suo viso si illlumina in un sorriso meraviglioso e affettuosamente agita la sua esile mano rugosa in un saluto caloroso.
non so perchè... ma le sono grata il suo gesto mi da gioia.
non so perchè... ma le sono grata il suo gesto mi da gioia.
venerdì 13 novembre 2009
Giornata Mondiale della Gentilezza :-)

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.
Prendi un sorriso, Mahatma Gandhi
Un sorriso, una parola, un gesto o anche un semplice comportamento compiuti con rispetto e gentilezza possono migliorare la vita. E no lo dico solo io ;-)
La gentilezza, da non confondere con le mere buone maniere o con lo sterile formalismo, è una virtù che nasce dal cuore, è la manifestazione di un'empatia verso gli altri,ed è semplice da praticare eppure sembra decisamente scomparsa dalla nostra società dove maleducazione, aggressività, prevaricazione sembrano le armi vincenti per emergere. Per ricordare a tutti che un atto gentile non costa quasi nulla e fa bene a chi lo riceve e a chi lo fa, è nata la Giornata Mondiale della gentilezza, Wordle Kidness day, che si festeggia il 13 novembre in ricordo della prima conferenza mondiale del Wordl Kidness Movement, che si svolse a Tokyo il 13 novembre 1998. In quell'occasione è stata redatta una vera e propria Dichiarazione della gentilezza che ha come obiettivo di costruire un mondo fondato sulla gentilezza, al di là delle differenze di razza, religione e cultura.Basta poco per compiere un atto gentile, come cedere il posto sull'autobus affollato ad una persona anziana, aiutare qualcuno ad attraversare la strada, dare indicazioni a un turista in difficoltà, far passare qualcuno davanti a noi nella fila alle casse del supermercato, dare una mano a una vicina a trasportare i sacchetti della spesa, offrirsi per fare qualche piccola commissione per un conoscente che è impossibilitato a uscire...gli esempi possono essere migliaia, in comune hanno la disponibilità ad aprirsi ai bisogni degli altri, senza fare grandi sacrifici o rinunce. Un tempo erano i genitori e gli educatori a inculcare questo sentimento ai ragazzi, oggi la gentilezza non è più di casa neppure in famiglia, dove ognuno fa quel che gli pare, a scuola, poi non ne parliamo, in tempi di bullismo la gentilezza sembra ormai morta e sepolta.Per questo in alcune scuole è stato proposto di tenere una sorta di Diario della Gentilezza, segnalando gesti particolarmente cortesi compiuti dsgli alunni. Coltiviamo anche noi la piantina della gentilezza, innaffiandola ogni giorno con un piccolo gesto e ne saremo ricompensati ricevendo cortesie a nostra volta, perchè la gentilezza è contagiosa e disarmante, ma anche solo ricevere un sorriso di ringraziamento ci illuminerà la giornata.
http://morgana-lucedinverno.blogspot.com/2009/11/13-novembre-giornata-mondiale-della.html
sabato 31 ottobre 2009
problem-solving cecio e il programma teatrale.
pinocchio, alice, robin, la regina della neve
di oz il mago, un fantasmino, frecciazzurra
le marionette: un mondo - la via al sipario è breve
per scegliere compìta l'elenco mi sussurra
vorrei ci fosse un orso. e tutto il corollario:
vulcani, lune e stelle - l'allegra possessione
il vaglio è complicato. ma è proprio necessario?
vediamoli tuttissimi! ecco la soluzione...
di oz il mago, un fantasmino, frecciazzurra
le marionette: un mondo - la via al sipario è breve
per scegliere compìta l'elenco mi sussurra
vorrei ci fosse un orso. e tutto il corollario:
vulcani, lune e stelle - l'allegra possessione
il vaglio è complicato. ma è proprio necessario?
vediamoli tuttissimi! ecco la soluzione...
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lunedì 6 luglio 2009
o graziosa luna...
il cecio, ormai è assodato, per la luna ha un'ossessione
che sia stato il planetario, la tv, leopardi o un gioco
crede molto fermamente di fondarci una stazione
dove mamma inventi fiabe mentre il babbo fa da cuoco
provo a chiederle a sorpresa: che ci fai così lontano
oltre a seminare i fiori, le zucchine e i pomodori?
non ci pensa molto a lungo, per spiegarmi alza la mano
l'attenzione è garantita, le parole son colori:
da lassù saluterebbe gli amichetti dell'asilo
sulla crosta a piedi nudi correrebbe, in mezzo ai mari
senza l'aria il pianoforte peserebbe neanche un chilo
vibrerebbe suoni nuovi. pallidi e satellitari.
che sia stato il planetario, la tv, leopardi o un gioco
crede molto fermamente di fondarci una stazione
dove mamma inventi fiabe mentre il babbo fa da cuoco
provo a chiederle a sorpresa: che ci fai così lontano
oltre a seminare i fiori, le zucchine e i pomodori?
non ci pensa molto a lungo, per spiegarmi alza la mano
l'attenzione è garantita, le parole son colori:
da lassù saluterebbe gli amichetti dell'asilo
sulla crosta a piedi nudi correrebbe, in mezzo ai mari
senza l'aria il pianoforte peserebbe neanche un chilo
vibrerebbe suoni nuovi. pallidi e satellitari.
domenica 5 luglio 2009
il fatto è che le dice davvero.

se vado sulla luna, zia, io mi porto
la torcia, un cuscino e i semini per l'orto
poi un filo di lana, che ci gioca un gatto
(è mio amico, mi segue un po' dappertutto)
se incontro un bambino che abita lì
gli faccio un sorriso gentile: così.
ma solo se è buono. se mi guarda male
io corro. e gli riempio la coda di sale.
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venerdì 8 maggio 2009
5 maggio 2009
5 maggio 2009, un giorno qualsiasi che con il tempo tenderò a dimenticare. Ma anche, come molti della mia vita un giorno intenso.
In ventiquattro ore ho ricevuto un fugace complimento, una critica, un gesto poco comprensivo, un abbraccio leale, un'offerta d'aiuto, un'assurda ingiustizia, una piacevole attenzione, una pessima battuta, un danno ma e per fortuna anche molti sorrisi e dell'affetto sincero. Tanti momenti e molte diverse emozioni. Così come spesso le cose positive mi alleggeriscono e mi lasciano aperta e sorridente, altrettanto frequentemente le cose negative mi lasciano arrabbiata, frustrata, irrigidita e concentrata su cose che non posso cambiare e magari neanche del tutto capire, anche per una giornata intera. Tutti questi momenti però, sia che mi lascino gioiosa sia che mi lascino frustrata, comunque mi lasciano.
Prima o poi lo fannno tutti e così anche il più bello dei sorriso se ne va.
Cioè non è che proprio se ne va. Non è scomparso, è solamente passato a qualcun altro nello stesso modo in cui è stato passato a me, inconsapevolmente in una nuova successione di emozioni. Tutto succede inconsapevolmente, ma è bello ogni tanto fermarsi e "vedere" il percorso di un sorriso e immaginare il contagio della serenità che abbiamo dato e ricevuto. Ma è anche allo stesso modo triste vedere il percorso della rabbia, i modi distruttivi in cui esprimiamo ciò che ci è stato trasmesso verso persone a cui vogliamo bene o a perfetti sconosciuti. Le emozioni sono quindi durevoli, molto di più che i contesti nei quali ci vengono trasmesse. È per questo che stanotte, trovando la mia macchina in buona parte distrutta, (per? ...rabbia, frustrazione, vandalismo, odio, violenza?) ho abbracciato, come sempre salutando, i miei due amici, guidato fino a casa guardando la città dal parabrezza rotto, senza perdere il sorriso per tutto ciò che di bello mi ha dato questo 5 maggio 2009 qualunque.
In ventiquattro ore ho ricevuto un fugace complimento, una critica, un gesto poco comprensivo, un abbraccio leale, un'offerta d'aiuto, un'assurda ingiustizia, una piacevole attenzione, una pessima battuta, un danno ma e per fortuna anche molti sorrisi e dell'affetto sincero. Tanti momenti e molte diverse emozioni. Così come spesso le cose positive mi alleggeriscono e mi lasciano aperta e sorridente, altrettanto frequentemente le cose negative mi lasciano arrabbiata, frustrata, irrigidita e concentrata su cose che non posso cambiare e magari neanche del tutto capire, anche per una giornata intera. Tutti questi momenti però, sia che mi lascino gioiosa sia che mi lascino frustrata, comunque mi lasciano.
Prima o poi lo fannno tutti e così anche il più bello dei sorriso se ne va.
Cioè non è che proprio se ne va. Non è scomparso, è solamente passato a qualcun altro nello stesso modo in cui è stato passato a me, inconsapevolmente in una nuova successione di emozioni. Tutto succede inconsapevolmente, ma è bello ogni tanto fermarsi e "vedere" il percorso di un sorriso e immaginare il contagio della serenità che abbiamo dato e ricevuto. Ma è anche allo stesso modo triste vedere il percorso della rabbia, i modi distruttivi in cui esprimiamo ciò che ci è stato trasmesso verso persone a cui vogliamo bene o a perfetti sconosciuti. Le emozioni sono quindi durevoli, molto di più che i contesti nei quali ci vengono trasmesse. È per questo che stanotte, trovando la mia macchina in buona parte distrutta, (per? ...rabbia, frustrazione, vandalismo, odio, violenza?) ho abbracciato, come sempre salutando, i miei due amici, guidato fino a casa guardando la città dal parabrezza rotto, senza perdere il sorriso per tutto ciò che di bello mi ha dato questo 5 maggio 2009 qualunque.
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giovedì 7 maggio 2009
L'intruso.
Dall'esterno tutto sembra immutato. Lo sguardo cattura l'immagine già nota che giunge rasserenante al cervello. Nulla lascia presagire la tragedia almeno fin quando sollecitato a rispondere ti dice "Ba babba don riesgo a barlare". Già per un attimo hai dimenticato che la vostra vita è cambiata. Questo pomeriggio ha messo l'apparecchio (a 7 anni e siamo solo alla fase ortodontica). Trepidava da quindici giorni e a parte una lieve esitazione dell'ultima ora "Mi farà male?" tutto sembrava semplice e scontato.
Uscita dallo studio dentistico con uno sbavante boxer al seguito. Superato il giro d'obbligo del parentado per condividere la novità. Rientrati a casa un po' lunghi sui tempi della cena. Presa visione del contenuto del frigo, fatta la strategia vincente, menu-veloce-salva-derrate in scadenza: gnocchetti di patate al pesto. Ebbene sì proprio come le vostri menti scaltre hanno intuito non siamo andati oltre il quarto boccone. Al primo mi ha guardata allarmato. Il secondo si è andato ad incollare al precedente. Al terzo gli si sono riempiti gli occhi di lacrime. Al quarto col volto rigato e distrutto dall'impotenza mi ha detto "Babba fai gualcosa di brego". Dai risultati ottenuti con l'azione di recupero del 'non-ingerito' ad occhio e croce, direi che 1/3 della cena, poi sostituita con uova all'occhio di bue e pan carré (lo so, lo so perseverare ...) non ha superato nemmeno la fase A, quella della deglutizione. Come ho potuto non pensare alla neonata relazione? Sono mortificata. Davvero.
Uscita dallo studio dentistico con uno sbavante boxer al seguito. Superato il giro d'obbligo del parentado per condividere la novità. Rientrati a casa un po' lunghi sui tempi della cena. Presa visione del contenuto del frigo, fatta la strategia vincente, menu-veloce-salva-derrate in scadenza: gnocchetti di patate al pesto. Ebbene sì proprio come le vostri menti scaltre hanno intuito non siamo andati oltre il quarto boccone. Al primo mi ha guardata allarmato. Il secondo si è andato ad incollare al precedente. Al terzo gli si sono riempiti gli occhi di lacrime. Al quarto col volto rigato e distrutto dall'impotenza mi ha detto "Babba fai gualcosa di brego". Dai risultati ottenuti con l'azione di recupero del 'non-ingerito' ad occhio e croce, direi che 1/3 della cena, poi sostituita con uova all'occhio di bue e pan carré (lo so, lo so perseverare ...) non ha superato nemmeno la fase A, quella della deglutizione. Come ho potuto non pensare alla neonata relazione? Sono mortificata. Davvero.
giovedì 30 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
one love
Playing For Change | Song Around The World
Playing For Change | Song Around The World "One Love" from Concord Music Group on Vimeo.
Playing For Change | Song Around The World "One Love" from Concord Music Group on Vimeo.
sabato 18 aprile 2009
sabato 11 aprile 2009
venerdì 10 aprile 2009
stand by me
Playing For Change | Song Around The World
Playing For Change | Song Around The World "Stand By Me" from Concord Music Group on Vimeo.
Playing For Change | Song Around The World "Stand By Me" from Concord Music Group on Vimeo.
lunedì 6 aprile 2009
Il cecio fa della filosofia in attesa del pranzo.
ti racconto la filastrocca
delle candele sul tuo tavolino
avevano il naso, gli occhietti e la bocca
e sorridevano a ogni bambino
poi è venuto un giorno di festa
e tu le hai accese, sfregando un cerino
insomma, gli hai sciolto tutta la testa!
un pezzo per volta, con lo stoppino
adesso, piccine, son lì tristi e corte
squagliate e rinchiuse in un'aria funesta
è dura, zietta, ricevere in sorte
di nascere cera, ora... butti la pasta?
delle candele sul tuo tavolino
avevano il naso, gli occhietti e la bocca
e sorridevano a ogni bambino
poi è venuto un giorno di festa
e tu le hai accese, sfregando un cerino
insomma, gli hai sciolto tutta la testa!
un pezzo per volta, con lo stoppino
adesso, piccine, son lì tristi e corte
squagliate e rinchiuse in un'aria funesta
è dura, zietta, ricevere in sorte
di nascere cera, ora... butti la pasta?
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