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sabato 20 aprile 2013

Buon Anniversario NHV!

Quattro anni dal primo post. Qualcosa di più da quando prendeva forma l'idea. In mezzo fiumi di parole, immagini, pensieri, lacrime e sorrisi. Ci sono post che ho scritto piangendo. Molti altri invece mi hanno divertita. Un blog è quanto di più vicino ci sia ad un diario ma ancor più somiglia ad una telefonata con l'amica del cuore. Quanto tempo passato a picchiettare sui tasti, gli occhi strizzati e il formicolio alle natiche. Quante soddisfazioni. Quante nuove amicizie. Virtuali per lo più ma per l'intensità dei commenti ricevuti ho finito con il figurarne i volti. Ci ha raccolti intorno al tavolo, pardon allo schermo. Colorati, improvvisati e tenaci blogger. Ma si sa  è necessario essere anche un buon lettore per essere una buona penna e leggere richiede pari dedizione dello scrivere, disegnare, colorare e fotografare. Così per ogni buco nel nostro blog c'è una pagina letta in più nel blog di qualcun altro.
La stessa goliardia di una serata fra amici. Resterà il nostro blog e continuerà a vivere fintanto che ci permetterà di evadere. Insieme o in solitaria. 

lunedì 10 ottobre 2011

Happy birthday Byc!

Qui è ovunque e ogni quando è ora.

Dante


NB. auguri anche da LaZia ;-D

lunedì 26 settembre 2011

10 cose (ma anche di più) che speravo di fare entro i miei primi 40 anni!!!

  1. Vivere da sola (niente da fare)
  2. Comprarmi il Defender…. (potrei ma dovrei ulteriormente rimandare il punto 1)
  3. Andare in Polinesia (ma essendo un viaggio tipicamente da sposini dovrò rimandare fino ai 65 anni quando potrò almeno usufruire della riduzione viaggio per gli anziani)
  4. Imparare a sopportare i cretini (anche per questo ho deciso di aspettare i 65 anni così l’anno dell’agognato viaggio avrò benefici plurimi, e più precisamente: la riduzione anziani di cui al punto 3 e la riduzione dell’udito che mi consentirà agevolmente di non sentire parlare i cretini, anche all’estero)
  5. Avere finalmente la carta FIDATY ORO che mi permetterà di accumulare il doppio dei punti fragola su ogni acquisto (così da poter capitalizzare un monte punti sufficienti a ottenere più di un set di bicchieri da due di finto cristallo)
  6. Provare concretamente a George Clooney che non è gay
  7. Dire alla mia portinaia che ho chiesto più volte a Dio di incenerirla senza alcun successo
  8. Non avere più dubbi sull’esistenza di Dio (purtroppo dovrò ricredermi perché ahimè la mia portinaia è viva e vegeta!)
  9. Avere un bambino (ma dovrei risolvere il punto 1; cambiare in una station wagon il punto 2; imbrogliare George Clooney e giurare di aver preso la pillola!)
  10. Diventare grande (dubito che accadrà mai)!!!!!!

venerdì 23 ottobre 2009

Matrioske


Passiamo in macchina sotto un enorme cartellone pubblicitario e...
Pansottina, esclama: "Zia guarda, le bambole".
Zia Byc: "Che belle! Si chiamano matrioske".
Pansottina: "Noo, sono bambole!".
Zia Byc: "Sì, sono bambole, ma bambole russe".
Pansottina: "Noo, non sono russe, sono bianche".
Zia Byc: "OK. Mi arrendo".

venerdì 25 settembre 2009

Biancaneve: 2a puntata

Una sera mi ricordo finalmente di portare la chiavetta usb con le foto più recenti di Pansottina e Smarties. Ci sediamo tutti davanti al portatile che normalmente Pansottina utilizza per vedere i suoi cartoni animati preferiti.
Lei, ad un tratto, si fa seria, corruga la fronte e dice: “Non essere sciocca, la più bella sono io”.
Mi giro interrogativa verso Mammotta che, sorridendo, mi spiega: “Non ti preoccupare, in questi giorni ha guardato Biancaneve”.

giovedì 24 settembre 2009

Biancaneve: 1a puntata


In fondo alla spiaggia dei nostri bagni hanno avuto la splendida idea di mettere un piccolo castello con scivolo e una casetta per far giocare i più piccoli. Le due “abitazioni” non sono mai molto affollate: castelli di sabbia, formine, paletta e secchiello, ma soprattutto acqua, schizzi e tuffi sono attività decisamente più allettanti!
Ma quando siamo al castello…
Pansottina, salita la scaletta e arrivata in cima comincia il ritornello: “O che bel castello marcondirondirondello, o che bel castello marcondirondirondà...”, naturalmente anch’io canto con lei. “Ma noo, zia! Devi dire marcondirondirondello, non marcondirondirondà!”. “Va bene, Pansottina!”
E poi giù a scivolare.
Nel castello si può anche entrare: c’è spazio per due o tre bambini, se riescono a condividere il gioco!
Questa volta Pansottina si infila nell’unica stanza del castello. Allora mi affaccio alla finestra:
“Buongiorno signora, mi prepara un caffè? Ecco che sul davanzale della finestra mi viene prontamente servita una manciata di sabbia, che sorseggio amabilmente.
“Che buono questo caffè, signora. Posso avere un pasticcino?”
“Sì. Adesso lo preparo” . Eccomi servito un bel sassolino.
Frattanto arriva una bimba un po’ più grande di Pansottina che entra nel castello.
Pansottina: “Tu non puoi entrare!”, minacciandola con l’indice alzato.
Zia Byc:Pansottina, si gioca tutti insieme. Le hai chiesto come si chiama?”
Pansottina: “Tu come ti chiami?”
Lei: “Bianca”.
Pansottina replica prontamente: “Bianca-neve?”
Lei, candida: “No, Bianca C _ _ _ _ _ _o”, dicendo nome e cognome.

venerdì 18 settembre 2009

Le piccole gioie delle zie Byc




Due bambine birichine
sempre allegre e sorridenti
son le nostre nipotine
sbruffoncelle e irriverenti!

Pansottina e Smarties


P.S. Notate la maglietta very cool !

martedì 1 settembre 2009

Una ventata di simpatia

Come di consueto usciamo per la pausa pranzo per spezzare un po' la giornata. Siamo in 3: le 2 Byc e un'altra collega che lavora nel reparto con noi. Allineate una a fianco all'altra, spavalde – ma ancora sotto shock per aver ricominciato da soli 2 giorni – voltiamo l'angolo del palazzo e ci accingiamo a fare due passi in una bella zona della città.

Immediatamente ci troviamo davanti una piccola signora anziana che si trascina appresso un carrello pieno di spesa. Chiacchierando le passiamo accanto quasi senza farci caso.
Senonché, lei con un grande sorriso esclama: "che bei colori, ragazze!", riferendosi alle nostre magliette.
In effetti, oggi sfoggiamo una "mise" dai colori sgargianti – viola e rosso – indossate sopra i jeans. Ma, giuro: questa mattina prima di uscire non ci siamo messe d'accordo!

Finalmente una milanese di buon umore: la sua allegria e il suo sorriso ci hanno contagiato per tutta la mezzora successiva. Fino all'ora X, l'ora del rientro dalla nostra passeggiata.
Ma domani è un altro giorno e altri colori ci attendono.

Grazie, signora! E buona giornata...

sabato 8 agosto 2009

venerdì 7 agosto 2009

Voi siete qui.

Voi siete qui, o meglio lì da qualche parte...



Ma dove sono finite byc? Eccole!
Sento le loro risate spensierate accompagnate dal richiamo del Muezzin; vedo i loro occhi brillare tra la polvere del deserto; i loro occhi si preparano alla notte, la notte più stellata del mondo.

Vedo le loro mani destreggiarsi con maestria tra le stoffe e le cianfrusaglie dei Souq e i loro sguardi ammiccare per ottenere il prezzo migliore. Vedo le loro bocche bramanti di tajina e di cous cous, sedotte da una miriade di spezie. Sento i loro cuori traboccanti di emozioni e le loro menti gremite di sensi davanti all'eleganza e al fascino delle città imperiali.

Intuisco il loro amore nei confronti dei bambini che incontrano lungo il loro cammino. Il bambini che giocano, osservano e sorridono. Immagino la loro curiosità verso un popolo così accogliente e così diverso. Così ricco e così umile. byc torneranno presto dal Marocco, più in forma che mai, e si porteranno dietro una scia nuova, una scia colorata e molto speziata!

Eccole... di nuovo... Laggiù, le vedo! le vedete? Lì sulla strada...
b - "…dobbiamo andare e non fermarci mai finche’ non arriviamo."
y - "per andare dove, amico?"
b "non lo so, ma dobbiamo andare…"

venerdì 31 luglio 2009

Felicità





"C’è un’ape che se posa su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa".

(Trilussa, Felicità)

sabato 25 luglio 2009

Giacca a vento

Come tutti i bambini piccoli, la mia nipotina va a letto presto e si sveglia di buon mattino. Una bella colazione e poi… a vestirsi!


L’estate permette di giocare all’aperto, correre, saltare: è ora di prepararsi e scendere in giardino.

Lei: “Mamma, questa mattina mettiamo la giacca".
La sua mamma: “Ma siamo a luglio!"
Lei: “Noo! Non siamo a luglio, siamo a casa mia!"

giovedì 23 luglio 2009

Richiesta di nuovi post

Mi piace molto andare a cena dalla mia nipotina, c'è sempre qualche frase birichina da postare alla prima occasione.
E mercoledì sera zia Byc le ha chiesto: "Guarda che mi devi dare qualche nuovo spunto".
Per il blog, ovviamente. Ma questo non gliel'ho detto.
Lei, come fosse pienamente consapevole dell'argomento: "Aspetta, prima devo fare la pipì".
Zia Byc: "Ti accompagno?"
Lei: "Nooo, non c'è bisogno!"

mercoledì 22 luglio 2009

NonnoSaggio fa giardinaggio


NonnoSaggio ha il pollice verde e tanta esperienza più di zia Byc nel coltivare le piante. La sua passione lo ha portato a frequentare con successo un corso di bonsai insieme alla Nonna. Il loro terrazzo è una meraviglia: piante grasse, ciclamini, piante piccole e grandi che si alternano in fioriture stagionali. Da ultimo si è aggiunto un cedro che ho acquistato 2 mesi fa durante un week-end al mare. Anche questo sta già dando grandi soddisfazioni: sono spuntati i primi frutti che presto potremo assaggiare.

Il terrazzo è anche la passione della nostra nipotina. Quando è dai nonni si aggira furtiva tra le piante e con aria furbetta comincia a toccare or qui or lì. Qualche pianta ha le spine – l’abbiamo messa in guardia – ma sono soprattutto i colori dei fiori ad attirarla. Così, pur non conoscendo il “m’ama non m’ama”, gioca a strappare i petali dei fiori che trova a tiro!

NonnoSaggio ha il terrore della nipotina-strappa-fiori, che sorride sotto i baffi quando lui affettuosamente la sgrida. D’altra parte anche questo è un gioco!

martedì 21 luglio 2009

Il bello di avere le piante

















Mi è sempre piaciuto fare giardinaggio, giocare con i covoni d’erba tagliata, e quell’inconfondibile profumo d’erba che accompagna i lavori in giardino. Qualche volta può capitare di sentirlo anche in città quando a primavera rinnovano le aiuole.

Così, dopo aver testato le mie abilità di giardiniere-cittadino, di anno in anno ho acquistato nuove piante per il balcone di casa, preferendo quelle sempre verdi da esterno che resistono a tutto. Sono ancora molto dispiaciuta di aver contribuito alla dipartita di un hibiscus ad alberello, bellissimo, come se ne vedono pochi. Ma, si sa, non tutte le piante sono uguali: a ognuna la sua cura.

Il bello di avere le piante è che, quando passeggi sotto casa e guardi in su, i balconi fioriti donano sempre quel non so che a tutto il condominio. E, più sono curati, più il palazzo si impreziosisce. A proposito di condomini, apriamo una parentesi (sì, lo so, ci vorrebbe più d’una parentesi).

Non molto tempo fa, una mia cugina – dal carattere piuttosto vivace e spiritoso fin da bambina – mi raccontò che nella sua palazzina c’era una vicina che aveva sempre un parapetto fiorito, era sempre splendido e colorato, mentre il suo non era altrettanto bello, anzi piuttosto spoglio, perché probabilmente non era portata per il giardinaggio. Sembrava ci fosse una sorta di gara... Così un giorno, per non essere da meno, raccolse tutti i fiori caduti dai balconi e li distribuì sul parapetto del suo balcone...

Per una volta aveva anche lei il balcone fiorito!

giovedì 16 luglio 2009

La musica è di casa



Premessa.
Il suo papà suona la batteria.

La mia nipotina: "Domani vado a comprare la batteria.
Anzi, no, no, no: il papà va a comprare la batteria.
Io compro la chitarra e faccio blim blim".

venerdì 10 luglio 2009

L’arte di aiutare con pazienza



4 luglio: Independence Day, mi direte. E invece…
preavvisata da una mail, rispondo al richiamo dei saldi, subito, il primo giorno e corro all’Ikea, prima che qualcuno “rubi” il mio armadio.
Arrivata nel reparto armadi-guardaroba prendo il numerino e attendo al desk informazioni: davanti a me solo 3 persone. Dopo pochi (lunghissimi) minuti un ragazzo simpatico e molto cortese (mi dà anche del tu, incredibile!) mi risponde: “L’armadio H…. è disponibile, è composto da 3 pezzi, lo trovi nella corsia XX, scaffale YY”. Grazie!
Prendo il carrello più grande e via! Arrivata allo scaffale carico – anzi carichiamo, sono con un’amica – 3 pesantissime scatole: l’armadio è un po’ ingombrante, misura 110 cm x 61 cm x 198 cm (h). Inutile dire che pesa TANTISSIMO.
1° obiettivo raggiunto: ho l’armadio bianco.
Mi accingo al pagamento alle casse veloci fai-da-te: faccio tutte le operazioni da cassiera provetta, ma scopro che l’articolo non è in saldo. Chiamo l’assistente di cassa, rifacciamo le operazioni insieme: niente, l’articolo di quel colore non è scontato. Minuto di rabbia… lo prendo comunque. Esco.
2° obiettivo raggiunto: ho pagato, è mio!
Arriviamo alla macchina: ovviamente non è una station wagon. Per caricare le scatole cominciamo a escogitare qualcosa, armeggiando con i sedili. Subito veniamo accerchiate da premurosi “aiutanti” che si aggirano nel parcheggio: sono almeno tre. Cominciamo ad abbattere i sedili posteriori: non basta. Abbassiamo lo schienale del sedile anteriore e sfiliamo l’appoggia testa. Ora c’è la lunghezza giusta (1,98 cm) per infilare la prima scatola.
Nel frattempo allontaniamo i primi due “aiutanti” del parcheggio, chiudiamo le portiere e le riapriamo per schivare le macchine che cercano di parcheggiare proprio nei posti di fianco a noi: ma non potevano aspettare un attimo?!!! Tensione…
Procediamo con la seconda scatola. La appoggiamo sopra alla prima e la facciamo scivolare. Non ci sta: 20-30 cm rimangono fuori perché lo spessore di entrambe le scatole arriva a toccare il tetto della macchina. Si avvicina il terzo “aiutante”: non riesco a capire quello che dice, ma non importa perché un po’ seccata gli rispondo che non abbiamo bisogno di aiuto. Lui si sposta e resta ad osservare. Aspetta che facciamo altre prove… si avvicina di nuovo, ripete quello che aveva detto poco prima: di nuovo non capisco e di nuovo gli ripeto che non abbiamo bisogno. La tensione sale…
Lui molto deciso non ascolta più le nostre rimostranze, apre la portiera anteriore. Mi precipito a spostare le borse appoggiate all’interno: non si sa mai, ho sentito di vari furti nei parcheggi…
Procede premendo la maniglia sotto al sedile e lo fa scivolare in avanti, permettendo allo schienale di abbassarsi ulteriormente. Ora c’è lo spazio per le altre scatole.
Sorrido, mi scuso, lo ringrazio.
L’aiutante: “Tutte cusì le donne italiane, tutte uguali”.
Poi amichevolmente alza una mano e battiamo un cinque.
Aggiunge: “Siccome siete donne vi ho aiutato, se eravate uomini no”.
Non so chi sei, non so come ti chiami, non so da dove vieni, so solo che hai avuto la santa pazienza di aiutarmi. Grazie!

P.S. Dove si è accomodata la mia amica-passeggero?! Non lo saprete mai!

giovedì 9 luglio 2009

Raccolte



Raccolta di figurine, francobolli, farfalle,
raccolta di tappi, lattine, bottiglie,
raccolta di adesivi, gomme profumate, matite,
raccolta di splendide conchiglie.

Ma quante sono?!!

Riconoscete questa raccolta?
Si che la riconoscete...

...e non ditemi che non l'avete fatta anche voi!!

P.S. E sì, i tempi cambiano e cambiano anche le raccolte: ma io non sono più aggiornata!

mercoledì 8 luglio 2009

Il dromedario e il cammello

(di Gianni Rodari)



“Una volta un dromedario, incontrando un cammello,
gli disse: – Ti compiango, carissimo fratello:
saresti un dromedario magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose: – Mi hai rubato la parola.
È una sfortuna per te avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere un cammello perfetto:
con te la natura ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela durò tutto un mattino.
In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino
e tra sé intanto pensava: – Poveretti tutti e due,
ognuno trova belle soltanto le gobbe sue.

Così spesso ragiona al mondo tanta gente
che trova sbagliato ciò che è solo differente.”

martedì 7 luglio 2009

Una sgridata si trasforma in...
sommessa risata


Premessa.
Domenica a pranzo con nonni, zii e nipoti.

La sua mamma, con tono severo:
"Adesso stai seduta con noi a tavola, se ti alzi un'altra volta hai finito di pranzare, non mangi più".


Lei, seria, fissando la sua mamma negli occhi:
"È un mio problema".

... e dire che ha solo due anni e mezzo! ...