sabato 24 aprile 2010

Avrebbe potuto non accadere invece è successo.

Sono caduta. Ero uscita dall'ufficio, teatro di un'altra estenuante giornata di pressing gratuito, ardua competizione e complicate relazioni interpersonali e stavo andando a recuperare la macchina con cui attuare la fuga, scendendo la rampa di accesso al garage, in una mano l'ombrello nell'altra la sporta della spesa con cui mi ero allegramente intrattenuta in pausa pranzo. Non ricordo a cosa stessi pensando in quel momento ma solo una paio di sere prima percorrendo quel tratto, lasciatami alle spalle la stessa assurda realtà stavo pensando, dopo aver ispirato a pieni polmoni per dare enfasi al momento, che 'dovrei imparare a godere di ogni attimo e non di trovarmi a sperare di poter vivere quello dopo'. Ecco non so se fosse l'epilogo a quel pensiero o la degna chiusura della giornata di venerdì, non ho fatto in tempo a capire né tantomeno ho rivisto i fotogrammi della vita passata, sono slittata con le suole bagnate e invece di seguire docile la fisica e cadere sul deretano ho ostinatamente spostato il baricentro in avanti e con la spinta della discesa, senza che il corpo opponesse un minimo di istinto di conservazione né di sopravvivenza sono caduta in avanti sul solo ginocchio sinistro mentre l'ombrello rotolava in avanti e la mano destra trovava morbido atterraggio su uva e prosciutto. Rialzandomi ho imprecato come non si addice ad una signora ma in quel momento mi sa che signora non ero, con i jeans strappati sul ginocchio, leggermente bordati di sangue, i capelli lievitati per l'umidità e l'espressione dolorante. In piena scalmana con le gambe malferme mi sono liberata di tutto, maglione, sciarpina e borsa. Ho abbassato i finestrini e impostato l'aria condizionata al massimo tentando di non cedere allo svenimento. Sono andata verso casa, passando in farmacia a prendere del ghiaccio secco prima che mi si gonfiasse del tutto il ginocchio, pulsava dannatamente e da un momento all'altro pensavo esplodesse come quello di Hulk lacerandomi i pantaloni e scagliandone lontano i brandelli, poi sono andata da nonna ragno a farmi curare, nello spirito. Ieri mattina al risveglio sembrava tutto meno grave, quasi divertente, poi aprendo il frigo ho visto il sacchetto delle barbabietole alla julienne aperto e ho ricordato l'indecorosa veemenza con cui sono rovinata a terra prima e sul sacchetto dopo, facendolo scoppiare. Ed è stato allora che mi sono chiesta "Mi avrà visto qualcuno?"

giovedì 22 aprile 2010

Una babysitter da favola (need a babysitter today?)

Le favole del Fiocco Gigante | 13


Una volta, a Bologna fecero un palazzo di gelato proprio in Piazza Maggiore, e i bambini venivano da lontano a dargli una leccatina.
Il tetto era di panna montata. Il fumo dei comignoli di zucchero filato, i comignoli di frutta candita. Tutto il resto era di gelato: le porte di gelato, i muri di gelato, i mobili di gelato. Un bambino piccolissimo si era attaccato ad un tavolo e gli leccò le zampe una per una, fin che il tavolo gli crollò addosso con tutti i piatti, e i piatti erano di gelato al cioccolato,il più buono.
Una guardia del Comune, ad un certo punto, si accorse che una finestra si scioglieva. I vetri erano di gelato alla fragola, e si squagliavano in rivoletti rosa. “Presto!” gridò la guardia. “Più presto ancora”. E tutti giù a leccare più presto, per non lasciare andare perduta una sola goccia di quel capolavoro. “Una poltrona!” implorava una vecchiettina che non riusciva a farsi largo fra la folla.
“Una poltrona per una povera vecchia. Chi me la porta? Coi braccioli, se é possibile”. Un generoso pompiere corse a prenderle una poltrona di gelato alla crema e pistacchio, e la povera vecchietta, tutta beata, cominciò a leccarla proprio dai braccioli.
Fu un gran giorno, quello e per ordine dei dottori nessuno ebbe il mal di pancia. Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro gelato, i genitori sospirano: ” Eh, già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna”.

Il palazzo di gelato. (Gianni Rodari, Favole al telefono)

mercoledì 21 aprile 2010

Io qui ci sono stata!


... e ho avuto l'unica crisi di panico di tutti i miei oramai quasi finiti trentanove anni!!!
Ero proprio lì sulla punta... mi sono stesa ho guardato giù ed è stato bellissimo non avrei più smesso di guardare. Poi mi sono girata e non ho più avuto il coraggio di rifarlo. Anzi... avrei tirato tutti per i piedi per allontanarli e salvarli prima che cadessero... Così mi sono seduta dando lo spalle al mozzafiato e unico spettacolo della natura. Aspettando di ritrovare la mia solita agitata tranquillità!

http://www.flickr.com/photos/21410365@N05/2185811545

lunedì 19 aprile 2010

Io ti amo.

Ballate di Stefano Benni


Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempira l’universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un tuo solo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sara ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

mercoledì 14 aprile 2010

Spazio dedica(to).



RICICLO D'AUTORE, FASHION ART DESIGN
giovedì 15 aprile dalle ore 18,30 inaugurazione della mostra
aperta fino a domenica 18 (h10,30-20,30) allo Spazio Asti 17 (MI)

Perché é un'amica.
Perché le sue creazioni meritano interesse.
Perché la collezione si chiama REBIRTH ed è di buon auspicio per tutti.
Perché anche lei è il caos.

In bocca al lupo Magda da NHV!

martedì 13 aprile 2010

Saper leggere


Leggere significa identificarsi con l'amante e con il mistico. Leggere significa essere un po' clandestini, abolire il mondo esterno, spostarsi verso una finzione, aprire le parentesi dell'immaginario. Leggere significa spesso ammalarsi (nel senso proprio e in quello figurato). Leggere significa stabilire una relazione attraverso il tatto, la vista, l'udito (le stesse parole risuonano). Si legge con tutto il corpo... il piacere viene dalla gioia dell'attesa (attesa che spesso si riduce alla suspence). C'è narrazione, vita, durata. Vi è la certezza di conoscere il seguito, ma nello stesso tempo assenza di seguito. Il lettore allora fugge, ma è trascinato avanti. Egli è in balia delle pagine. La sua attesa sarà premiata. La gioia dipende dal numero di pagine ancora da sfogliare.

Lionel Bellenger, Saper leggere

illustration by Jeannette Woitzik

lunedì 12 aprile 2010

Mariposa! ...a questo post manca però il filmato!

sono 3 notti che non dormo lalla
sempre penso al mio galletto lalla
l'ho perduto lallà
poveretto lallà non lo posso + trovar...
ho girato l'inghilterra lallà
e poi tutta la germania lallà
poi la francia lallà
poi la spagna lallà
fino in cima del perùùùùùùùùùùù
a voi donne io lo chiedo lallà
se per caso lo trovate lallà
con bel garbo lallà
lo prendete lallà
lo portate qui da me
ha le ali argentate lallà
e la coda colorata lallà
allunga il collo lallà
allarga il becco lallà e poi fa: chicchirichììììììììì!

domenica 11 aprile 2010

Ringrazio i ladri.

Ringrazio i ladri per avermi offerto la possibilità di rivalutare la mia biancheria. Aver capovolto e rovesciato sul pavimento il contenuto di cinque cassetti 60x40cm e tre ripiani dell'armadio mi ha aiutato a fare nuove considerazioni sul guardaroba. Oltre al fatto che hanno azzeccato la stagione, in Primavera si dà comunque una rinfrescata a tutto quel che capita a tiro. E così oltre a sterilizzare la mia camera da letto, il bagno e la sala che non fa mai male sto anche passando in rassegna tutti i capi stoccati da una vita a questa parte, sopravvissuti anche a 2 o 3 traslochi, (sì perché quando fai trasloco parti in anticipo e ai primi 10 scatoloni applichi strategia e buonsenso ma dall'undicesimo sei già in ritardo, non esiste più alcuna cernita e passi allo stadio "porto tutto poi al massimo butto dopo").
Ringrazio i ladri per avermi ricordato quali persone meravigliose io e Hulko abbiamo vicino, da mio fratello che neanche 5 minuti dopo era a casa nostra a rimontare porte, ante e a cancellare le loro orme, agli altri familiari e agli amici, ognuno a modo proprio.
Ringrazio i ladri per avermi fatto apprezzare di avere un riparo dalle intemperie e un luogo caldo dove ritirarmi tutte le sere. Abbiamo dormito fuori casa le due notti successive e con indosso la camicia da notte di mia mamma il pensiero è andato a quelli che la casa la perdono del tutto, magari a causa di un terremoto, e che ad un certo punto della vita non hanno più un posto in cui rientrare. Io ho dovuto pulirlo, che sarà mai in confronto?
Ringrazio i ladri per avermi riscattato agli occhi di mia madre, il disordine paga. Un paio di oggetti di valore sono riusciti a scampare alle loro grinfie poiché sepolti nella marea di carte, cartine e cartacce che accatasto nell'attesa di chissà cosa, (oltre alla chiave della cassaforte, chiusa ma vuota, sono un genio lo so, che ho faticato io stessa a rintracciare).
Ringrazio i ladri per avermi dato qualcosa di nuovo di che sorridere, magari non subito ma qualche ora dopo sì, anche con i colleghi ai quali ho spiegato che il mio abbigliamento aveva subito una violenta trasformazione perché ero obbligata a scegliere gli abiti fra quelli appesi, gli unici sopravvissuti al passaggio degli unni. Così c'è stato chi ha apprezzato i risultati "Certo che il 'rimpasto' ha giovato alla tua mise!" e chi mi ha strappato un sorriso dicendomi "Ah hai caldo, credevo ti avessero rubato anche i collant!?"

martedì 6 aprile 2010

5 aprile 2009


Tra le chiese e le case vanno (ri)costruite prima le case,
perché Dio non ha freddo.

Adriana Zarri, teologa e scrittrice cattolica


si ringrazia per la foto http://www.flickr.com/photos/anighitwithyou/3425334576/

lunedì 5 aprile 2010

nonhovalentina e la pasqua.


il navigatore al mugello si perde
si viaggia a ricordo - il gruppo è concorde
nel fitto di faggi e castagni in contrada
si gonfia nel buio un istrice in strada

mattina di pasqua: com’è tradizione
con l’ova passate alla benedizione
il freddo si rompe con vino e salame
(e il guscio tradisce l’agnostica. infame!)

poi chiacchiere, dolci, maestre e pittori
mosaici, saggezze di nonni e colori
intanto si segue, seppure a distanza
chefBarluz che arreda la sua indipendenza

la via verso casa è diluvio e poesia
con hulko assopito in braccio alla Zia
si appunti: è a sera, fra dubbi e memorie
che mammyx promette di scrivere storie :)



sabato 3 aprile 2010

Una babysitter da favola (need a babysitter today?)

Le favole del Fiocco Gigante | 12

L'anno scorso a Pasqua, in casa del professor Tibolla, dall'uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un'antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme: Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
- Come siete indietro su questo pianeta, - osservò, - qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì.
- Di questo mese? - domandò il professor Tibolla.
- Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque.
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava: - Che seccatura! Che brutta seccatura.
- Cos'è che la preoccupa? - domandò la signora Luisa.
- Avete rotto l'uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo. - Ma noi l'uovo l'abbiamo comprato in pasticceria.
- Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino.
- E l'equipaggio?
- Sono io anche l'equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello.
- Be', colonnello è più che capitano.
- Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere. La mia missione è fallita.
- Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava.
- Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente segreto si fosse fatto vivo.
- Interessante, - disse il professore, - avete anche degli agenti segreti sulla Terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia?
- Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro.
- Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti.
- Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni.
- E' piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo.
- Lei dimentica, caro professore, che. lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell'astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino.
- Toh, - disse il figlio maggiore del professor Tibolla, - proprio come me.
- Pura coincidenza, - sentenziò il cosmopulcino. - Si chiamerà Gino e avrà trentatre anni. Dunque, in questo momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni.
- Guarda guarda, - disse Gino, - proprio la mia età.
- Non mi interrompere continuamente, - esclamò con severità il comandante dell'uovo spaziale. - Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e gli altri membri dell'equipaggio futuro, per sorvegliarli, senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve.
- Cosa, cosa? - fece il professore. - Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?
- Mica tanto. Primo, non li abituate all'idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell'universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto...
- Scusi comandante, - lo interruppe la signora Luisa, - come si chiama di cognome quel vostro Gino?
- Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino Tibolla.
- Ma sono io! - saltò su il figlio del professore. Urrà,
- Urrà che cosa? - esclamò la signora Luisa. - Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo...
- Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Gino.
- Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch'io.
- E l'uovo? -domandò con un sospiro la sorellina di Gino.
- Ma lo mangiamo subito, naturalmente.
E così fu fatto.

Il pulcino cosmico. (Gianni Rodari, Favole al telefono)

Odio le Rose

"Portami lontano da quaaaa!"

Il mio carattere scuro non mi impedirà di sentire la luce e assorbirne ogni frequenza per confermare il mio nero, mi passerai in ogni fibra, sono carattere di lava, basta poco per bruciare in superficie.
Cazzo, la mano mi va sugli occhi perchè riesco solo a intuire i tuoi contorni in controluce, contro-luce.
Avrò le mani forti e ruvide ma davanti al tuo seno cederanno come un fiore d'orchidea alla primavera, si spaccherà la crosta lavica e forse vedrai il rosso che odora di passione e..

..Finisce la sigaretta, senza pietà la butta a terra..cazzo, è arrivato il mio fottutissimo tram!

[giada]

venerdì 2 aprile 2010

Questo è un post tardivo.



Nasceva per la festa del papà ma abbiamo lasciato che altri episodi ci distraessero e come sempre succede la vita è andata avanti e ne ha cambiato i contorni. Migliorandoli.
Volevamo dedicare un pensiero a un carissimo amico di famiglia scomparso anni fa pubblicando le righe apparse sul giornale del posto, scritte indubbiamente da chi come noi aveva avuto il piacere di incontrarlo. Temevo però che potessero non intendersi completamente ma rileggendolo sono certa che non solo si capisca che persona meravigliosa fosse ma che si possa arrivare anche rimpiangere di non essere stato un suo allievo o di non aver avuto la fortuna di chiacchierare con lui sotto il pergolato. Io e i miei fratelli siamo stati spesso ospiti suoi e della moglie Pina che inutile dirlo era persona altrettanto profonda e generosa.
La genetica, la tradizione e la cultura ci hanno regalato i loro figli e i loro nipoti e così oggi sorrido davanti alla foto di Hulko che posa impavido e quasi credibile sulla sponda del fiume che scorre ai piedi della dimora ringraziandoli mentalmente della ricca eredità che gli regalano.



http://www.casascheda.com/

BUON COMPLEANNO IDA!

giovedì 1 aprile 2010

Le tre parole più strane.


Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.


Wislawa Szymborska, poetassa polacca
Discorso all’ufficio oggetti smarriti, Le tre parole più strane

martedì 30 marzo 2010

Al ladro! Al ladro! 2



Un oggetto, anche se non ottenuto con il furto,
è tuttavia come rubato se non se ne ha bisogno.
Dice Gandhi.

Ma... Ma a me servivano...
Quindi è furto?!
:-S

Rubare è un mestiere impegnativo ci vuole gente seria, mica come voi! Voi, al massimo... potete andare a lavorare!

senza titolo o senza parole?!

sabato 27 marzo 2010

tanto per fare chiarezza, signori ladri.




chi ha detto che mammyx possiede un tesoro
ha acceso le mire di qualche girfalco
tu vagli a spiegare l'errore sonoro -
non erano oggetti: parlava di hulko...


giovedì 25 marzo 2010

Le mamme...

Le mamme stringono le mani dei loro bimbi per un po'...e i loro cuori per sempre... (Patrizia Rondinelli)

pink!



grazie al caso e a @ilcaso

martedì 23 marzo 2010

forse hanno ragione loro....

Cara Milana, come si fa a rallentare il tempo?
Internazionale 791, 16 aprile 2009


Io ci ho provato in tanti modi: scrivendo un diario, guardando la luna tutte le sere, ricordandomi ogni particolare, ogni dettaglio, rallentando il ritmo. Direi che più andiamo veloci noi e più veloce va il tempo. Quindi se ci fermiamo, si ferma anche lui.
Quello che funziona meglio per me è passare un pomeriggio in giardino a non far niente. È il modo ideale per immagazzinare tempo. Ma onestamente non riesco a farlo spesso, giusto qualche giorno d'estate. Anche leggere romanzi, quelli lenti, quelli pesanti d'inizio secolo, favorisce la sensazione che tutto sia fermo.
S'illude chi crede che fare tutto velocemente ti farà trovare del tempo per te. Il tempo è sempre qui, come se aspettasse che ci si accorga di lui. Il tempo c'è sempre, anche più di quanto immaginiamo. Per saperlo cogliere bisogna essere un po' filosofi, cosa non troppo difficile per me, un po' malinconici, cosa che mi capita spesso, e anche un po' persi nel mondo, e questo mi viene assolutamente naturale.
Virginia Woolf scrive della cattiva abitudine umana di sbriciolare il tempo in ore e minuti. Proust ha dedicato tutta la sua opera magna alla "cattura del tempo". Bachelard osserva come il tempo passi più lento per i bambini che giocano in soffitta. Chi sa di mantenere vivo dentro di sé il sentimento del gioco spensierato riuscirà a rallentare il tempo, dice Bachelard. E ha ragione. Provare per credere.

Milana Runjic, scrittrice croata



Ieri ho ricevuto questa mail in risposta a una mia mandata circa una settimana prima:
"Ciao lù*
La vita è un casino - stop.
Qui sempre di corsa, ma non so dove stiamo andando...così di corsa. Bho!
Hanno scelto l'invito ma anche loro non lo trovano più.
Siamo invitati all’inaugurazine, non mi ricordo quando, ma andiamo.
Pasqua è tra due settimane ---> organizzare bischerata in barca con tanti amici.
Parco delle 5 terre
Baci
Sentiamoci
Ps scrivi per avere risposte sull'invito"

Questo invece il messaggio/frase tipo con cui da mesi oramai chiudiamo/apriamo e chiudiamo i tentativi di comunicazione io e una tra le mie più chiare amiche. Oramai ci ridiamo anche, riusciamo a doverla dire più volte lo stesso giorno...
"Adesso non riesco. Sono di corsa. Proviamo a sentirci più tardi? O male che vada magari domani che sono pi libera almeno ci parliamo con un po' più di calma."

Questa invece la lista "principale" (si abbiamo anche una seconda, terza...) delle cose che non sono riuscita a fare, nonostante me lo fossi ripromessa e che rimando giorno dopo giorno:
-scrivere la mail a Rita
-chiamare Paola& Antonio e sapere come sta il "nuovo, piccolo" Michele
-scrivere la dedica a Chela
-comprare il libro che papà mi ha chiesto
-andare a vedere la partita di sabato di Hulko (ha anche vinto)
-aggiungere anche qualche parola alle 'emoticons' con cui replico a buona parte dei messaggi che ricevo, ad Inaki per esempio
-sentire la mia adorata LAPA e capire come se la cava nel nuovo ruolo di mamma
-innaffiare le piante (siamo a due settimane, sono un'assassina)
-rispondere a una mail di una cara ex collega che aspetta lì da oramai settimana (sono un mostro)
-organizzare il pigiama party con le amiche con le amiche
-ah diamine anche Zilio
poi ci sono tutte quelle cose che so già che non farò perche detesto farle e non aver tempo è un'ottima scusa:
pulire il garage, controllare gli estratti conto della banca, mettere ordine tra le vecchie foto (quelle di quando ancora non esisteva il digitale), cucire il bottone di una camicia "caduto" a settembre", organizzare il viaggiopremio per i miei 40 anni,
andare dall'elettrauto (sono senza una luce da due settinmane oramai..)
La lista del "to do" lavorativa l'ho omessa di proposito.

Forse, anzi sicuramente, hanno ragione loro. Anche se, citando un ragazzo molto saggio, "non conosco, e credo, non esista la verità. Mah! Boh! non so......ho scritto di getto... e comunque in alcuni periodi, per avere la certezza del contrario, può essere molto piacevole anche "sailing slow and live fast"





*(ovvero me LaZia)

i refusi non verranno corretti né oggi né mai perchè non ho tempo

lunedì 22 marzo 2010

Sir Charles Spencer Chaplin


Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore. La vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama. Vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.

Charlie Chaplin,(1889 - 1977)
Regista e attore inglese

domenica 21 marzo 2010

Fischiati ad Hulko i primi 2 falli della vita.

Alle 10.30 del mattino di ieri mia mamma entrata in casa mia da soli 4 minuti e 56 secondi mi ha tacciata di acidità. Mi sono dovuta difendere ricordandole che mi aveva appena pianificato l'avvenire, e con me ai miei fratelli, mio figlio, mio padre, la nostra amica LaCompagnadibanco,e non ricordo con certezza ma forse anche ai vicini di casa e che io nello stesso lasso di tempo le avevo forse dato il buongiorno e mugugnato qualche altra sillaba introduttiva e che avrebbe dovuto consentire di riattivare le sinapsi e raccogliere le idee prima di chiedermi conto del futuro di tutti.
Questo è stato l'esordio di sabato a cui sono seguite 3 ore e 30 di trasferta per torneo a 4 di minibasket. Hulko sedeva fra i suoi compagni di squadra mentre io e NonnaRagno sugli spalti in mezzo ad altri parenti accomunati dallo stesso destino divertente e pieno di aspettative.
Oltre 2 ore 'deretano contro deretano' a disquisire del quasi nulla cosmico,
"Agli allenamenti non gliela faccio più indossare la maglietta a mezze maniche sotto la canotta."
"Sì, mamma."
"Comunque anche gli altri si deconcentrano come lui, sono ancora piccoli."
"Sì, mamma."
"Bisogna chiamare l'allergologa."
"Sì, mamma."
"Te l'ho già detto che l'altra nonna che incontro sempre agli allenamenti ha già 70 anni?"
"Sì, mamma."
"Secondo te cosa intendeva tuo fratello quando l'altra sera mi ha detto 'Mamma ti ho vista guidare!'?"
"Non lo so, mamma."
"Tuo padre fa sempre così, è l'eterno indeciso."
"Sì, mamma."
"Non abbiamo portato la macchina fotografica."
"E' vero, mamma."
"Avresti dovuto dirmelo l'avrei chiesta a tuo fratello e se fosse venuta LaZia lei l'avrebbe portata."
"Sì, mamma."
"Sai che anche la mamma del numero 12, (amico di Hulko perché altrettanto bradipo) è separata?"
"No, mamma."
"Questo è il secondo marito e anche sua mamma (la di sopra 70enne) è separata."
Acuisco un po' l'attenzione ma non mi dà tempo,
"Pensavo di preparare la borsa blu da portare in treno."
"Sì, mamma."
"Mancano solo i quaderni dei compiti e qualche gioco, tanto è un diretto non dobbiamo neanche cambiare."
"Sì, mamma."
"Non mi hai detto se va bene la tovaglia che ti ho dato oppure se preferisci quella dai toni più caldi?"
"Va bene quella, mamma."
"Hai chiesto a Hulko se ha voglia di fermarsi a dormire da me giovedì? Tanto per tornare dagli allenamenti posso chiedere la macchina a tuo fratello, dice sempre che posso prenderla se mi occorre, tengo le chiavi in borsa."
"Sì, mamma."
"Martedì lo porto a tagliare i capelli."
"Sì, ...mamma."
"Domani preparo il ragù preferite venire a pranzo o a cena?"
"A pranzo, mamma."
"Li voglio schiarire ancora un po' così ...scarica il rosso ... poi voglio fare i colpi di sole, perché ..."
Nel frattempo i nanetti urlanti e sudati si contendevano la palla e con essa tutto il carico di gloria e io spossata e intontita ho lasciato, per qualche secondo, che un maturo fondo schiena tornito, fasciato da jeans chiari, mi distraesse e rinfrancasse.

venerdì 19 marzo 2010

Festa del papà

"Non mi ha detto come vivere:
ha semplicemente vissuto
e ha lasciato che lo osservassi"

Clarence Budington Kelland



Auguri papà!!!!

nella tua vita...




Nella tua vita arriva una persona e tu senti che è l'altra parte di te, quella che ti mancava. Potrebbe essere giovane, vecchio, potrebbe essere una persona del tuo stesso sesso o di cinquanta colori diversi. È la tua casa. E tu improvvisamente ti senti completa. Intera.
Silvio Muccino, attore

la foto è stata gentilmente "rubata" a Quizz

giovedì 18 marzo 2010

Giornata mondiale della poesia



Domenica 21 marzo 2010 giornata mondiale della poesia promossa dall'Unesco
Omaggio a Dino Campana a Marradi, Firenze

Con la possibilita' di viaggiare sul " treno di poesia" con partenza dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella alle ore 8.40, con arrivo a Marradi-Palazzuolo sul Senioalle ore 10.03, con interazioni poetiche a cura del gruppo pedalate letterarie della biblioteca del palagio di parte guelfa di Firenze, che per l'occasione organizza un vagone con 25 posti bici. Consigliamo di partecipare all' evento con i testi dei canti orfici di del poeta Dino Campana, per le letture ad alta voce, da svolgere durante la giornata mondiale della poesia. Nei vari ristoranti del paese si potra' gustare la cucina Tosco Romagnola. I " treni di poesia" al ritorno dalla stazione di Marradi-Palazzuolo sul Senio sono previsti per le ore 16.57 con arrivo alle ore 18.11 a Firenze Santa Maria Novella, e il successivo alle ore 19 dalla stazione di Biforco frazione di Marradi con arrivo alle ore 20.11 a Firenze Santa Maria Novella.

Per informazioni:

Luca Leoncini +39 3391673774 del gruppo delle pedalate letterarie,
Biblioteca del plalagio di parte Guelfa di Firenze.
lucaleoncini@gmail.com

http://pedalateletterarie.wordpress.com/

Biblioteca del plalagio di parte Guelfa di Firenze
T +39 055 2616029
F+39 055 2616031
www.comune.firenze.it/comune/biblioteche/ppguelfa

www.comune.marradi.fi.it
www.mugellotoscana.it
www.pro-marradi.it
www.dinocampana.it
www.campanadino.it

mercoledì 17 marzo 2010

Freddezza d'animo.

Lozioexpiccolodifamiglia ha degli amici. E' trapelato nell'ambiente che lozioexpiccolodifamiglia abbia delle amicizie. Non se ne sa molto perché lui è estremamente riservato salvo ciò che la risoluta cacciatrice di taglie (imperativa la 44) de LaZia ha portato con sé rientrando dalle battute, foto, mail e numeri di telefono, senza che si sentisse minacciata dal ringhio basso de Lozioeccecc. Questo racconto de Lozioeccecc è però spontaneo e non estorto, un siparietto di Casa OcchiTurchesi fra la sua amica e la figlioletta 7enne.
"Come sarebbe a dire che hai dei compiti da finire?"
"Mamma non mi ricordavo, devo fare italiano."
"Sono le dieci di sera, dovresti dormire a quest'ora. Adesso li facciamo insieme ma non si deve ripetere più."
La bimba la guarda.
"E sei in castigo per una settimana, senza computer, senza televisione e senza maneggio."
Sono occhi negli occhi,
"Mamma ma una settimana sono 7 giorni?"
OcchiTurchesi fatica a mantenere la posizione ma è fondamentale non cedere,
"Sì, 7 giorni"
"Ah beh allora non sono tanti."

domenica 14 marzo 2010

SOLO PER OGGI.

di Papa Giovanni XXIII

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

Solo per oggi, Papa Giovanni XXIII

venerdì 12 marzo 2010

Cip cip lu meu giardinu (1968)




grazie alla mia preziosissima e per fortuna unica ;D lol Amicastalker ritascarpinato e alla sua dolce dedica

giovedì 11 marzo 2010

Se qualcosa può andare storto lo farà.

lunedì 08 marzo.

lunedì 8 marzo messo in agenda nella notte dei tempi.
ovvero a febbraio NonnaRagno e NonnoIlSavio decidono di prendersi un meritato riposo dal nipotesitteraggio e programmano una gita da venerdì 05 marzo a martedì 09 marzo. L'ortodontista di Hulko nel contempo ci dà appuntamento per il pomeriggio di lunedì 08 marzo. Annoto entrambe le variazioni sul tema. In ufficio si susseguono i giorni, si presentano nuovi impegni, si rendono necessari i turni, ci minaccia uno stormo di cavallette e programmano per l'08 marzo il ricovero pre-operatorio del padre della collega. Incamero mentalmente lo slittamento del controllo ortodontico a data da destinarsi e presenzio in ufficio ma a pochi giorni dal fatidico 08 marzo viene posticipato il ricovero. Torna in agenda il mio appuntamento.

lunedì 8 marzo rivisto e corretto. A metà della settimana i giochi sembrano fatti e fra me e me comincio a calcolare i tempi e penso che potrei strategicamente anticipare la timbratura di lunedì mattina alle 8,15 accompagnando Hulko a scuola alle 7.30 per ridurre al minimo le ore di permesso, faccio infatti, ormai si sa, un lavoro di estrema e vitale importanza (tono ironico) e ogni assenza ha grosse conseguenze sull'andamento economico nazionale. Ignoravo però che laMammadiStreghetta di lì a poco mi avrebbe domandato gentilmente di darle un passaggio per andare a fare gli esami del sangue alle 8.30 di lunedì 08 marzo (ma il 09 marzo finisce per caso il calendario Maya!?). Ricambio mentalmente la timbratura d'ingresso in azienda di lunedì e ricalcolo le ore di permesso. I nonni intanto partono e si fa sempre più fievole la possibilità di attuare il piano B.

lunedì 08 marzo un accanimento. Venerdì pomeriggio ricevo la mail del Kapo! che mi offre l'imperdibile opportunità di tenere una presentazione in sue veci lunedì 08 marzo dalle 14,45 alle 15.30. Accetto, inenarrabili infatti le prospettive di crescita professionali che ne possono conseguire (ma che non ne conseguiranno). Calcolo mentalmente i tempi di trasferimento fra la sala riunione e il parcheggio e decido di avere un margine sufficiente per raggiungere il cancello della scuola entro le 16.30.

lunedì 08 marzo peggio di così non può andare. Hulko si ammala nel week end o meglio racconta febbricitante e gongolante di essere stato l'unico a riuscire a schivare i controlli delle insegnanti uscendo in cortile senza giacca ottenendo in premio 'l'accidente' rivoltogli dal resto della classe. Pianifico, ripianifico, cambio prospettive, invoco qualche santo ma alla fine ne cavo poco, questo lunedì 08 marzo in qualche modo s'ha dà fa'.
Hulko finisce a scuola alle 8.25, laMammadiStreghetta e Streghetta (risparmiata dall'obbligo scolastico perché reduce da debilitanti dolori di pancia e affini) scaricate di fronte all'ambultorio alle 8.39 e la sottoscritta, impavida ma già un po' provata, raggiunge la macchinetta del timbro alle 09.00.

lunedì 08 marzo ormai senza controllo. Slitta impunemente l'orario della presentazione, dalle 15.15 alle 16.00. Stremata ricalcolo i tempi e a questo punto anche le forze, il risultato è che ce la posso ancora fare. Telefono a scuola e isterica ma camuffata da perfetta donna-manager & mamma dico che potrei tardare una manciata di minuti e che aspettassero di vedermi apparire almeno all'orizzonte prima di depositare sul marciapiede il nanetto. Mi presento fuori dalla sala riunioni spaccando il minuto ma non è libera, il mio intervento segue quello di una collega che si attarda ma non è colpa sua anche quello prima di lei e quello prima ancora e ... in effetti forse siamo tutti in ritardo sulla vita. Alle 15.28 busso discretamente e con un sorriso irresistibile chiedo gentilmente che mi lascino il posto. Entro alle 15.30 faccio il mio intervento, nel mentre mi telefona laMammadiStreghetta che si offre volontaria ma rifiuto non volendo approfittare del suo buoncuore e della sua pazienza e poi ho calcolato tutto (o quasi). Lascio la mia platea, confusa e felice, alle 15.59 rientro in ufficio, recupero borsa e giacca, lancio un paio di saluti e mi butto in corridoio. Passando di fronte al GrandeKapo! però mi illumino (non si dimentichino le grandi prospettive di carriera), ritorno sui miei passi e investo altri 120 secondi del mio tempo (con ennesimo ricalcolo mentale), illustrando gli esiti dell'incontro appena tenuto e delle mia evidente grande comunicativa. Riprendo la marcia verso il timbro e alle 16.07 metto fine alla giornata lavorativa. Salgo in macchina e arrivo di fronte la scuola alle 16.26 in netto anticipo e questo mi dà il tempo di riflettere sul fatto che posso migliorarmi sui 'ricalcoli'.

(to be continued)

martedì 9 marzo 2010

post interpretativo

9 Marzo, Festa della Donna

...

Buon ascolto :-)



Opera buffa



Passerà il nostro amore,
e poi cento e altri cent’anni,
poi saremo ricongiunti:

commedianti lui e lei,
e del pubblico gli amati,
finiremo sulla scena.

Una farsa con ariette,
qualche ballo, molte risa,
un buon quadro di costume,
molti applausi.

Sarai buffo certamente
sulla scena, un geloso
incravattato.

La mia testa in subbuglio,
il mio cuore e l’orgoglio,
sciocco cuore che è spezzato
e l’orgoglio calpestato.

E così c’incontreremo,
lasceremo, risa in sala,
sette passi, sette leghe
tra di noi c’inventeremo.

E quasi non bastassero
i dolori della vita
- ci uccideremo con le parole.

Poi faremo un bell’inchino
che alla farsa porrà fine.
Tutti a letto se ne andranno
divertiti da morire.

Loro – liete vite avranno,
e l’amore domeranno,
una tigre stesa ai piedi.

Noi – per sempre un po’ così,
con berretti di sonagli,
barbari dai loro trilli
incantati.

Wisława Szymborska
Opera buffa, Appello allo Yeti (1957)


grazie per la foto a Jsome1

lunedì 8 marzo 2010

scusi, in che direzione possiamo guardare? (2)

scusi, in che direzione possiamo guardare?



coi viola, in manifestazione a milano: nonhovalentina sostiene la legalità :)

domenica 7 marzo 2010

Insonnambulità.

Prima che l'influenza lo stroncasse e mettesse fine a quella che lui chiama insonnambulità, abbiamo passato altre allegre serate dove il suo incessante pellegrinaggio fra camera e sala ha superato la mezzanotte. Venerdì sera ho estratto il coniglio dal cappello,
- Sai Hulko quando i bimbi sono piccoli, se non riescono a dormire, si mette nella culla un indumento della mamma, così riconoscono il profumo e si addormentano.
- Mamma mi dai un tuo vestito?
Vado a prendere il top con cui ho dormito la notte prima e glielo metto fra le mani, lui lo avvicina al viso e si gira sul fianco pronto per il sonno.
Torno in sala. Passata una decina di minuti vado a controllare ma lo trovo sveglio. Vedendomi allunga la maglietta,
- Mamma il tuo odore è tossico.
Ma perché a me capita sempre 'l'opzione D' quella non contemplata nei manuali!?

sabato 6 marzo 2010

Incipriarsi il naso. (Parte II)

Credo che mi avrebbe tradita. Sono passate lunghe ore e del 'suo' passaggio non c'è traccia né all'interno del blog né nella mia vita. La pelle traspirando e trasudando nervosa si sarebbe aperta un varco fra il pulviscolo profumato così da presentarsi lucida e chiazzata. Inutile cipria. Inutile attesa.

martedì 2 marzo 2010

La Banda Bassotti.

per caso mentre tu dormi

per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno

Antonio Porta (1935-1989), poeta e scrittore italiano

lunedì 1 marzo 2010

ultime parole famose



"Non vedo l'ora che te ne vada di casa, così finalmente diventerai indipendente." Non ricordo le parole esatte ma il concetto era questo. Sono fuori casa da circa 10 anni oramai ed ecco quello che mi tocca 'portare a casa' almeno una volta alla settimana. Ma cosa sarà mai questa benedetta indipendenza?!