lunedì 30 novembre 2009

Avven(ta)to.

Un tempo indecente e un umore a tema. Ieri pomeriggio Milano, grigia e estremamente piovosa, non invogliava a grandi imprese così tutto quello che siamo riusciti a fare è stato raccoglierci in un gruppo di 4, infilarci in macchina e dirigerci verso il centro per un cambio-taglia-pantaloni-di-Hulko, (questa volta ho davvero esagerato nell'applicare la strategia a salvaguardia dell'economia familiare).
In macchina si tenta di conversare ma ognuno presta solo in parte attenzione agli altri. Il buio dell'abitacolo, la luce dei lampioni riflessa nelle pozzanghere e la consapevolezza che anche a non rispondere la chiacchierata continua il suo corso, ci portano lontano. Capto a malapena NonnaRagno che, rigida, con la borsetta fra le mani e sulle ginocchia (ecco da chi ho preso) indirizza al prodigo nipote - "Hulko la nonna ieri ti ha preso il calendario...i nonni sai, uhm ieri i nonni ti hanno preso il calendario." Le scappa sempre in prima battuta una punta di protagonismo di cui si pente nei secondi immediatamente successivi.
E lui - Ma nonna...
Lei continua il suo non-dialogo - E' già appeso in cucina.
Hulko finalmente trova la soluzione - Ah ho capito il calendario con i cioccolatini.

venerdì 27 novembre 2009

Astro nascente di NHV.

Nel caos ci ha appena raggiunti anche il piccolo Alessandro, ben arrivato! :-)



L'illustrazione (acrilici su cartone vegetale) è di LICE!
http://lindelebile.blogspot.com/

giovedì 26 novembre 2009

I sogni son desideri.

Sento trascinare una sedia, lo raggiungo divertita in cucina, l'ha accostata al mobile per arrivare al pensile dove riponiamo le pastiglie della fase-1 della terapia contro l'asma. E' tutto indaffarato con il blister fra le mani, a me cade l'occhio sul lavabo traboccante di piatti, pentole e bicchieri, allora mi volto e lo guardo ma devo alzare gli occhi perché da lì sopra mi sovrasta nettamente,
- Dai Hulko fai una magia. Io chiudo gli occhi e tu fai una magia e fai sparire tutto in lavastoviglie.
Così facendo li copro con le mani e lo sento ridere,
- Aspetta, aspetta non aprirli, "Abra-Cadabra fai che la mia mamma non sia più matta".

mercoledì 25 novembre 2009

Giornata Contro La Violenza Sulle Donne


25 novembre 2009

http://blog.donnamoderna.com/controlaviolenza/

martedì 24 novembre 2009

il pezzo che non avrei voluto dover mai scrivere.

Stiamo rientrando da una qualche commissione e siamo in macchina. Io osservo la strada e le sue dinamiche, ovvero tento di condurre a casa l'autovettura senza far danni a cose, persone e Demanio dello Stato. Lui rovista con le mani paffute nel cassetto del cruscotto alla ricerca di idee e spunti di riflessione. A poche curve da casa superiamo un motel,
- Cos'è un motel, mamma?
- Quando i camionisti che fanno lunghi viaggi per consegnare merci sono stanchi e vogliono riposarsi oppure quando si va in vacanza in posti lontani e ci vogliono molti giorni per raggiungerli, in un hotel si può affittare la camera per un giorno intero, in motel, invece, anche solo per poche ore.
- Come fa mia zia.
Io potrei profondere innumerevoli e concitate parole per tranquillizzarvi sul motivo per il quale Hulko associasse LaZia al motel, per evitare che possiate rimanere anche solo col dubbio...ma è talmente bello avere gli angoli delle labbra piegati lievi verso l'alto che non lo farò.

domenica 22 novembre 2009

olimpiadi invernali: il cecio e gli sciatori della pubblicità.

ma scusa, zia, si accerta guardando il cancelletto
se tagliano il traguardo, gli mettono un cerotto?

#pizzatwitmilano 21-11-2009

dove la fantasia sconfina nella realtà
incontri
quelli che come te cercano un sorriso
quelli che volevi conoscere di persona ma che adesso rallenti timida il passo
quelli che il sorriso te lo regalano senza chiedere nulla
quelli che si nascondono dietro una reflex
quelli che si illuminano davanti una reflex
quelli che chiacchierano di tutto
quelli che ascoltano, che non è da tutti
quelli che osservano
quelli che mangiano di gusto
quelli che preferiscono bere
quelli che trovi affascinanti
quelli che hanno una mimica facciale che niente può un avatar in confronto
quelli che non volevano venire ma che poi già pensano alla prossima
quelli che "non avrei mai detto" ma che adesso dirai
quelli che hai guardato in fondo al tavolo tutta sera e solo una volta tornata a casa, battendo la mano sulla fronte, hai finalmente riconosciuto
quelli che 'non tutto il geek viene per nuocere'
quelli che sono nati eleganti
quelli che sono nati divertenti
quelli che sono nati gentili
quelli che sono nati sinceri
quelli che fanno domande improbabili
quelli che "domani lo aggiungo"
quelli che "però gli altri ci sono mancati".

sabato 21 novembre 2009

né Treccani né Wikipedia.

Ci stiamo lasciando trasportare dal tapis roulant in discesa, di un centro commerciale, e così come il corpo, anche la mente scivola leggera
- Perché lo Spazio si chiama 'spazio'?
Esito troppo a lungo cercando di articolare una risposta che evidentemente non conosco.
- Forse perché c'è tanto spazio, mamma, vero?
Stordita dalla mia non-conoscenza raggiungo la macchina pensando 'beh ma c'è spazio e Spazio'.

venerdì 20 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

love is...

era il lontano 1970... io però continuo a trovarle deliziose :-)

mercoledì 18 novembre 2009

Considero valore...



Considero valore, Erri De Luca
Erri De Luca (Napoli, 20 maggio 1950) scrittore italiano.

martedì 17 novembre 2009

Una babysitter da favola (Need a babysitter today?)

Le favole del Fiocco Gigante | 8

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Viaggia e viaggia, una volta capitò in un paese dove gli spigoli delle case erano rotondi, e i tetti non finivano a punta ma con una gobba dolcissima. Lungo la strada correva una siepe di rose e a Giovannino venne li per li l'idea di infilarsene una all' occhiello. Mentre coglieva la rosa faceva molta attenzione a non pungersi con le spine, ma si accorse subito che le spine non pungevano mica, non avevano punta e parevano di gomma, e facevano il solletico alla mano.
- Guarda, guarda, - disse Giovannino ad alta voce.
Di dietro la siepe si affacciò una guardia municipale, sorridendo.
- Non lo sapeva che è vietato cogliere le rose?
- Mi dispiace, non ci ho pensato.
- Allora pagherà soltanto mezza multa, - disse la guardia, che con quel sorriso avrebbe potuto benissimo essere l' omino di burro che portava Pinocchio al Paese dei Balocchi. Giovannino osservò che la guardia scriveva la multa con una matita senza punta, e gli scappò di dire:
- Scusi, mi fa vedere la sua sciabola?
- Volentieri, - disse la guardia. E naturalmente nemmeno la sciabola aveva la punta.
- Ma che paese è questo? - domandò Giovannino. - Il Paese senza punta, - rispose la guardia, con tanta gentilezza che le sue parole si dovrebbero scrivere tutte con la lettera maiuscola.
- E per i chiodi come fate?
- Li abbiamo aboliti da un pezzo, facciamo tutto con la colla. E adesso, per favore, mi dia due schiaffi ..
Giovannino spalancò la bocca come se dovesse inghiottire una torta intera.
- Per carità, non voglio mica finire in prigione per oltraggio a pubblico ufficiale. I due schiaffi, semmai, dovrei riceverli, non darli.
- Ma qui usa cosi, - spiegò gentilmente la guardia, - per una multa intera quattro schiaffi, per mezza multa due soli.
- Alla guardia?
- Alla guardia.
- Ma è ingiusto, è terribile.
- Certo che è ingiusto, certo che è terribile, - disse la guardia. - La cosa è tanto odiosa che la gente, per non essere costretta a schiaffeggiare dei poveretti senza colpa, si guarda bene dal fare niente contro la legge. Su, mi dia quei due schiaffi, e un' altra volta stia più attento.
- Ma io non le voglio dare nemmeno un buffetto sulla guancia: le farò una carezza, invece.
- Quand' è cosi, - concluse la guardia, - dovrò riaccompagnarla alla frontiera.
E Giovannino, umiliatissimo, fu costretto ad abbandonare il Paese senza punta. Ma ancor oggi sogna di poterci tornare, per viverci nel più gentile dei modi, in una bella casetta col tetto senza punta.

Il Paese senza punta. (Gianni Rodari, Favole al telefono)

lunedì 16 novembre 2009

Linux Baby Rocker

Mamma di qualcuno

Cara MammYX,

e' da tanto che non partecipo alla vita del blog per diversi motivi che non voglio elencare, ma il tuo post mi ha ferita nel mio amor propio e quindi ho deciso di commentarlo.

Premesso che io "mamma di qualcuno" potrei scrivere un post del tutto analogo al tuo ma speculare, mi chiedo quando noi donne smetteremo di classificarci come "donne che lavorano" e "donne che non lavorano". Tu dici di subire una violenza psicologica da parte della societa' perche' pensi di venire considerata una madre inadeguata in quanto lavoratrice. Io ti posso dire di subire la stessa violenza da parte di chi (e ti assicuro che sono tanti) pensa che "...tanto lei non fa un c...o tutto il giorno". Perche' gli uomini non si fanno mai questi problemi? Loro poverini lavorano tutto il giorno, e se non lavorano tutto il giorno sono ancor piu' poverini soprattutto in questo periodo (mentre noi siamo casalinghe). Il problema e' anche la societa', in particolare qui da noi, perche' all'estero e' del tutto normale che una donna si occupi prima dei figli, e poi a quarant'anni rientri nel mondo del lavoro. Ma il vero problema siamo noi, con il nostro perenne e insanabile senso di inadeguatezza: se lavori non sei una buona madre, se non lavori hai vissuto una vita inutile. Vorrei inoltre ricordarti che ora ti giudica la societa', domani forse saranno i nostri stessi figli; per te "perche' tu non ci sei mai stata quando io avevo bisogno...", per me "cosa vuoi saperne tu che non hai mai fatto niente...". Scusa l'acredine che ho messo in questo scritto, ma oggi mi sento cosi'.

E la Luna sorride. (I can Dream- SA)



“In un Regno lontanissimo viveva un Re ricco, curioso e molto capriccioso.
Un giorno disse che, a chi fosse riuscito a donargli la Luna, avrebbe dato la metà delle sue monete d’oro, ma gli abitanti del Regno pensarono subito ad un capriccio e non gli dettero ascolto.



Un povero Pescatore, invece, decise di affrontare questa prova e si mise subito in viaggio con la sua piccola barchetta, sognando un futuro fantastico!



Navigando… navigando… navigando…
una bellissima notte giunse al punto dove la Luna cade nel mare per riposare.
Con un tranello la chiamò e astutamente la rinchiuse in un grande sacco.
Le notti successive, tutti gli abitanti della terra si chiesero preoccupati se la Luna, stanca di brillare, fosse caduta per sempre nel mare.



Il Pescatore, riprese subito la strada di casa e raggiunse stanco, affaticato, ma contento, la Terra ferma.



La Luna, in un batter d’occhio, fece un balzo e scappò verso il cielo, tornando a brillare, splendente più che mai, e lasciando tutti a bocca aperta…



…ed è da allora che, a volte, la Luna sorride pensando al Re "capriccioso!”

domenica 15 novembre 2009

Mamma per sempre.

- Ciao a tutti… vi mando il Verbale dell’incontro del giorno 10/11/2009.
Ci vediamo fuori dalla scuola!!
Vittoria -
Ho ricevuto questa mail pochi giorni fa, simile ad altre che nel tempo mi hanno raggiunto all'indirizzo di posta elettronica, fedele recipiente aperto a tutte le ore che raccoglie per me segnalazioni, richieste e inviti a feste di compleanno, tutte mail che leggerò appena possibile ma non subito.
Non sarò fuori dalla scuola alle 16.30 quando escono i ragazzi, non ci sono quasi mai, sono in ufficio a quell'ora. Anche al mattino non riesco a fermarmi a scambiare più di un saluto con gli altri genitori, ho un impietoso lettore di presenze da accontentare entro le 9.00am. So di non essere l'unica madre a lavorare ma sicuramente appartengo alla percentuale più bassa di quelle che lavorano a tempo pieno. Io non voglio entrare nel merito delle scelte personali ma non posso credere che si accetti di studiare per 15-18 anni e lavorare, costruendosi una professionalità, per altri 5-10 anni unicamente come preludio ad una maternità che annullerà tutto per iniziare una nuova carriera, essere 'La mamma di qualcuno', seppur gratificante.
Mi occupo di gestione del credito e questo comporta che ad ogni fine mese io resti impigliata nei numeri e nella reportistica da inviare alla casa madre fino ad orari improbabili. Nel mio solito modo di affrontare la vita rido, di un sorriso amaro, consapevole del fatto che un lavoro come il mio non dovrebbe tenermi lontano dalla famiglia anche oltre la mezzanotte, non si salvano vite con la gestione del credito ma sicuramente si salvano gli stipendi evitando la dissidenza. Ad un padre non è richiesta la stessa partecipazione, la sua carriera professionale è tacita e assodata anche se comporta continue trasferte e lunghe assenze. Accanto ai figli a raccontare la fiaba della buonanotte c'è la sua compagna. Non i nonni, non la tata. Un giorno una donna molto intelligente, avvocato, madre di 2 ragazzi mi disse: "Una donna per quanta carriera possa aver fatto, per quanti traguardi gloriosi possa aver raggiunto, se madre, la sera alle sette si fermerà preoccupandosi che i suoi ragazzi l'indomani abbiano il latte per la colazione." Aveva colto nel segno.
Non è una questione né di ambizione né di rinunce, sento solo la pressione di non essere una buona madre perché la società si aspetterebbe qualcosa di diverso da me. E' forse, anche questa, una forma di violenza psicologica.


(In occasione della Giornata Contro La Violenza Sulle Donne, 25 novembre.)

violenza e impegno: il cecio scopre l'ottimismo della volontà.



alla radio una voce dice austera l'abominio
centinaia di milioni le minori che ogni anno
son piegate a dare il corpo alla violenza del dominio
nel silenzio collettivo - o compiaciuto, a maggior danno

sfugge il senso, al cecio, è chiaro: ma solleva un sopracciglio
non sopporta che qualcuno faccia male alle bambine
le difendo io! si scalda (della mamma ha tutto il piglio)
non ci credi? aspetta solo che mi crescan le manine!

cecio, è molto complicato. ma è il momento di affrontare
col mio germe d'idealista i soprusi ed il dolore?
fa spallucce: non mi stanco - sarò forte come il mare.
se bastasse il suo principio a sradicare quest'orrore...


secondo l'Unicef ogni anno 150 milioni di bambine vengono sottoposte ad abusi sessuali, un milione viene avviato alla prostituzione e 100 milioni subiscono la mutilazione forzata dei genitali. facciamo qualcosa?

sabato 14 novembre 2009

...e anche LICE si è fatta un blog!



Tavola realizzata con china,
grafite e un solo pastello, su carta per acquerello
per Annual degli illustratori di Bologna, ovvero la famosa Bookfair


LICE
http://lindelebile.blogspot.com/

Autumn is Pretty



Autumn is Pretty by Jessy Cyganczuk

venerdì 13 novembre 2009

Un po' di colore..




Ringrazio per la foto del Mercato dei fiori di Amsterdam (Maggio 2009) la gentile Amalianda
http://www.flickr.com/photos/amalianda77/
https://twitter.com/Amalianda

Giornata Mondiale della Gentilezza :-)



Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

Prendi un sorriso, Mahatma Gandhi

Un sorriso, una parola, un gesto o anche un semplice comportamento compiuti con rispetto e gentilezza possono migliorare la vita. E no lo dico solo io ;-)

La gentilezza, da non confondere con le mere buone maniere o con lo sterile formalismo, è una virtù che nasce dal cuore, è la manifestazione di un'empatia verso gli altri,ed è semplice da praticare eppure sembra decisamente scomparsa dalla nostra società dove maleducazione, aggressività, prevaricazione sembrano le armi vincenti per emergere. Per ricordare a tutti che un atto gentile non costa quasi nulla e fa bene a chi lo riceve e a chi lo fa, è nata la Giornata Mondiale della gentilezza, Wordle Kidness day, che si festeggia il 13 novembre in ricordo della prima conferenza mondiale del Wordl Kidness Movement, che si svolse a Tokyo il 13 novembre 1998. In quell'occasione è stata redatta una vera e propria Dichiarazione della gentilezza che ha come obiettivo di costruire un mondo fondato sulla gentilezza, al di là delle differenze di razza, religione e cultura.Basta poco per compiere un atto gentile, come cedere il posto sull'autobus affollato ad una persona anziana, aiutare qualcuno ad attraversare la strada, dare indicazioni a un turista in difficoltà, far passare qualcuno davanti a noi nella fila alle casse del supermercato, dare una mano a una vicina a trasportare i sacchetti della spesa, offrirsi per fare qualche piccola commissione per un conoscente che è impossibilitato a uscire...gli esempi possono essere migliaia, in comune hanno la disponibilità ad aprirsi ai bisogni degli altri, senza fare grandi sacrifici o rinunce. Un tempo erano i genitori e gli educatori a inculcare questo sentimento ai ragazzi, oggi la gentilezza non è più di casa neppure in famiglia, dove ognuno fa quel che gli pare, a scuola, poi non ne parliamo, in tempi di bullismo la gentilezza sembra ormai morta e sepolta.Per questo in alcune scuole è stato proposto di tenere una sorta di Diario della Gentilezza, segnalando gesti particolarmente cortesi compiuti dsgli alunni. Coltiviamo anche noi la piantina della gentilezza, innaffiandola ogni giorno con un piccolo gesto e ne saremo ricompensati ricevendo cortesie a nostra volta, perchè la gentilezza è contagiosa e disarmante, ma anche solo ricevere un sorriso di ringraziamento ci illuminerà la giornata.

http://morgana-lucedinverno.blogspot.com/2009/11/13-novembre-giornata-mondiale-della.html

giovedì 12 novembre 2009

Crime Scene Investigation

Lo Scenario: il parcheggio nelle vicinanze di casa.
L'Indagata: MammYX, la spettinata col gloss.
La vittima: la proprietaria e occupante di un SUV che incurante del mondo circostante, con la retromarcia inserita, avrebbe voluto la pista sgombra per far decollare il potente mezzo.
L'investigatore: il caustico e inopinabile Hulko.
I fatti: dopo 12 ore fuori casa, con la macchina carica di 2 zaini, 2 borse della spesa e 1 bambino stanco e quindi poco tollerante, MammYX raggiungeva l'agognato parcheggio dietro di cui molti posti già occupati soprattutto fra quelli più riparati dal gelo che fanno sperare in uno strato più sottile di ghiaccio da eliminare al mattino. Ne ha adocchiato 1 ma deve far una paio di manovre per raggiungerlo così allargando la visuale si accorge della macchina che con luci della retro accesa si accingeva a lasciare il posto. MammYX ancora sufficientemente razionale offre spazio e tempo alla signora per completare la sua manovra ma il SUV resta fermo ma con le luci bianche minacciose in mostra.
MammYX attende ancora un po' poi sbotta, esegue una manovra un po' singhiozzante e scomposta imprecando contro l'altra autista,
- Ma perchè sei arrabbiata mamma?
- Ci ha messo 3 ore per decidersi quella signora.
- Ma se noi siamo appena arrivati mamma.
Ok ho arrotondato alla mezza giornata per eccesso, non si poteva?

martedì 10 novembre 2009

Il dolore è tutto uguale?

Io non so in chi o cosa credere. Non sono capace di spingermi troppo avanti. L'ignoto mi spaventa e non mi pongo alcune domande per timore delle risposte. L'idea che ci sia una fine mi paralizza. Ci sono dei giorni in cui però sono costretta ad abbandonare questa finta quiete spirituale per chiedermi cosa ci sia dietro la vita. Reduce da una giornata di lavoro lunga 12 ore che mi ha fatto sì star bene ma che ha aggiunto nuovi segni sulla mia pelle e nella mia anima, questa sera ero leggermente infervorata nel raccontare gli scontri di vedute, di strategie, di incomprensioni in cui ero incappata. Ma poi la mia mamma mi dice che i signori che abitano di fronte a casa loro hanno perso il figlio e io dimentico il resto. Quest'estate, non più tardi di quest'estate, gli avevano riscontrato un'insufficienza cardiaca, pochi giorni fa l'hanno ricoverato in attesa di un trapianto. Ieri è mancato. Mi scende una lacrima, da mamma, da spettatrice inerme ed impotente, da vicina di casa. Penso che debba essere terribile. Penso che debba essere un dolore sordo, lacerante, non rimarginabile. Penso anche che era il loro unico figlio e penso ancora che lo avevano adottato. Penso che non sia giusto ma non so con chi prendermela.

lunedì 9 novembre 2009

berlino, vent'anni e molti pensieri fa.




la prima volta che ho visto il muro di berlino
il cupo del cemento dissimulava i torti
lo spazio vuoto intorno squarciava il cristallino
scandito dalle croci dei fuggitivi morti

la volta successiva il muro era interrotto
gli scorci, transitori. la terra, sconsolata.
la donna a check point charlie - la pioggia era a dirotto
sul limite piangeva. come disabitata.

poi il niente si è riempito di nuove architetture
il muro a pezzettini - un marco per turista
la cicatrice a terra a combinar culture
ti aspetti, dal futuro, che sia un grande ottimista

guardando, questa sera, quel domino a colori
che allegro mette in scena la svolta della storia
ci penso in confusione. si stinge nei fervori
la mia malinconia. è questa la memoria?

La mia amica s'è fatta il il tumblr! :-)



La mia amica s'è fatta il il tumblr! :-)
Vedi che avevo ragione io. I quarant'anni sono i più belli. Succedono un sacco di cose!
Tipo ti fai un tumbler che a poche ore dalla nascita ha già @adamolanna tra i lettori.
No dico... adamolanna tra i primi cinque lettori!


http://scroscidistagione.tumblr.com/

un due tre, il cecio commuove la zia.

due lunghe settimane a colpi d'influenza
il babbo, il cecio, la mamma anche di più
appesa alla cornetta la forzata lontananza:
insomma, zia. mi manchi proprio, tu.

venerdì 6 novembre 2009

Genìa.

Di ritorno dall'ultima visita a casa de LaZia, Hulko mette a soqquadro la sua camera, approfittando della mia inerzia da sabato mattina, alla ricerca di tutti gli album da colorare ricevuti da 7 anni a questa parte. Non contento fa la spola dalla sua camera alla mia con tanto di accendi-spegni della luce per illuminare le sue affermazioni in materia. Alla fine ci perdiamo a sfogliare 'Scarabocchi Davvero Giganti' by Taro Gomi. Inciampiamo in uno schizzo raffigurante una mamma che se la dà a gambe con i capelli per aria e l'espressione attonita davanti ad uno scarafaggio, allora ridendo gli dico - Che belli però questi disegni. E lui - In realtà non sono poi tanto belli, alludendo probabilmente al fatto che sono solo abbozzati e per lo più comici - Ma sì infatti sono belli proprio perchè sono brutti. Ride con me e poi si sente di aggiungere - Mamma io non ti capisco.

domenica 1 novembre 2009

I fondamentali.

Lo sto trascinando in mezzo al traffico nel tentativo di non sforare la tabella di marcia. Un semaforo blocca il nostro incedere. Lo sguardo va all'altro lato della strada dove una signora, piccola di statura, dall'aspetto molto trascurato, provata dal vivere solo degli aiuti di altri attende il verde. Tento di spiegare a Hulko anche questo.
- E' una senzatetto.
- Cosa?
- Una senzatetto.
I rumori della via non consentono uno scambio fluido.
- Ah senzaletto.
- Ho detto senzatetto ma in effetti comporta anche non avere un letto, una casa in cui rientrare la sera.
- Cos'è il sesso, mamma?
Continuo a camminare prendendo fiato e tempo. Giro vorticosamente la testa alla ricerca di cartelloni e locandine attorno a noi per individuarne la fonte, senza trovarla.
- Come mai me lo domandi? Sono consapevole di avergli già dato una prima risposta indirettamente, ho schivato e mi sono messa in pre-allarme e sulla difensiva, risultato ho aumentato il suo interesse verso l'argomento.
- E' che non so cosa vuol dire.
- Beh per far nascere i bambini, un uomo e una donna, devono...
Lui completa per me,
- Devono fare la coppia.
- Sì devono stare insieme.
Se l'è fatto bastare perché ha 7 anni e non sa bene neanche lui perché debba in fondo sapere cosa sia il sesso ma a voler essere puntigliosi che vorrà poi dire 'stare insieme'?! E in realtà a voler essere oltre che puntigliosi anche sentimentali, dovrei spiegargli che o si fa sesso o si fanno i bambini...forse.