venerdì 30 luglio 2010

O Romeo, Romeo! wherefore art thou Romeo?

Magro. Sfrontatamente tinto. Baffo curato. Abbigliamento nostalgico-melanconico fine anni '70, (quando già abilitato alla guida portava gli amici ai concerti degli Abba). Uno sciupafemmine da balera.

L'ho lasciato così un paio di anni fa e così l'ho ritrovato questa sera. Una certezza.

Lui - Oh, buonasera ben trovata
Io - Buonasera a lei, come va?
Lui - La trovo in splendida forma. (Forse sbaglio eppure mi pare proprio di ricordare che abbia detto, "La trovo sempre in splendida forma")
Io - Ha visto cosa può un tacco 12!?
Lui - Beh io direi piuttosto tutto il resto.
Mi ha strappato un sorriso che è sempre meglio di un giro di mazurka.

Non gli ho mai chiesto se si tratti del nome di battesimo o di quello di battaglia ma comunque sia gli spetta con tutti gli onori.

mercoledì 28 luglio 2010

Your Secret



Your Secret, by jsmonzani.com

tks :-) Rò-ss

lunedì 26 luglio 2010

lenta agonia

Salendo le scale di ritorno dal dentista, inumiditi dalla pioggia estiva e rallegrati dall'arcobaleno,

Hulko: - ...Mamma ci pensi se saresti fatta cosi!?
Mammyx: - Beh se fossi così cercherei di cambiare.
Hulko: - Sì perché se saresti così mamma saresti proprio strana.

Coniugazione dopo coniugazione, una tortura lenta e inesorabile, chi cederà per primo?

domenica 25 luglio 2010

L'età migliore.

Hulko: - Cosa credi mamma, che non me lo ricorda?
Mammyx: - Si dice ricordi.
Hulko: - Si può dire anche ricorda.
Mammyx: - No non si può.
Hulko: - Va bene, io lo dico lo stesso.

Dicono che a questa età si possano insegnare loro più lingue perché sono molto ricettivi. Sarà ma congiuntivi e condizionali ci stanno uccidendo, lentamente, coniugazione dopo coniugazione.

venerdì 23 luglio 2010

cortili multirazziali

Scendendo dalla macchina ci accolgone le voci stridule di Streghetta e della sua amica. Hulko scalpita per raggiungerle, non le vede da 5 settimane.
Streghetta - Ciao Hulko!
Lui - Ciao (fatico persino io a udire quel che dice e siamo braccio contro braccio)
L'AltraStrega - Stiamo giocando con Thalie, lei è francese, non parla l'italiano ma io la capisco lo stesso. Puzza un pochino.
Streghetta - Che c'entra, quello è il suo odore.

Di solito ribatto con più velocità ma le dinamiche, le leggi non scritte, degli abitanti di un cortile mi lasciano sgomenta perchè sono sorprendentemente le stesse di ogni convivenza. Ti accetto, ti cerco, ti difendo anche ma siamo profondamente diversi, ne ho consapevolezza e non riesco ad ignorarlo. Ti rispetterò fino a quando non mi sentirò minacciato, perchè allora riaffiorerà alla mente questa sensazione di diffidenza, di ignoranza verso ciò che ci distingue gli uni dagli altri, che rende te 'diverso' da me ...e viceversa.

grazie amica!

D'estate

Le cavallette sole
sorridono in mezzo alla gramigna gialla.
I moscerini danzano al sole
trema uno stelo sotto una farfalla.

D'estate, Giovanni Pascoli

martedì 20 luglio 2010

auguri Lilli!



Buon Compleanno Lilli ;-D
Mariposa,
LaCompagnaDiBanco,
Piccola,
Mammyx,
Cromosuomo,
LaZia

Trova le differenze.

sabato 17 luglio 2010

Una babysitter da favola (need a babysitter today?)

Le favole del Fiocco Gigante | 16



Io sono un sognatore,
ma non sogno solo per me:
sogno una torta in cielo
per darne un poco anche a te.

Una torta di cioccolato
grande come una città,
che arrivi dallo spazio
a piccola velocità.

Sembrerà dapprima una nuvola,
si fermerà su una piazza,
le daremo un’occhiatina
curiosa dalla terrazza…

Ma quando scenderà
come una dolce cometa
ce ne sarà per tutti
da fare festa completa.

Ognuno ne avrà una fetta
più una ciliegia candita,
e chi non dirà “«buona! »,
certo dirà “«squisita! »

Poi si verrà a sapere
(e la cosa sarà più comica)
che qualcuno s’era provato
a buttare una bomba atomica,

ma invece del solito fungo
l’esplosione ha provocato
(per ora nel mio sogno)
una torta di cioccolato.



La torta in cielo. (Gianni Rodari, Il libro degli errori)

@fmazzucato: Sono cresciuta con Gianni Rodari. Mi ricordo ancora certe filastrocche, la Torta in Cielo. Penso non sia ricordato abbastanza #Rodari

mercoledì 14 luglio 2010

Cercasi anziano con barca. Condicio sine qua non: infartuato.



Sottotitolo: Wolly viveva in una bouganville con 7 nani divoratori.


C'era una volta una bouganville alla periferia di una ridente cittadina del Brennero in cui vivevano 7 strani-nani divoratori.
(Ma quanti siamo? Sempre 7 siamo)

I nani si chiamavano Brandon, The Captain, BarluChef, Twilight, le gemelle Favolala e Mari...Stella!

I 7 nani divoratori vivevano in armonia con la natura. I nani divoratori (siamo sicuri che fossero 7?) erano tutto e nulla. Avevano capelli ma i peli no, erano degli assassini ma non omicidi, erano belli ma anche brutti, eccezionali ma non meravigliosi, ciccioni ma anche rinsecchiti, viaggiavano ma non andavano mai in vacanza.

Vi chiederete com'è possibile? Stai dicendo tutto e il contrario di tutto! Non è proprio così...sto dicendo tutto e l'opposto di tutto, non il contrario ;)

Comunque cari lettori, avete ragione, mica vi fate fare fessi voi! In effetti i nani divoratori (ma siamo sicuri che fossero 7?) seguivano delle strane regole ferree che gli altri stentavano a comprendere. Ma ai 7 nani divoratori stava bene così. (Anche la musica rilassante che proponeva loro Brandon democraticamente e con molta discrezione.)

Diciamo che a loro stava bene tutto. Perchè in fondo in fondo alla Barluchef non andava bene proprio tutto. Lei avrebbe anche leccato e toccato tutto il necessario...ma l'assassino che non è omicida proprio no! Quello proprio non le andava giù. Non rispecchiava il suo concetto di giustizia sociale.

Ed è per questo motivo che hanno obbligato la nana più scaltra, l'unica ad aver risolto l'annoso quesito dell'essere o non essere, dell'uovo o della gallina, del "ci fai o ci sei?" a pescare le pesche in mare (eh si l'invidia è una brutta bestia...anche tra nani!)

Ma a questo punto della favola, se foste stati un pò attenti, voi dovreste chiedervi "Ma come si fa a pescare le pesche in mare?" Si può si può...



Mari...Stella!

Post it.



La mia scrivania arrivando in Creative Room una mattina di luglio...
Ritrovo indimenticabili compagne di classe.
Anche senza facebook!
;-)


NB si avevo gli occhiali :) e adesso li ho i nuovo!

martedì 13 luglio 2010

Febbre del mare

Devo tornare sul mare, solitario sotto il cielo,
e chiedo solo un'alta nave e una stella per guidarla,
colpi di timone, canti del vento,
sbuffi della vela bianca,
e bigia foschìa sul volto del mare
e un bigio romper dell'alba.
Devo tornare sul mare, ché la chiamata
della marea irruente è una chiara
selvaggia chiamata imperiosa;
e io chiedo soltanto un giorno di vento
con volanti nuvole bianche,
pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.
Devo tornare sul mare, alla vita
di zingaro vagabondo; alla via
delle balene e degli uccelli marini,
dove il vento è una lama tagliente;
e io chiedo solo un'allegra canzone
da un compagno ridente e un buon sonno
e un bel sogno
quando la lunga giocata è finita.

Febbre del mare, John Masefield, 1902

sabato 10 luglio 2010

Fatta una strambata

(per modo di dire…) nel senso che ce la siamo portate dietro...

o forse anche
dicesi strambata, azione condotta da 5 strambe!

Ah, dimenticavo: prima di alzare randa abbiamo messo in chiaro l’amantiglio.



"Amantiglio? Amantiglio?? Amantiglio!? Mannaggia, eppure la sapevo."

Ammainare le vele ragazze! e...

venerdì 9 luglio 2010

AAA CERCASI




firmato le tue tre amichette
LaZia, Mariposa, Piccola

barca a vela no valigia rigida

oggetto della mail: info utili (con word allegato che riporto)
BARCA A VELA NO VALIGIA RIGIDA!!!!!!!!!!!!!!!

costumi da bagno
telo mare
ciabatte di gomma e sandali
occhialetti per piscina
maschera pinne e boccaglio
accappatoio (meglio del tipo ultraleggero in tessuto non tessuto)
crema protettiva abbronzante viso e corpo
stik proteggilabbra
doposole
occhiali da sole
copricostume
pareo
spray anti-zanzare (tipo Autan), pomata per le punture (Fargan e simili), zampironi
overdose di libri e giornali


Di tutto un po':
asciugamani
fiammiferi e accendino
carta igienica
buste plastica
detersivo piatti
rotolo carta da cucina
strofinaccio
pezzetta lavello
piatti carta
bicchieri carta
sacchi spazzatura
due presine
un coltello non molto grande ma affilato (chissa' perche' nelle case in affitto sono sempre poco affilati!)
un rotolo di scotch di carta x richiudere le confezioni non ultimate quando si torna a casa (es. lo zucchero, la pasta, il caffè..) ...


Cibarie
(quanto basta per improvvisare una prima colazione o una pastasciutta per quando si arriva ...affamati):

olio
sale
zucchero
pasta
sugo
biscotti
latte a lunga conservazione
caffè
e poi... c'e' chi non si mette in viaggio senza la Nutella! :-)


Documenti personali:
Carta di identità

Igiene:
spazzolino (con la capsula proteggi setole)
dentifricio
filo interdentale
sapone (normale o in fogli)
bagno schiuma
shampoo e balsamo
phon (attenzione alla tensione della rete elettrica ed a al tipo di presa di corrente)
spazzola e pettine
piccolo asciugamano
crema solare protettiva e doposole
burro di cacao
bastoncini per le orecchie
deodorante
fazzoletti (di carta e rinfrescanti)
crema corpo/mani/viso

inoltre, in taluni casi beauty case (con specchio) contenente:
trucchi
salviette demaquillage
dischetti cotone idrofilo
crema viso
crema corpo
occorrente per la depilazione (a scelta: Silkepil, crema, rasoietto...)
pinzetta
assorbenti igienici (interni/esterni) e bustine per riporli


Medicine:
cerotto antinausea scopolamina
cerotti
fazzoletti disinfettanti
antipiretico (...aspirina, tachipirina)
antidolorifico (...moment, novalgina)
per "andare in bagno" (supposte glicerina) …e per non andarci (es. bimixin)
antivomito (...plasil)
stick anti zanzare e repellente tipo Autan
antistaminico in pomata (...fargan) e in pasticche (ad esempio in caso di eritemi solari)
e poi..... ciascuno sa i propri acciacchi !


Ed inoltre:
magliette in polipropilene (leggere, si lavano e asciugano in poco tempo)
un foulard leggero: serve se c'è vento per riparare la gola o la testa dal vento
snack o frutta

telefono cellulare, caricabatterie (normale e da auto), auricolare
libri e giornali
ombrello pieghevole
giacca a vento
occhiali da sole
borsone con tante tasche o zaino
accendino e/o fiammiferi (ma niente sigarette ;-)
presa elettrica multistandard
sacco in plastica per la biancheria sporca

Un po' di tecnologia:
macchina foto digitale e accessori (borsa, memory card, caricabatteria, cavalletto, flash, obiettivi, ecc.)
videocamera e accessori (borsa, videocassette tipo DV, batterie, caricabatterie, ecc.)
cellulare e accessori (sim-card, batteria di riserva, caricabatterie, custodia, cuffia-microfono, auricolare blutooth, ecc.)
ettore mp3 e auricolare
un caricatore USB

Se avanza spazio:
pile di ricambio
giochi vari (un mazzo di carte, scacchi, giochi poket tipo scarabeo, cluedo, ecc.)
foto tessera (in effetti non sono molto ingombranti)
buste plastica (servono sempre...)
tubo di detersivo liquido da viaggio o panetto di sapone

tappi per le orecchie



quanto stiamo via? un giorno e mezzo, ovviamente.
e come ha commentato una delle cinque e dolci fanciulle dell'equpaggio (tutto al femminile, capitano escluso)

"Minch...! (per quello non ho scritto signore;-D lol) Io aggiungerei un abito da cockatil"

giovedì 8 luglio 2010

inzia il countdown, #splendida40enne 2 :-D

è un attimo che si arriva al famigerato 8 agosto 2010...
non sia mai ti sfugga...



martedì 6 luglio 2010

Risparmia(ti).

Viaggio in autostrada, sono sola ma mi credevo una compagna di viaggio più interessante non mi parlo ormai da ore, guardo il panorama e leggo affascinata i messaggi più che inquietanti riservati agli automobilisti.

Sintomatico di una profonda crisi, l'invito così rivolto agli italiani, "Guida piano. Risparmi carburante e viaggi più sicuro."

sabato 3 luglio 2010

ah ah ah!

Diego Armando, il re dei tamarri, irresistibile sogno di redenzione
Aspettando la Germania: perché tifo per Maradona, eroe dell’«inferno e ritorno»

di Daria Bignardi


«Besame, besame mucho, como si fuera esta noche la última vez»: difficile sottrarsi alle facili emozioni che regala la vittoria dell’Argentina, per quanto sgangherata. Fuorigioco o no, errori arbitrali o meno, rissa o non rissa, Diego c’è. E noi italiani, umiliati da una squadra del tutto coerente col nostro Paese, abbiamo bisogno di un nuovo sogno, almeno fino a sabato 3 luglio, quando l’Argentina di Diego Armando Maradona incontrerà la Germania di Joachim Löw. Agli ultimi Mondiali, la Germania ha battuto l’Argentina ai rigori: ora vedremo. Diego c’è: con il pizzetto bianco, gli orecchini di diamanti, impacchettato in un abito che lo fa assomigliare a John Travolta in Pulp Fiction nella scena dove finge di essere goffo e non saper ballare. Diego è il re dei tamarri, è un grande, irresistibile, ineguagliabile sogno di redenzione fatto uomo. Comunque vada sabato, fin qui è arrivato, nonostante tutto. Scrissi di lui in questa rubrica in tempi non sospetti – quando pochi credevano nelle chance da allenatore del più grande giocatore del mondo caduto in disgrazia e fischiato – preda di un’antica passione per i redenti, gli eccessivi, quelli che «all’inferno e ritorno», e chi più di Diego Armando, scusate? Non capendo un tubo di calcio, mi beo della sua estetica. Non resisto a frasi come «la decisione valida resta la prima, anche se è quella sbagliata», riferita al gol in fuorigioco dell’Argentina che Rosetti e Ayroldi non hanno annullato: questa è letteratura. Devo averlo già detto: in una delle prossime vite, dopo essere rinata romanziera, vorrei rinascere giornalista sportiva, per poter scrivere, e vivere, frasi come questa. Per non parlare di come saprei descrivere la rissa dietro la panchina del Messico a fine primo tempo: altro che il fair play degli Stati Uniti, questa sì che è gente che di calcio ne capisce. (Siccome peggio che spiegare una battuta c’è solo il rischio che qualcuno ti prenda sul serio su un argomento come questo, segnalo che scherzo). Uno studioso israeliano di cabala ha detto che i Mondiali li deciderà un numero 10, che sarebbe Lionel Messi: sarebbe troppo bello per noi giornalisti sportivi (mi ci metto anch’io, dai, fate finta per un momento che siamo già alla terza vita), mancano solo lui e un altro paio di vittorie al racconto della gloria dell’Argentina dell’ex numero dieci Diego. Tutte scemenze, ovvio, ma noi giornalisti sportivi non abbiamo remore, quando si tratta di farvi emozionare. Epilogo: dopo un po’ che mi esaltavo davanti alle prodezze di Diego (non mi sentirete mai chiamarlo El pibe de oro, io sono un giornalista sportivo raffinato: al massimo El Diego) in un baretto deserto, con la sola compagnia del gestore, quello mi fa: «Vede quello col vestito grigio a sinistra di Maradona, in panchina? Ecco, quello gli sta spiegando tutto quello che deve dire e fare».

barbablog, Daria Bignardi -Style.it-

venerdì 2 luglio 2010

Filosofia della ciliegia

Eccomi difronte ad una grande ciotola gialla pieeena di quelle succose ciliegie che mi tingono le labbra. Mentre ne mangio una dopo l'altra mi imbatto nella ciliegia più dolce e fragorosa e tuttatonda che abbia mai mangiato. E qui mi trovo ad un bivio: la ciotola è ancora piena per metà, lascio che la dolcezza regale dell'ultimo frutto mi riverberi nel palato diventando poi un ricordo allegro o continuo a mangiare le mie ciliegie rischiando di non trovarne più un'altra così buona?

..per oggi apro il frigo e ci metto la ciotola gialla!


Giada

vorrei essere qui...




Photo by Rò-ss

sogno di una notte d'inizio estate

Tento di dare spazio al mio principe e lascio che sieda in prima fila accanto all'amico che pare l'amico di sempre a guardare sotto le stelle la proiezione di un cartone animato di scoiattoli e scoiattoline rockstar. Io mi siedo in fondo, lontana ma vicina, con un libro di McCall Smith fra le mani.
Sui titoli di coda e in mezzo al vociare dei bambini eccitati dal lieto fine e frastornati dall'ora tarda, l'animatore-d'eccezione mi domanda "Piaciuto?"
Gli sorrido muovendo appena la testa in segno di assenso.
"Domani sera però ti metto 'Casablanca'"
"Oh grazie ma non serve io mi commuovo anche con 'Alvin superstar'!
Adesso è lui a sorridere mentre si dirige al tavolo della regia.

L'incontro successivo è nel suo atelier-laboratorio-officina la mattina in cui infilano bracciali e collane, metto dentro la testa per dare una voce sui programmi ad Hulko e sento una bimbetta con tante lentiggini quanta saccenza dire: "Io non ho mai visto dei maschi fare le collane!"
Nessuno può minare l'armonia interiore di 'cuore di mamma', non aspetto nemmeno che chiuda le labbra per risponderle, "Allora oggi per te è un giorno fortunato. Bisognerebbe poter conoscere, imparare o scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno." Tiè.

La volta dopo gli faccio da spalla in spiaggia, Lui prepara gli aquiloni, abbastanza da soddisfare tutte le manine protese, carta velina di ogni tonalità stagliata contro l'azzurro del cielo mentre io mi occupo del pitstop ai box, con colpi di scotch qua e là.

L'ultima sera mi affaccendavo nel bungalow per preparare i bagagli, sentivo ridere e cantare "...però quand'è tranquillo come fa 'sto coccodrillooo?!!!..." allora ho pensato di raggiungere l'allegra brigata pur se ancora insabbiata e in tenuta da spiaggia. Il cambio di repertorio musicale mi ha raggiunta accanto alla mamma dell'amico di Hulko e al suo figlioletto bellissimo, inutile dire che ho sempre avuto un debole per i bimbi di colore, avevo il ciccobellonero! Un valzer, aveva messo un valzer. Tre passi con le Crocs verde mela ai piedi e mi tende la mano, Lui, l'animatore-d'eccezione:
"Vuoi ballare?"
Non arrossisco mai, straparlo, tremo ma non arrossisco. E infatti,
"No, guardami non mi sono neanche fatta la doccia" (quanto potrà mai essere sporca una che ha fatto vita di mare per giorni?!)"...e non so ballare, sono un peggio di un ceppo di quercia."
"Come si può non saper ballare?"
Sento di averlo deluso...

L'indomani carico la macchina, pago alla reception, faccio colazione al bar, leggo il giornale, scambio indirizzi utili con la famigliola allargata dell'amico di Hulko (ancora più bizzarra della mia) mentre Lui si intratteneva con l'ultima sessione di gioco al termine della quale decidiamo di ripartire e lasciarci il mare alle spalle. Inizia il giro di saluti. Lasciamo l'animatore-d'eccezione per ultimo.
Hulko composto, "Ciao Madi noi andiamo."
"Andate via?" così dicendo gli regala un sorriso e due bacini sulle guance, poi abbraccia me e continua a sorridere,
"Ciao, ci vediamo l'anno prossimo, ti prometto che balleremo...prenderò lezioni quest'inverno." Sappiamo entrambi che sto mentendo ma è divertente lo stesso.

Io e Hulko ci incamminiamo sul viale principale, sotto gli alberi, verso l'uscita ma dobbiamo deviare verso la toilette cercando di evitare la mappatura degli Autogrill nelle successive 3 ore (onestamente non l'abbiamo scampata e le ore di autostrada sono diventate 5). Ne usciamo un paio di minuti dopo e rimettendoci in marcia, mano nella mano, vediamo avvicinarsi una bicicletta, è Madi che si ferma davanti i nostri piedi con una rosa di cartacrespa, sgrano gli occhi per lo stupore e farfuglio qualcosa stampandogli un bacio sonoro su una guancia, "Grazie davvero, è la più bella che abbia mai ricevuto."
Ci lascia lì, dopo essersi raccomandato di aggiungerle un po' di scotch perché l'ha preparata di premura e non è perfetta.
Saliamo in macchina, appoggio la mia rosa (che non appassirà mai) sul cruscotto e parto alla volta di un nuovo viaggio.

Post Scriptum...anni fa non so cos'avrei dato perché l'animatore mi invitasse a ballare e mi regalasse un fiore...e anche adesso, qualunque cosa fosse, come direbbe LaZia, sapeva di buono.

giovedì 1 luglio 2010

Gli sconosciuti by LICE!



Matita su cartoncino
http://grillintesta.blogspot.com/

mercoledì 30 giugno 2010

Tu ci credi nelle relazioni a distanza? Due post a confronto

“Tu ci credi nelle relazioni a distanza?”

Volevo commentare il post di Maurizio Goetz su FriendFeed ma era troppo complesso per un commento. Perciò ecco la mia risposta.

Vorrei dire che ci credo, che funziona, che è facile che è la soluzione per tutti i mali e per la pace del mondo ma la verità è che una relazione a distanza è un gran casino.
Ci sono giorni in cui ti senti un po’ morire, perché lui non c’è e vorresti solo poter stare tra le sue braccia, poterlo toccare e sentire che in fondo è reale e vero, a volte vorresti anche solo poter condividere quella cazzata detta in ufficio o vista per strada ma alla fine no, un messaggio solo per dirgli una cosa così stupida proprio no, che senso ha? E così inizi ad estraniarti un po’ per volta, non convivere le piccole cose alla lunga è deleterio e fa solo star male.
Poi ci sono quei due, tre giorni al mese che aspetti come un assetato nel deserto aspetta l’acqua. Due, tre giorni in cui sei in estasi, in cui tocchi il cielo con un dito e ti dici che tutti i giorni no ne sono valsi la pena, ti dici che stare con lui una sola ora ti ripaga di tutte quelle notti da sola in cui l’unica cosa che volevi fare era piangere. Ed in quei giorni capisci perché lo fai, perché sopporti tutto e perché lo sopporteresti ancora altre mille anni ma alla fine è solo un’illusione, perché quei due o tre giorni non sono vita vera, sono come una vacanza con la data di scadenza, con il bisogno estremo di vivere ogni secondo al massimo e fare scorta di sensazioni ed emozioni, perché per un altro mese o più dovrai tirare avanti.
Non affronti i discorsi che hai rimandato a quando vi sareste visti di persona, perché non vuoi sciupare nemmeno un istante, lasci passare ed anzi adori atteggiamenti che se fosse la vita quotidiana non tollereresti nemmeno.
E poi rientri.
Rientri alla realtà, in quel tuo mondo senza di lui, nella tua vita. Dove lui c’è in ogni singola cosa senza però esserci realmente mai.
Ed è peggio, molto peggio di quando sei partita perché ti ci vuole tempo ad abituarti al fatto che non lo rivedrai per altri trenta giorni e più. Riabituarsi al letto vuoto, a quella mano che non puoi stringere e al fatto che per un altro mese non potrai guardarlo negli occhi.
E condividi tanto, cerchi di condividere tutto, ti impegni, maledizione se ti impegni e lui fa altrettanto e lo sai che sta male anche lui ma tirate avanti assieme, perché lui è tutto quel che tu hai sempre sognato e non sei disposta a perderlo per così poco.
E le serate con Skype, le telefonate, i ping, i messaggi sparsi su mille applicazioni.
Piano a piano ti riabitui ad essere sola e sembra più semplice anche se non lo puoi toccare. Recuperi l’equilibrio precario di sempre.
Finché non decidete di vedervi di nuovo.
Da lì in poi i giorni sono di una lentezza agghiacciante, non passano mai, le serate sembrano infinite, la voglia di lui ti fa dire cattiverie perché non è lì, con te.
E piano piano ricomincia tutto da capo.
In questo circolo in cui pare impossibile vivere agli estranei ed impossibile stare senza a chi lo vive.
Vorrei dire che ci credo alle relazioni a distanza, la verità è che la risposta dipende dal momento in cui mi viene posta.
La verità è che non vorrei vivere senza lui.

http://friendfeed.com/eta
http://www.etaonline.me/2010/06/28/relazioni-a-distanza/




Credi nelle Relazioni a Distanza. Meh? (via FriendFeed)

Ok, potrei anche evitare di entrare nel merito, ma per una serie di motivi che nulla hanno a che vedere con l'argomento, preferisco spendere mezz'ora in un post semi-serio sulle "Relazioni a Distanza", piuttosto che pensare a cose che nella giornata di oggi (ma non solo) mi hanno gia' ammorbata abbastanza.
E come Eta, nemmeno io ci sto in un commento, perche' l'argomento e' complesso, e soprattutto perche' la mia risposta alla domanda sarebbe un molto laconico, poco spiegabile in due parole "Meh".
Ora, chi scrive e' una quasi-34enne che, sebbene abbia la malsana mania di infilare la sua vita online non ha mai messo in piazza veramente tutta la sua vita (e comunque non lo faro' nemmeno oggi, non illudetevi :P).
Relazioni a distanza ne ho avute.
Relazioni "standard" anche.
Come siano finite e' abbastanza chiaro e palese per tutti (male :P).

Colpa della distanza?
Colpa della vicinanza?
No, colpa "nostra".
Perche' tutta la colpa non accettero' mai di prendermela.
Ma porto ad esempio me, la mia scassata e disgraziata vita.
Perche' e' una dimostrazione di come distanza o meno, il tutto dipenda dalle persone e da come decidono di vivere le relazioni e da come vedano il loro rapporto con l'altra meta' della coppia.
Chi mi conosce sa benissimo che ho un immenso difetto.
Ho smesso da tempo di pianificare la mia esistenza.
Decido oggi per oggi.
Oggi per domani.
Poi cambio idea e ripianifico tutto.

Da sola sto divinamente.
Nessuno che rompe i coglioni per il difetto di cui sopra.
Che e' alla base del mio "Meh" in merito alla questione delle relazioni a distanza.
Perche' per certi versi le preferisco (si sa quando ci si vede, per il resto ho la mia vitaccia :P).
Poi pare che si decida di passare a cose piu' stabili.
E li' finisce la "poesia".
Perche' se finche' c'era la distanza riuscivo ad avere "il mio tempo" (cosa a cui non rinuncio), nel momento in cui si passa alla convivenza pare che io debba cambiare.
Insomma, adesso che viviamo insieme, stiamo insieme, dobbiamo fare qualcosa insieme...
Ah si?
Cioe', scusa, se io voglio leggere e tu guardare la televisione io devo fingermi interessata al film e mollare il libro?
Non se ne parla.
Non tutte le sere.
Se io voglio andare all'evento XY, ci vado.
Tu puoi venire o stare a casa.
Ma non me la meni quando torno che ti ho "lasciato solo".
(ovviamente, lo stesso vale all'inverso)
E certo, non vedendosi tutti i giorni si puo' sentire la mancanza di qualcuno...
Si possono avere "crisi di solitudine" la notte quando si va a dormire...
Ma non e' molto piu' importante sapere che c'e' qualcuno, anche se non fisicamente li' a due centimetri, che ti pensa, che a te ci tiene e che ti apprezza per quello che sei?
No, evidentemente, anche a leggere il thread in questione, sono tra le fin troppo poche persone a pensarla cosi'.
Forse perche' sono troppo indipendente.
Troppo testarda.

La mia vita, com'e' adesso, la adoro.
Non sono capace (gia' provato, gia' fallito) di rinunciarci.
Non per una persona (oddio, a ben guardare, erano tre due anni fa...).
Perche' ho ottenuto una cosa dalla mia disgraziata e maledetta vita, ed e' che sto bene con me stessa.
E tempo fa (anni e anni fa) mi hanno detto che:
Non puoi stare bene con gli altri finche' non stai bene con te stesso.
Forse l'ho portata all'estremo, ma poco importa.
Relazione a distanza o relazione ravvicinata, a me cambia poco.
Lui deve sapere (perche' lo deve sapere, dato che non sempre glielo ricordero') che io ci sono.
E lo stesso deve valere per me.
E se la relazione non e' a distanza, se si finisce in convivenza (ammesso che trovero' mai il coraggio di ripetere la traumatica esperienza), lui si dovra' fare una ragione di una cosa molto semplice:
Stare sotto lo stesso tetto, nella stessa casa, magari nella stessa stanza, non significa per forza fare qualcosa insieme.
Perche' siamo due persone, due individui.
Diversi, unici.
Ognuno con i suoi spazi, ognuno con i suoi interessi.
E' una cosa che ho avuto solo due volte nella vita.
Serate passate, nella stessa casa, ognuno a farsi i fatti propri, rispettando i nostri vicendevoli spazi.
Ma era tanto tempo fa.
Dopo, solo invasioni di campo.
Fino all'ultima, piu' deleteria, devastante, traumatizzante.
Che qualcuno ha seguito, da cui qualcuno ha cercato (inutilmente, mannaggia a me!) di salvarmi.
Credo nelle relazioni a distanza?
Forse, alla fine di un troppo lungo post/poema, si.
Perche' sono le uniche che mi permettono il lusso di stare con l'unica persona che nella vita non mi ha mai abbandonata: IO.
Lo so, sono fredda, cinica, iper-individualista.
Ma nessuno mi accetterebbe, e io non posso cambiare.
Ci ho provato. Ho fallito.
Non lo faro' mai piu' (promessa di ottobre/novembre del 2008).
Prendere o lasciare, a me, la vita, non cambia.

UPDATE (ore 22:10)
Mi ero dimenticata una cosa fondamentale...
Per dire se si sta bene con una persona non si puo' valutare solo quando si sta insieme nei week-end, in vacanza, o al cinema.
Si sta bene con qualcuno solo quando si riesce a starci bene in mezzo agli altri, magari ai due opposti della stessa tavolata.
Magari parlando con persone diverse di argomenti diversi.
Ma soprattutto quando, stando insieme, si parla di cose varie.
Non di "noi", ma delle proprie vite, di quello che succede la' fuori, dell'ultimo libro letto o film visto.
Si sta bene con qualcuno solo quando si riesce ad essere se stessi, senza limitazioni e costrizioni, anche in sua presenza.
Si sta bene con qualcuno quando si e' in grado di stare senza di lui/lei.
Sapendo che c'e'.
Anche se non c'e'.
Il resto e' facciata.
Il resto non conta.
Il resto e' destinato a decadere.
Perche' il resto e' essere possessivi ed esclusivisti.
Ed alla lunga uccide.
Prima le persone, poi i rapporti.
(been there, done that)

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lunedì 28 giugno 2010

il capo tribù

Viaggiamo sotto un'acqua torrenziale e scendendo per far rifornimento le mitiche allstar tentano di farmi fare un nuovo scivolone su macchia d'olio, resto in piedi con provvidenziale colpo di reni ma soprattutto aggrappandomi senza grazia alcuna alla portiera. Approdiamo al mitico 'Camping Paradiso' (...) in mezzo ad un pioggerellina lieve mentre scorrono gli ultimi frammenti di primavera.
Stavamo ancora scaricando biancheria, borsoni e provviste sufficienti per arrivare comodamente all'autunno quando lo scorgiamo in mezzo a piccole mani sporche di colla e colori, è un uomo affascinante, misterioso, vissuto. Dai tratti del viso sono portata a crederlo un discendente diretto dei pellirosse d'America. Naso lungo che piega verso il labbro, carnagione scura, capelli lunghi legati in una coda di cavallo. Io e LaZia nei giorni seguenti ci siamo divertite a fantasticare sul suo passato, colpa probabilmente dell'ozio coatto dovuto al cattivo tempo.
Hulko non manca ad un appuntamento, la mattina in laboratorio, il pomeriggio in spiaggia e la sera la babydance. Dove c'è lui ci sono i bambini, Hulko nel suo pallore inglese e il suo nuovo inseparabile amico-cioccolatino-fondente (originario del Camerun), compresi. Giochi costruiti con materiali di recupero e soprattutto senza né scheda, né display, né joystick annessi. Solo origami, bandiere, collane nastri e corone.
Il mattino alle 9.30 gli altoparlanti diffondono la sua voce "...e questo pomeriggio faremo volare gli aquiloni in spiaggia."
Come si fa a non volergli almeno un po' di bene?

40x40=tantissimo ;-D (to be continued...)




non vedo l'ora di scartarli...
;-D

grazie ancora.

40x40=tantissimo ;-D (to be continued...)